Applica la Permacultura al tuo corpo

Aranya riflette su come applicare un approccio di progettazione di Permacultura all'unico luogo in cui trascorriamo tutta la nostra vita: il nostro corpo.

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Paleo Diet - Bansky

Rivista permacultura ingleseNella sua essenza, la Permacultura è soddisfare i nostri bisogni, ma lo fa soprattutto indirettamente, guidandoci nella formazione del paesaggio che ci circonda. Mi sono chiesto, non possiamo applicare il pensiero della Permacultura pure nel guardare direttamente i nostri corpi?

Per quel che posso ricordare sono sempre stato interessato a imparare circa la mia salute. Ho corso a livello competitivo da teenager e ai miei vent’anni, la cosa mi ha portato a esplorare numerose idee sul miglioramento della mia forma fisica. Allora ho iniziato a sperimentare la mia dieta, che mi ha portato a scoprire il giardinaggio. Più tardi, quando la Permacultura è arrivata, mi ha offerto un nuovo set di strumenti in giardino e mi ha messo in collegamento con una rete di persone ispiratrici. Questo accadeva vent’anni fa, ma è solo negli ultimi cinque che ho cominciato a riflettere sul mio corpo da una prospettiva di Permacultura. Mi sono posto la domanda: “Che cosa si è evoluto a fare questa cosa che abito, il mio corpo fisico? Come posso lavorare con la mia stessa natura?

Coltivare noi stessi

Ogni volta che usciamo nei nostri giardini all’aria aperta e al sole, stiamo dando ai nostri corpi alcuni degli ingredienti chiave per la salute. Naturalmente anche il cibo domestico è importante e la buona nutrizione deve iniziare dal suolo. Mangiare secondo le stagioni ci assicura che otteniamo le stesse sostanze nutritive in ogni stagione come facevano i nostri antenati secondo i loro bisogni. I nostri corpi si sono evoluti in tandem con questi alimenti, massimizzando le nostre possibilità di sopravvivenza in ogni ambiente in cui abbiamo abitato. Nel suo libro “The Hunter Gatherer Way“, Ffyona Campbell osserva che cosa i suoi antenati del Devon usavano per foraggiare e come viaggiavano attraverso il paesaggio al mutar delle stagioni. Ella suggerisce, ad esempio, che i cibi di cui disponevano in autunno preparavano i loro corpi ad immagazzinare riserve di grasso per l’inverno. Quei geni vantaggiosi ci sono stati trasmessi, ma il nostro stile di vita moderno li ha trasformati in una maledizione. La maggior parte di questi alimenti ad alto contenuto di carboidrati sono ora disponibili per noi tutto il tempo, facendo sì che molti di noi si trovino a lottare con il proprio peso, poiché noi “accumuliamo grasso per l’inverno” tutto l’anno. Siamo progettati per attirare quei cibi, solo che non viviamo più nello stesso mondo – viviamo fuori dal contesto. Mangiare secondo le stagioni certamente ci aiuta ad affrontare questi problemi, ma questo è un argomento complesso da affrontare un’altra volta. In questo articolo vorrei ora concentrarmi su un problema meno familiare che sta interessando la nostra salute.

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Tree Girl © CC BY 2.0

Natura umana

Naturalmente in Permacultura noi partiamo dall’osservazione. Il problema che stiamo cercando di risolvere è abbastanza ovvio: l’epidemia di cattiva salute che permea le nostre società moderne. Ci viene spesso detto che viviamo più a lungo dei nostri antenati, ma a che costo? Molti di noi soffrono di scarsa salute, spesso soffriamo, nonostante viviamo in una società che ci offre una “vita migliore” – a che prezzo. Infatti la “salute” è diventata un gran giro d’affari, vendendoci tutto dai supercibi alle pillole dietetiche, dalle iscrizioni in palestra ai più recenti gadget di fitness. Eppure, tutto questo non sembra essere d’aiuto.

Quindi, che cosa è andato storto?

