PENSIERI COOPERATIVI: Dalla gestione di risk governance all’agricoltura sostenibile al valore di Comunità

Molti fattori umani hanno impatto sull'ambiente: crescita demografica, sviluppo economico e l'urbanizzazione, ma il divario tra l'amministrazione e la partecipazione dei cittadini è un problema che può rallentare la gestione dei problemi. Quali soluzioni? Ce ne parla Roberta Nanci.

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Todmorden orti urbani permacultura
Il progetto Incredible Edible, nato a Todmorden, nell’ovest dello Yorkshire, che prevede la coltivazione di frutta e verdura in spazi pubblici e angoli verdi inutilizzati (leggi anche Città autosufficienti in frutta e verdura), è poi sfociato in molteplici attività e ha cambiato le sorti del paese, generando lavoro e programmi di formazione.

Qualche settimana fa stavo leggendo un articolo da una ricerca olandese che ho seguito dal 2016, avendo conosciuto la scorsa Primavera il Dott. Hegger, ricercatore del progetto STARFLOOD dell’ Ist. Copernicus di sviluppo sostenibile di Utrecht University. Molti fattori umani hanno impatto sull’ambiente: crescita demografica, sviluppo economico e l’urbanizzazione.

Secondo l’articolo c’è ancora un grande dibattito sul processo di gestione del rischio di alluvione (dalla prevenzione alla mitigazione). In particolare su due punti:

  1. il diverso rapporto tra amministrazione locale e nazionale in diversi paesi (e.i. Inghilterra ha potere centrale, mentre i Paesi Bassi sono più un sistema di governance locale e ‘consensuale’)
  2. l’influenza dell’UE è necessaria ma c’è bisogno di revisione nello sviluppo di un sistema più flessibile di governance e di coordinamento comune al fine di risolvere e sviluppare strategie più efficienti.

In effetti, da un dibattito su ResearchGate (Piattaforma di Ricerca Accademica Internazionale) e da molti studi si dice che ‘attuare strategie resilienti per affrontare rischi di inondazione è ostacolato da lacune istituzionali’ (Matczak et al 2015). Attuali meccanismi di governance del rischio di inondazione non sono spesso progettati per portare soluzioni e più resilienti o integrate strategie (Gersonius, 2016).

In altre parole, come evidenziato anche dal mio progetto di ricerca Master, il divario tra l’amministrazione e la partecipazione dei cittadini è un problema che può rallentare la gestione dei problemi.

Qual è il ruolo dell’impegno pubblico?

Forse quelli di supporto di gestione sulla ricerca di nuove soluzioni.
È vero che quando i politici decideranno di coordinare il loro lavoro con ricercatori, popolazione e professionisti, forse sarà un nuovo inizio, o forse sta gia’ iniziando? Ci sono casi di ‘governance cooperativa’ come si legge su Comune.Info in cui si legge che a Londra, Rotterdam e altri posti in Europa, ma anche in Italia (se avete letto su Italiachecambia.org) ci sono centri urbani che sviluppano progetti e danno beneficio alla Comunità per una governance locale. L’articolo originale e’ stato prodotto da G.Monbiot.

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Il progetto Incredible Edible, nato a Todmorden, nell’ovest dello Yorkshire, che prevede la coltivazione di frutta e verdura in spazi pubblici e angoli verdi inutilizzati

Tornando in Italia, un esempio reale, che ho visitato qualche mese fa e’ stato il Gaspaorto a Padova. Il progetto e’ coordinato da una Cooperativa Locale in collaborazione con Circolo Nadir e l’amministrazione locale per una ‘riqualificazione sociale e urbana’. C’è una soffitta artistica, uno spazio bar/comune e uno spazio per workshops e orti urbani (Gaspaorto). Da un piccolo colloquio con gli organizzatori il progetto mira a migliorare l’integrazione sociale tra studenti, stranieri e anziani. Tuttavia l’intero processo è stata una strada molto difficile per la gestione tra enti coinvolti; inoltre le persone impegnate sono principalmente volontari. Ma forse questo è il motivo perché questi progetti possono avere successo, se durano, essendo ispirati da una passione individuale per un beneficio comune.

gasporto padova orti urbani
Piazzetta Gasparotti e il Gaspaorto, parte della riqualificazione urbana (Progetto Culturability, Padova)
Pertanto, se da un lato potrei dire che prevenire il disastro ambientale (come il rischio di alluvione) è gestito a una governance flessibile e trasparentedall’altro, un sistema di cooperazione efficiente e un’agricoltura sostenibile, svolgono un ruolo chiave per la Resilienza economica di un Paese; tuttavia il coinvolgimento del pubblico è essenziale nell’identificazione dei problemi e la formazione di soluzioni strategiche per un Bene Comune.

