Perché cambiare vita con la Permacultura? Quale connessione tra natura, cura delle persone e cambiamento?

Ce ne parla Elisa Diquattro di FormaMente Soc.Coop e responsabile della messa in rete dei Gas (Gruppi di Acquisto Solidale) per il progetto G.A.S Giovani Attivi e Solidali

0
1512
cambio vita permacultura marco matera
Partecipanti al corso "Cambio di vita con la permacultura" con Marco Matera presso Forma Mente Ragusa Aprile 2017. Foto di Cristina Battaglia

Dopo un anno di docenze sul rapporto mente-corpo-natura e di messa in rete dei gruppi di acquisto solidale, per il Progetto G.A.S Giovani Attivi e Solidali, finanziato dal Ministero della Gioventù, mi imbatto in una parola che mi colpisce, ma di cui non conosco il significato: Permacultura.

A sentire parlare i miei colleghi di progetto, capisco che si tratta di coltivazioni che rispettano l’ambiente e il ciclo delle stagioni. Qualcuno aggiunge il termine “orto sinergico” che ha a che fare con la terra. Penso che potrà interessarmi visto che sono consulente Fiori di Bach, mi occupo di cura delle persone e, in questo progetto in particolare, di riconnettere le persone alla natura e al ciclo delle stagioni.

Progetto GAS Giovani Attivi Solidali
Progetto GAS Giovani Attivi Solidali con il docente Peppino Lissandrello durante le lezioni sull’orto sinergico.

Mi incuriosisce che all’interno di questa parola non si parli di “coltura“, ma di “cultura” e allora, come ormai succede per ogni nuova cosa che mi capita di incontrare chiedo a Internet. Trovo su Facebook diversi gruppi che si occupano di Permacultura.

Penso, mi iscrivo e osservo se può interessarmi. Tra i post di questi gruppi, spunta ripetutamente una faccia barbuta e sorridente con un nome conosciuto, ma nascosto in qualche piega e anfratto dei miei ricordi.

Marco Matera…aspetta Marco Matera, osservo meglio la foto ingrandendola e, come si fa con l’identikit di un latitante, cerco di ricordarmi chi fosse. Lo guardo, è invecchiato un po’ e il suo volto combacia con quello di un ricordo di 15 anni fa.
Il mio docente di e-learning al Master Formazione Formatori?

Ma che ci fa qui e quale collegamento potrà esserci mai tra un orto sinergico e la formazione?

In effetti, la sua rivista si chiama Permacultura & Transizione, potrebbe interessarmi allora! Leggiamo un po’ cosa scrive, poi magari mi sbaglio e non è lui, poi dopo quindici anni, magari sto facendo confusione col nome e mi sto sbagliando, pensai.

Inizio a leggere qualche articolo e in effetti qualcosa di formazione e divulgazione online c’è.

Scrivo: “Salve Marco Matera, lei è stato docente ad un Master Formazione Formatori? Io forse ho fatto un corso con lei …ben 15 anni fa”. Invio.

Attendo risposta osservo i pallini fluttuanti di Messenger e nell’attesa della risposta, sento una certa titubanza, mentre i pallini continuano a fluttuare, pensando che non fosse lui.

Marco risponde: “Salve sono io, ciao Elisa mi ricordo di te, ma tutto ciò è accaduto in una mia vita precedente.”

elisa diquattro progetto gas ragusa
Elisa Diquattro durante il progetto GAS Giovani Attivi Solidali

Che tipo strano, da manager diventa “agricoltore”, quando si dice braccia strappate alla terra. Qui abbandonano la terra per diventare manager, dopo una lunga genealogia di massari e lui da manager vuole fare il massaro? Mah…

Inizio a dispiegare ricordi di 15 anni fa del master e dei miei primi anni di formazione. Marco era un tutor online, e quindi, per far capire che era presente, ma non presente, (parliamo di anni in cui non c’erano i social network e internet e la formazione online era una cosa strana, innovativa, come lo è oggi la Permacultura in Italia) si presentò in aula imbavagliato e con le mani legate! Leggermente fuori schema. Comunque questa immagine mi accompagnava durante il nostro dialogo.