Noi uomini moderni sembriamo essere unici in questo senso. Che cosa ha reso l’aspetto umano naturalmente sano? Possiamo riprendere per noi stessi quella vitalità? Quali erano i loro segreti per un’eccellente salute?
Possiamo guardare all’archeologia per ottenere indizi su come i nostri antenati hanno vissuto, ma possiamo anche guardare i nostri corpi e leggere in essi la storia. Siamo ciò che facciamo perché il corpo umano evolve le sue caratteristiche adattandole, allo scopo di negoziare con i paesaggi che i nostri antenati abitavano. Le cose in cui eccelliamo adesso sono quelle che i nostri antenati dovevano fare per sopravvivere, e in tale lista dobbiamo certamente includere camminare a piedi, correre, arrampicarsi e nuotare. Mentre potremmo essere superati come nuotatori, scalatori o corridori da specie particolari, sembriamo particolarmente adattati per eseguire ciascuna di queste attività ad un livello abbastanza elevato. Siamo tutti bravi.

Oggi la frase “la forma segue la funzione” è diventata abbastanza nota. Significa che siamo di una certa forma a causa dei diversi movimenti che i nostri antenati hanno eseguito, facendo il loro cammino attraverso il loro ambiente. I nostri discendenti delle scimmie ci hanno dato le abilità di arrampicata sugli alberi, assicurandoci l’incolumità dai predatori di terra. Adattarsi all’acqua offre molti vantaggi, soprattutto se si sa nuotare. Anche camminare e correre sono stati selezionati nella nostra evoluzione. Essere in grado di eseguire rapidamente brevi distanze è un vantaggio in un paesaggio pieno di alberi se si sa salire, mentre in un ambiente più aperto, la possibilità di correre molto di più è più utile. Quindi sto suggerendo che dobbiamo fare molto di più a camminare, correre, nuotare e arrampicarsi? Beh, questo ci porta ad un’altra questione.

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Landmatters, Devon UK. Foto di Marco Matera

Il movimento è importante

Mentre la forma può seguire la funzione da una prospettiva evolutiva, la forma è anche influenzata dalla funzione per l’individuo nella prospettiva di “usarla o perderla”. Le nostre articolazioni sono lubrificate dal movimento, ma la nostra cultura moderna sembra scoraggiare il più possibile il movimento. Molti di noi scendono dal letto, entrano in una scatola su ruote per andare a lavorare, trascorrono la giornata lavorativa seduti, poi fanno quello stesso viaggio di ritorno a casa, dove possono trascorrere altre ore sedute davanti alla TV.

Alcuni distinguono la nostra popolazione in raggruppamenti “attivi” e “sedentari“, ma la verità è che anche quelli di noi che fanno sport o lavorano raramente lo fanno per più di un’ora al giorno. Questo li rende ‘sedentariamente attivi’ rispetto ai nostri antenati, che avrebbero trascorso gran parte del loro giorno in movimento. Al contrario, quando facciamo un movimento esso è spesso ad alta intensità, per compensare la nostra mancanza di movimento in altre occasioni. Questo ci mette a grande rischio di lesioni.
La simmetria è un altro tratto comune che troviamo in tutta la natura; essa consente un movimento equilibrato e regolare, ma molte delle nostre attività moderne sono asimmetriche. Impariamo a fare cose particolari che favoriscono solo un lato. Io stesso sono destrorso. Alcuni attrezzi incoraggiano l’uso unilaterale, per esempio gli scudi. I lunghi periodi di movimenti asimmetrici spingono i nostri corpi fuori allineamento, aumentando di nuovo il nostro rischio di lesioni. Queste lesioni a loro volta portano il nostro corpo a entrare in una modalità protettiva, stringendo per esempio le articolazioni dislocate in precedenza. Il nostro corpo è un sistema che deve continuare a lavorare in modo che le compensazioni siano fatte altrove per farci muovere. Queste compensazioni spesso hanno un effetto molto tempo dopo che la ferita originale è guarita. Per riconquistare l’allineamento naturale e liberarci del dolore, dobbiamo liberare il corpo e riscoprire il nostro progetto originale.