Sempre nello stesso periodo ho partecipato ad un’Assemblea alla Gran Guardia a Verona, chiamato ‘STATI GENERALI per agricoltura e Sostenibilità’. Tra presentazione di molte aziende agricole, una celebrazione della Fiera Vinitaly 2017, e’ stata un’occasione per rendersi conto dello sviluppo economico in Italia e nel nord Est.
È stato intenso ma breve.

Avendo vissuto all’estero per alcuni anni, potrei dire che lo scenario politico Italiano ha sempre mostrato un peggioramento, ma questi eventi forse evidenziano possibilità di dibattito per nuove direzioni, che sto ancora scoprendo. È bene sapere che il Veneto è una zona molto chiave, in particolare Verona, per la produzione di vino; tuttavia come ricordo dal lontano 2012, molte fabbriche locali (PMI o piccolo medie imprese) continuano a chiudere, come e’ stato anche ribadito dal Dr. Giuseppe Pan. Tuttavia il ruolo dell’agricoltura biologica è sempre più al centro dell’attenzione, in particolare in termini di controlli e certificazioni UE. Secondo Verona Mercato il ruolo dell’educazione è importante per insegnare ai figli il valore sociale dell’agricoltura. Ricordo ancora quando ho lavorato in quella fattoria inglese in Hertfordshire nel 2013; il valore del terreno mostra molti benefici, dal benessere all’educazione alla ricerca e innovazione.

CHE TIPO DI AGRICOLTURA ABBIAMO BISOGNO OGGI? CHE CIBO VOGLIAMO MANGIARE SULLE NOSTRE TAVOLE?

Una è quella per lo sfruttamento delle risorse naturali, le produzioni a breve termine, il profitto; l’altro è per una agenda comune, la prevenzione di disastri ambientali, problemi sociali, gli investimenti della gioventù, progresso e benessere.

La Permacultura potrebbe essere una linea guida sulla gestione delle produzione agricola in modo più sostenibile.

Gli Orti urbani possono avere un impatto sociale e culturale per un’economia sociale e resiliente. Si tratta di un sogno o di una realtà che si sta inserendo sempre di piu’ sul territorio?

Possiamo scegliere di non pensare al futuro, ma dobbiamo affrontare la realtà sui bisogni e le difficoltà’.

Dalla riunione vorrei citare due punti di vista:

  • Il Presidente della Coldiretti (Associazione italiana agricoltori) ha spiegato che c’è bisogno di una nuova agricoltura per i cittadini, quindi per i consumatori. Tuttavia egli ha anche mostrato la sua preoccupazione sulla cattiva gestione dei controlli di frontiera, in particolare dall’ Est Europa. Ciò dimostra la necessità di ulteriori certificazione dell’UE;
  • Secondo Dr. Levagnoli della CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) il ruolo degli agricoltori locali sembra prioritario; essendo un ragazzo giovane a parlare, ciò dimostra come le nuove generazioni debbano esprimersi per un dialogo innovativo. In particolare e’ stato evidenziato il valore di creare rete e connessioni tra cittadini e produttori.

La mia domanda finale dunque e’ questa:
Come si può collegare il rischio di alluvione, lo sviluppo agricolo, l’Unione Europa (o qualsiasi amministrazione locale o nazionale) e il valore dei cittadini?

Forse le cooperative di Comunità sono un’esempio.

Da ultimo, ma non meno importante, ho avuto l’onore di partecipare a una conferenza a CASA NOVARINI a San Giovanni Lupatoto (vicino Verona) invitata dall’Associazione Mine Vaganti. Questo incontro è stato interessante, stimolante e anche interattivo. Dopo una celebrazione dei 10 anni di questa realtà con un video, una presentazione di tre associazioni attive per identificare i problemi e le potenzialità, un discorso da Dr. Moro dall’Università di Firenze (DEP. Di economia politica ed EURICSE) per definire ‘Comunità cooperativa‘ (Coperativa di Comunità) si e’ svolto un dibattito a gruppi con la tecnica del Cafe table (Tavolo Caffè) per definire le nuove direzioni da prendere.

