La permacultura, l’emergenza e il terremoto sull’Appennino

La Co-formazione e co-progettazione sulla comune emergenza. Dal 18 al 22 Novembre persone scosse in terre scosse, si incontreranno a Panta Rei, fuori dalle zone rosse, per prendere fiato e condividere strumenti, progetti, risorse

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Sono una persona scossa in terre scosse

La mia casa, nel Comune di Perugia, non ha subito danni causati dai ripetuti sismi da questa estate ad oggi, ma le scosse si sentono e, soprattutto, sento la pressione del terremoto sul sistema sociale delle terre e delle comunità che abito, del Centro Italia, dell’Appennino tutto.

Faccio parte di un gruppo di acquisto solidale, il GASTezio, i cui membri hanno cominciato ad attivarsi per aiutare a svuotare i magazzini di alcuni produttori e commercianti della zona di Norcia. I ceci che ho mangiato oggi arrivano da una di queste consegne… ed erano buonissimi!

Intorno al Lago Trasimeno e nella città di Perugia, gli alberghi ospitano sfollati; i gruppi di volontariato si stanno dando da fare per portare attività per i bambini e momenti socializzanti di ogni tipo.
Nel frattempo, i volontari del progetto Amatrice 2.0, tra gli altri, continuano la loro opera di ascolto e risposta alle esigenze della popolazione che è rimasta sul territorio lavorando a stretto contatto con agricoltori e allevatori. Grafici e programmatori si sono attivati con #DajeMarche, e così via e così via e così via.

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Norcia dopo il terremoto. Credits: http://www.italiachecambia.org/2016/11/daje-marche-ricetta-ripartire-terremoto/

Osservare l’emergenza con le lenti della permacultura

Ho provato ad indossare le lenti della permacultura per osservare questo sistema: com’è fatto? Cosa sta succedendo? Come avvengono i flussi di risorse? E se metto me stessa all’interno del paesaggio, come posso contribuire? Cosa posso creare di utile?

La permacultura sociale applica i principi di permacultura alla progettazione nel campo dei nostri bisogni personali e collettivi. La transizione, a sua volta, è un’applicazione della permacultura alla gestione di quartieri, città e gruppi. Abbiamo a nostra disposizione ricchi bagagli di strumenti per leggere il paesaggio sociale e intervenire, per osservare e interagire.

Mi sembra logico partire con semplicità da me stessa: quello che so fare, quello di cui ho bisogno.

Il bisogno di maggiore biodiversità nella cultura umana

La permacultura ci insegna che per leggere un sistema nel suo complesso aiuta lavorare dai margini, dove troviamo più informazioni e diversità. Per prima cosa, ho sentito il bisogno di osservare, di capire di più. Con questo in mente sono partita per un viaggio in Appennino, toccando diversi punti in un ampio cerchio intorno alle zone colpite.

Ho parlato con ristoratori e amministratrici, sindaci e contadini, dall’Umbria all’Abruzzo: tutti hanno raccontato la stessa storia, le stesse difficoltà. Un territorio che lentamente si spopola, una lunga lenta emergenza, l’assenza di giovani. Un Appennino accogliente, generoso, ricco di acque, di silenzi, di biodiversità nella flora e nella fauna. Il bisogno di maggiore biodiversità nella cultura umana. L’economia che estrae risorse dal territorio e non le rimette in circolo. L’anelito al ritorno.

Come ricorda anche Charles Eisenstein nel suo recente commento alle elezioni americane (http://charleseisenstein.net/hategriefandanewstory/) ci troviamo collettivamente, politicamente, e sicuramente in Umbria e nelle Marche, in uno spazio tra le storie. I punti di riferimento e le strutture sono svanite. Qualcosa accade quando ammettiamo di “non sapere”. Di non avere una soluzione, un piano di risposta, una progettazione prét-a-porter. Come permacultori e permacultrici però abbiamo delle etiche, e dei principi, che possono essere una guida nello spazio tra le storie.

Cura della terra. Cura delle persone. Equa condivisione.

Integra invece di separare. Usa e valorizza la diversità. Usa e rispondi ai cambiamenti con creatività. Osserva e interagisci.

Con questi principi in mente stiamo aprendo uno spazio di incontro e confronto, che si terrà dal 18 al 22 novembre al Centro Panta Rei, a Passignano sul Trasimeno.

Un principio che in permacultura non c’è, ma nella mia vita è sempre presente, è “fai quello che puoi con quello che hai”… A Panta Rei abbiamo uno spazio in bioedilizia, accogliente, un’oasi di bellezza. Le grandi vetrate sul lago possono offrire prospettiva e respiro ai nostri discorsi.

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Centro Panta Rei, Passignano sul Trasimeno (PG). Photo by Iolandino Baiano. Credits https://www.facebook.com/PantaReiCea/photos/a.10151778616365506.862973.135638125505/10156440968280506/?type=1&theater

Co-formazione e co-progettazione sulla comune emergenza

Per qualche giorno operatori, cittadini, membri di organizzazioni e associazioni o, meglio, persone scosse in terre scosse, si incontreranno qui, fuori dalle zone rosse, per prendere fiato, incontrarsi, guardarsi negli occhi, Open Space Technology.

Gli incontri combinano le competenze e i bisogni di un gruppo eterogeneo di organizzatori e organizzatrici. Per ogni elemento più funzioni, e per ogni funzione, più elementi.