Sviluppare migliori abitudini di movimento

Pur correndo e non e mantenendo un livello abbastanza elevato di forma fisica nei miei primi trenta anni di vita, ho sofferto di una cattiva postura. Una foto di me durante una lunga maratona benefica di quel periodo mi ha mostrato il mio debole allineamento spinale e mi ha ricordato come sono state sbilanciate le mie attività – tutte sulle gambe e nessuna sul corpo superiore. Da quel momento ho esplorato diversi approcci per cercare di correggere questo problema, anche se in retrospettiva mi rendo conto che la maggior parte di noi non si approccia al corpo come sistema. Quando la tecnica Alexander mi frustrò – essa mi apparve giusta, ma mi sbagliavo. Solo più tardi ho realizzato che la tenacità in alcuni distretti muscolari mi aveva fatto perseverare nel mio malsano “normale”. Solo rilasciando alcuni muscoli e coinvolgendo altri, ho liberato il mio corpo per muoversi secondo il modo in cui è stato progettato. E questo ovvia mente è ancora un lavoro in corso d’opera …

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Credits: https://www.kimballstock.com/pix/PRM/10/PRM-10-GL0020-01P.JPG

Quindi, come riacquistiamo la nostra buona salute?

Come fare come fecero i nostri antenati, quando abbiamo poco tempo libero durante il giorno? La chiave deve essere trovata nel movimento. La causa principale dei nostri acciacchi e dolori non è sufficiente. Non abbiamo bisogno di fare come fecero gli avi, ma abbiamo bisogno di una diversità di attività, per impegnare tutti i distretti muscolari del corpo. Molti di noi camminano o corrono, ma pochi di noi si arrampicano o fanno le scalate – non appena ho cominciato a impegnare la parte superiore del mio corpo in questi modi la mia postura è cambiata drasticamente per il meglio. È stata una vera sorpresa per me e questo riscontro mi ha motivato a continuare. Non si tratta di sviluppare la forza (anche se comunque verrà), ma concentrarsi su un movimento regolare e naturale. Anche il bilanciamento e una buona tecnica sono importanti, svariati scrittori sono stati di particolare aiuto per me in questo campo.

Se esaminiamo i principi della permacultura, troviamo molti di essi applicati al modo in cui usiamo anche il nostro corpo. La diversità del movimento è già stata menzionata. I movimenti che i nostri antenati fecero alla ricerca di cibo, ad esempio, erano multifunzionali: la contrazione dei muscoli aiuta ad espellere prodotti di scarto dal corpo. Ogni osso, muscolo e tendine deve essere nel suo rapporto ottimale con quelli che lo circondano. Mentre possono essere collegati insieme, la loro posizione relativa comporta un corretto allineamento biomeccanico per dissipare in modo sicuro le forze potenzialmente dannose. Te ne vengono in mente degli altri?

Mentre questi principi generali si applicano a tutti, noi abbiamo anche la nostra storia unica di attività e lesioni che ci hanno portato via dal nostro optimum. Uno specchio può aiutarci a fare l’auto-diagnosi, ma un occhio esperto può più facilmente individuare squilibri nel modo in cui ci muoviamo e identificare per noi interventi su misura. Questo è stato di particolare aiuto per me, facendomi passare questioni passate che non sembrano voler cambiare. Una sessione ha rintracciato uno squilibrio nella mia camminata per un infortunio alla schiena che ho sperimentato 30 anni fa, qualcosa da cui il mio corpo si stava ancora proteggendo!

Per me questo viaggio è stato una rivelazione. Sto ancora imparando a muovermi bene, ma sento una smussatura, un flusso e un apprezzamento più profondo per quello che il mio corpo è in grado di fare per me.

Fonte: http://learnpermaculture.com/blog/248-pc-your-body

L’articolo originale è stato pubblicato sul numero 91 di Permaculture Magazine (Primavera 2017)

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Sono un desinger di permacultura, insegnante e autore, e vivo in Devon, Regno Unito. Ora ho insegnato più di 60 PDC e adoro quando insegno neei corsi di due settimane perchè è bellissimo vedere come gli studenti sia in grado di creare una comunità di apprendimento. Il mio primo libro 'Permacultura Design - Una guida step by step' è uscito nel 2012 e sono in procinto di scrivere un secondo. Sono anche un senior tutor per il sistema Diploma di Permacultura in Gran Bretagna e ho servito su un certo numero di gruppi di lavoro negli ultimi 15 anni. Penso che la Permacultura abbia la capacità di cambiare la vita e ho la fortuna di dedicarci così tanto tempo con persone interessanti e stimolanti.

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