Casa Novarini è un grande palazzo con uno spazio verde esterno, che è stato ceduto da un privato al Comune Locale, in affidamento di gestione alla Cooperativa Energie Sociali. E’ stato positivo che il Sindaco sia venuto per spiegare la sua posizione di supporto.
Come prima impressione potrei notare il valore del luogo per la Comunità a sostegno di giovani generazioni o adulti per creare servizi culturali, quali lezioni di teatro, musica, o anche tutoraggio per doposcuola; inoltre credo sia una realtà di sviluppo delle capacità e competenze, nonché un servizio di orientamento del proprio percorso e luogo per dibattiti e discussioni.

Questa realtà ha infine mostrato che esiste un potenziale nell’organizzazione di un progetto comune. Ogni tre anni l’amministrazione deve dare la gestione dello spazio ad un gruppo di persone che vince l’Appalto per i successivi tre anni.
Molti di noi conoscono la realtà dei Centri sociali, come ghetto per certe fasce sociali; questo invece è solo uno spazio comune aperto a molte realtà diverse, giovani e adulti da usare come risorsa per vivere la loro comunità al di fuori della vita private o professionale.

Credo che da esempi di autogestione come questa, o Gaspaorto a Padova, ci possa essere la speranza e la potenzialità di dare una voce alla Comunità per partecipare a dibattiti su dinamiche sociali, economiche e ambientali prioritarie; magari le attivita’ culturali e i servizi di sostegno possono essere il metodo per rielaborare e comunicare le informazioni.

Quindi, come qualcuno ha spiegato, c’è la necessità di promuovere, comunicare e mostrare il valore di questo posto, come di altri simili, per ispirare gli altri o per trovare nuovi collaboratori per sostenere ciò che già esiste.

Insieme siamo più forti, solo se pensiamo che il beneficio sarà per la maggioranza, e per questo forse alla fine siamo tutti parte sulla stessa barca.

Bibliografia

Comune.Info (2016) Ricomporre la comunita’
http://comune-info.net/2017/03/all-together-now-ricomporre-le-comunita
Matckaz (2016) ‘Flood risk governance arrangements in Europe’
https://www.researchgate.net/publication/279221789_Flood_risk_governance_arrangements_in_Europe.
Gersonius (2016) ‘Resilient flood risk strategies: institutional preconditions for implementation’
https://www.researchgate.net/publication/310474102_Resilient_flood_risk_strategies_institutional_preconditions_for_implementation

Conference/Meetings

1. STATI GENERALI: Agroalimentare e Sostenibilita’ – 16/03/2017 Grand Guardia Verona
2. Casa Novarini Convegno – 18/03/2017 San Giovanni Lupatoto (VR) IL SENTIERO Magazine e l’Arena di Verona http://www.sentierosgl.info/

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Laureata in Scienze Naturali (Padova, 2012) e vissuto in UK dal 2012. Durante il mio soggiorno inglese ho svolto un Internship in una Fattoria come Intern di Orticoltura ed educatore ambientale per scuole primarie; tuttavia, trasferita a Brighton nel 2015 ho frequentato un Master in Gestione e Valutazione Ambientale, producendo in Inglese vari business e academic reports ed una Tesi di Ricerca Sociale sul 'Ruolo della partecipazione pubblica per la gestione di inondazioni', intervistando anche contadini, cittadini locali e Autorità'. Mentre lavoravo come supporto assistenza servizi in un Ospedale privato, ho collaborato con una cooperativa educativa ambientale ed enti locali per progetti comunitari (The Real Junk Food Project) e promosso vari progetti di artisti. Infine, dallo scorso Marzo 2016 ho creato un Blog di viaggio sulla Piattaforma Wordpress, che tuttora aggiorno con poesia, fotografie ambientali e articoli di ricerca e dibattito. Da ultimo, gestisco una Community Page su Facebook per divulgazione su notizie relative a Sostenibilita’, Permacultura, Transizione e Innovazione Sociale.

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