Pensavo che se questo tizo da manager ha deciso di fare il permacultore o ha problemi seri o è geniale. Comunque tranquilli, ancora oggi mi faccio questa domanda! Forse fra qualche anno troverò risposta. Poi cosa posso dire io che mi occupo di terapie vibrazionali e medicina integrata, nonostante una laurea in psicologia e master in formazione.

fiori di bach gas ragusa
Laboratorio sui fiori di Bach con i ragazzi del liceo linguistico ed economico sociale durante il progetto GAS Giovani Attivi Solidali

Qualcuno si farà la stessa domanda su di me e quindi, senza giudizio, procedo al confronto accompagnata dal movimento fluttuante dei pallini di Messenger.

Per la maggior parte della discussione parlo delle poche cose che avevo sentito dire sulla Permacultura, così per parole chiave, ma cercavo di intuire se tutto questo aveva un senso e se non era un caso che avevo ritrovato un mio formatore in questo nuovo campo che comprendeva aspetti della natura, che da sempre mi avevano affascinato ma messo in pratica nel mio lavoro in questi ultimi anni.

Avvertivo una certa resistenza da parte di Mr. Marco Matera, visto che viveva a Reading, quando parlavo solo della terra e degli orti. Marco continuava a ripetermi che l’orto sinergico è solo un elemento di un sistema di progettazione in Permacultura e che i permacultori si occupano anche di altro come la cura delle persone, eco sostenibilità, economie solidali e transizione.

spirale erbe aromatiche gas ragusa
Spirale delle erbe aromatiche realizzata durante i laboratori del progetto GAS Giovani Attivi Solidali

Un po’ scettica, ma incuriosita, mi fermo e gli chiedo di inviarmi qualche articolo o link per comprendere meglio quello che sosteneva.

Sentivo che la medicina integrata andava in risonanza con questi argomenti, ma non trovavo ancora una precisa aderenza, per poter riconnettere tutto. Riflettevo, che forse questo poteva essere invece un punto di partenza per una buona ricerca.

Insomma, nulla accade per caso, e questo incontro poteva essere anche un buon contatto per la conclusione del progetto G.A.S. di cui mi stavo occupando. Era interessante il fatto che fosse un siciliano ad occuparsi di tutto ciò, non per essere campanilista, ma diciamo che in Sicilia abbiamo visto abbastanza formatori colonizzatori, e magari potremmo sfruttare a pieno le risorse di questa terra e di chi la abita.

convegno gas ragusa permacultura
Convegno finale G.A.S “Giovani Attivi e Solidali” – Consorzio La Città Solidale a Ragusa 04/02/2016

Inoltre, questo poteva essere un tassello in più per dare testimonianza ai ragazzi che hanno partecipato all’iniziativa di come un cervello in fuga possa essere, da un lato una forma di erosione alla nostra terra, ma dall’altro, rappresenta una ricchezza se torna e dona i suoi saperi alla sua terra d’origine. Tutto mi sembra in armonia e sento che qualcosa di importante sta accadendo, ne parlo con il coordinamento del progetto e lo invitiamo al seminario finale del progetto G.A.S.

Decidiamo con i colleghi, di fare una riunione preventiva per conoscere Marco

Come succede a noi siciliani, il tutto va fatto mangiando i prodotti locali. Mentre lo aspettavamo, pensavo a questo uomo sradicato dalla Sicilia, che ha girato tutto il mondo per lavoro e che sta in un luogo senza sole, immerso nel cielo grigio dell’Inghilterra, farà anche le food forest e il cibo biologico, ma il cielo rimane grigio e un siciliano senza sole è come un pesce senza acqua.

gas mazzarelli pane ragusaMarco arriva puntuale come un inglese, molto educato e misurato, con quei modi delicati alla Stanlio. Arriva con un moleskine per prendere appunti e un giubbotto anti pioggia tipico inglese, ma ovviamente da noi c’era una delle nostre migliori giornate di sole ad accoglierlo.