18 Novembre. Uri, Hector e i laboratori di teatro immagine

Cominceremo il venerdi pomeriggio con attività per conoscerci e incontrarci. Le mattine del sabato e della domenica, Uri Noy-Meir condurrà laboratori di teatro immagine, e conversazioni su metodologie di intervento psico-sociale che integrano l’arte, l’espressività, il corpo, il teatro. Avremo l’onore di avere con noi Hector Aristizabal, fondatore e direttore artistico di ImaginAction: Hector ha viaggiato in tutto il mondo, dalla nativa Colombia a Stati Uniti, Afghanistan, Palestina, India, lavorando con comunità in contesti di disastro ambientale e conflitto. Attraverso laboratori esperienziali, spettacoli e altri eventi, invita i partecipanti a esplorare la sapienza insita nel corpo, per creare una vita più giusta e gioiosa per tutti.

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Hector Aristizábal, fondatore di ImaginAction. Credits: http://imaginaction.org/artists/hector

In un incontro ispirato alla permacultura e alla transizione, niente è lineare e la bio-diversità regna sovrana. Crediamo che i momenti più vitali nascono dall’incontro: chi, se non un progettista in permacultura, affiancherebbe al teatro sociale la costruzione in materiali naturali, la macroeconomia e le banche del tempo?

19-20 Novembre. Eliana e le culture costruttive

Durante i pomeriggio del 19 e del 20, Eliana Baglioni coordinerà sessioni di esplorazione delle culture costruttive, con racconti e confronti, dal vivo e tramite contributi a distanza dal Cile, dal Nepal, dalla Nuova Zelanda, su esperienze legate ai disastri naturali in tutto il mondo.

Stiamo pubblicando via-via che arrivano le proposte di contributi ed è ancora possibile partecipare con i propri racconti, scrivendo a elianabaglioni@gmail.com o segnalandolo sul modulo di partecipazione.

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Uri Noy-Meir ed Eliana Baglioni, facilitatori all’evento Co-formazione e co-progettazione sulla comune emergenza. Panta Rei 18-22 Novembre 2016.

20 Novembre. Norcina Solidale

Diverse persone e gruppi che parteciperanno all’incontro provengono dai Comuni colpiti dal terremoto. Norcia. Visso. Ussita. Amatrice.

Per loro ci muoviamo con spirito di accoglienza: il 20 sera una cena con pasta alla norcina solidale ci permetterà di raccogliere fondi per sostenere la loro partecipazione, che sarà interamente gratuita (chiediamo agli altri partecipanti un sostegno economico per le spese organizzative, il vitto e l’alloggio). Già stanno arrivando contributi per questo e per sostenere i progetti che stanno emergendo da questa rete informale. In questi giorni il mio telefono e la mia casella email si stanno riempiendo dei loro messaggi. Ci sono ansie e paure e dolore. Ci sono speranze, rinnovata motivazione e impegno a immaginare un futuro condiviso, a costruire comunità.

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Norcina Solidale 20 Novembre 2016. Panta Rei, Passignano sul Trasimeno (PG)

Gli strumenti e le metodologie della Transizione

Nel movimento di Transizione spesso si parla dell’importanza di aprire spazi: diamo un appuntamento, un invito, uno spazio, un tempo, un tema e all’interno di questi contenitori permettiamo che accada ciò che deve accadere. L’Open Space Technology è una metodologia che illustra perfettamente questo tipo di approccio.

21 Novembre. Il momento della co-progettazione

Il 21 novembre, con le persone che hanno partecipato ai primi giorni e con altri che arriveranno apposta per questo momento, riempiremo un programma inizialmente vuoto con le proposte che emergeranno. E’ questo che intendiamo con co-progettazione: quali progetti sono già in corso per rispondere dal basso alla comune emergenza? Quali nasceranno dal nostro incontro? Che risorse abbiamo da mettere a disposizione

Confidiamo che dall’incontro tra professionalità e personalità diverse emergano progetti e gruppi di lavoro interdisciplinari che potranno fare ritorno alle zone colpite con rinnovata visione ed energia.

Lago Trasimeno, Panta Rei.
Lago Trasimeno, Panta Rei.

Emergenza è una parola che ha più di un significato

Nel pensiero sistemico, emergenza è ciò che accade quando un sistema aumenta di complessità. Una serie di sistemi o elementi si uniscono, si combinano e a un certo punto si trasformano in qualcosa di nuovo, imprevedibile, e spesso più elegante e semplice. Il processo che ha portato molecole inorganiche a combinarsi fino a diventare vita è un processo emergente.

Per saperne di più

http://www.amatriceregeneration.ga/
https://www.facebook.com/events/513899795484942/
Modulo di iscrizione: goo.gl/forms/A0eiz1AfGUwS54V83

Contatti:

Deborah deborah.rimmoiso@gmail.com
Uri urinoymeir@gmail.com
Eliana elianabaglioni@gmail.com

Lascia un tuo messaggio

Stiamo ricevendo messaggi di persone che non possono esserci il 18-22 novembre ma vorrebbero restare in contatto. Abbiamo creato per questo un modulo che vi invitiamo a compiliare anche per condividere sensazioni, parole, progetti, apporti e bisogni in questo momento: https://goo.gl/forms/T50nYVmTjRfuryu92

E per tutte le altre iniziative rimandiamo al sito di Amatrice 2.0
https://amatriceduepuntozero.wordpress.com/

Tutto scorre, tutto trema
Siamo persone scosse in terre scosse.
Siamo in uno spazio di non sapere.
Veniamo da esperienze diverse, con competenze diverse.
Sentiamo il bisogno di ascoltarci, di ascoltare, di agire.
Vogliamo condividere storie, esempi, testimonianze, racconti.
Per una ricerca comune di senso, visione, consapevolezza, progettualità.
Apriamo uno spazio per incontrarci
e offrire risorse per la bellezza, la resilienza, l’umanità, la cura.
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