Per metterlo subito a suo agio e per rompere il ghiaccio, io e i miei colleghi, diciamo qualche parola in siciliano. I suoi occhi si illuminano di quel sole che non vedeva da anni, attiva la sua area del cervello Sicula e inizia a scongelarsi, affiorano ricordi, colori, sapori, e la nube grigia del suo cielo inglese piano piano svanisce e arriva la luce del sole e la profondità delle radici che lo riportano con nuovi occhi su questa Sicilia.

Devo dire che il suo stupore per il nostro lavoro un po’ mi infastidisce, anche lui fuggito da questa terra madre e matrigna, pensa che siamo ancora indietro?

Invece, trova un terra di Sicilia che è ancora Madre, fattiva, attenta, preparata, che invece di lamentarsi si rimbocca le maniche e lavora con efficienza.

Marco subisce il primo shock culturale!

E dopo pochi mesi partorisce il suo cambiamento di vita. Si trasferisce con qualche turbolenza dall’Inghilterra all’Umbria, fino al ritorno in Sicilia. Forse dopo aver visto che il profondo sud può ribaltare il modo di vedere le cose? Ha osservato una rete dei Gas, GASeRETE, che continua ad incontrarsi, anche dopo che il finanziamento del progetto è finito. Una rete che ha creduto nel cambiamento e lo sta attuando partendo dal basso, giorno per giorno, partendo dal cibo e dalle piccole abitudini quotidiane, attuando scambi di competenze e risorse e senza più elemosinare qualcosa al potente di turno.

giovani intraprendenti solidali ragusaDove è finita quella Sicilia di 15 anni fa che faceva formazione in forma di “stipendificio” col denaro pubblico? Possono esistere progetti finanziati che funzionano e che possono davvero cambiare un territorio? Cooperative che collaborano per questo con persone competenti e nel ruolo giusto per farlo?

Anche questa è Sicilia e qualcuno oggi la sta raccontando, come stanno facendo gli amici de Il giro del cappero.

Anche noi vogliamo far parte di questo cambiamento

Ed eccomi qui a scrivere, tra sorrisi ironici e voglia di riscatto di una Italia che cambia e di una Sicilia che a ruota sa cambiare, senza troppa fatica, perché con coraggio ci mette la faccia!

gas ragusa cambiamento permacultura
Partecipanti al progetto GAS Giovani Attivi Solidali di Ragusa

Per questo ho proposto a Marco, dopo il suo entusiasmante workshop esperienziale al convegno finale, che ha visto partecipare più di quaranta persone, di andare oltre e iniziare a parlare del cambiamento attraverso la zona 00 e la cura delle persone.

È stata una sfida, come tante fatte nei miei 11 anni di attività con FormaMente, parlavamo di salute a tavola e Metodo Kuosmine, quando ancora tutto ciò che si sa oggi sull’alimentazione era sconosciuto. Abbiamo parlato di terapie vibrazionali e fiori di Bach in tempi in cui l’unico modo per stare bene era un anti depressivo commerciale, abbiamo scommesso, anche questa volta, e “Cambio Vita con la Permacultura” da un motto è diventato un corso, e mi auguro diventi un libro.

giro cappero corso cambio vita permacultura
Il giro del cappero ospiti al corso “Cambio vita con la permacultura” presso Forma Mente Ragusa Marzo 2017. Foto di Edite, Il giro del cappero

Ancora oggi tanti ci chiedono cosa sia questa Permacultura

E cosa c’entri io con tutto ciò, visto che mi occupo di cura delle persone e non cura della terra, ma non ho fretta di spiegare tutto, attendo gli anni giusti, come sempre ho fatto. Tra cinque anni nessuno lo chiederà più, perché se ne parlerà nelle scuole, come avviene già in Europa e nel mondo.

Ho imparato cosa sono i “pattern” e quanto la nostra vita ne sia impregnata e che se ci osserviamo, grazie a queste forme di lettura, potremmo cambiare i nostri paesaggi interni ed esterni. Come lo penso da anni, forse solo la natura ci salverà, se riusciamo a lavorare con lei e non solo a sfruttarla. Dopo questo corso, come molti dei partecipanti, siamo rimasti in profondo ascolto sulla zona 00 cioè sul paesaggio interno e sul cambiamento personale.

elisa diquattro fiori bach permacultura
Simona Vitale ed Elisa Diquattro al corso “Cambio vita con la permacultura” presso Forma Mente Ragusa Aprile 2017

Sono entrata in flusso lento e di ascolto, dopo una spirale fortunata di abbondanza, è il tempo della celebrazione e della pausa.

Il pattern o modello che ho scelto in questo mio momento di profonda riflessione è l’onda.

Onda

Nell’onda riscopro la sinuosità del femminile,
La pausa dell’ascolto,
Il mare che inspira ed espira nell’eterno movimento del silenzio che si infrange
Nell’onda trovo i silenzi da bambina che mi hanno dato lo spazio dell’anima
Nell’onda trovo le forme delle lacrime che ho pianto nella perdita del fuoco che non mi ha scaldato
Nell’onda trovo la curva del grembo che ha partorito il mio essere madre
Nell’onda ricordo le forme tornite di un corpo che oggi si muove più largo nel tempo che passa
Nell’onda trovo il profilo delle guance dei miei figli che si completano con l’onda delle mie labbra
Nell’onda trovo la forma dell’abbraccio di anime pure che mi sono state affidate
Nell’onda trovo la forma circolare del tempo che insegna
Nell’onda trovo la scrittura del battito
Nell’onda trovo la lingua che si inarca per assaporare la vita
Nell’onda trovo le linee della mano che non so chi ha tracciato
Nell’onda trovo l’uncino della luna che aggancia un desiderio sopito
Nell’onda trovo queste ciglia bagnate dal ricordo
Nell’onda che collassa c’è l’assenza che mi aspetta
Nell’onda che cavalca la presenza necessaria
Nell’onda voglio trovare la mia schiena curva su un’amaca ad aspettare il mio tempo che passerà più lento…per me

Per saperne di più sul progetto G.A.S “Giovani Attivi e Solidali” – Consorzio La Città Solidale
https://www.facebook.com/GAS-Giovani-Attivi-e-Solidali-Consorzio-La-Citt%C3%A0-Solidale-1549598788624980/

Ti è piaciuto questo articolo? Se vuoi contribuire inviando il tuo articolo clicca qui

CONDIVIDI
Articolo precedenteTiziana, Toti e la casa di paglia
Articolo successivoL’Ombelico di Venere, la perfezione della bellezza
Dopo la laurea in Psicologia e un Master in Formazione Formatori, decide di orientare la sua carriera verso la cura della persone, in particolare di riconnettere le persone alla natura e al ciclo delle stagioni. Per questo diventa consulente Fiori di Bach BFRP, operatrice di Teatro Sociale ed esperta in terapia vibrazionali e psico-corporee. Le sue aree di intevento vanno dai percorsi di consapevolezza psico-corporea individuale, familiare e di gruppo ai processi di relazione tra mente-corpo-natura. Si occupa di Aromaterapia e PsicoAromaterapia Base, di Comunicazione energetica integrata e Tecniche di meditazione e rilassamento guidato. Vive a Ragusa, in Sicilia, dove ha co-fondato nel 2005 FormaMente, società di formazione di innovazione sociale, riconnessione e cambiamento. Di recente ha scoperto la permacultura, e dopo un periodo di osservazione, ha deciso di intraprendere un cammino di integrazione fra questa disciplina e il suo background.

NESSUN COMMENTO