Un approccio permaculturale all’istruzione

Jen Mendez è moglie, madre, mentore di formazione esperienziale, e fondatrice di Permie Kids. In questo articolo ci racconta la sua passione per l'apprendimento e il ruolo che gioca la permacultura nel suo approccio all'istruzione.

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Permacultura educazione a bambini
Jen Mendez fondatrice di PERMIE KIDs

Le domande mi aiutano a concentrarmi su quello che sono, non su quello che non sono.

Se ti chiedessero qual è la tua lamentela sul sistema educativo, che cosa risponderesti? Inizieresti elencando articoli che parlano di questioni irrisolte sui bambini e l’istruzione? Ti basterebbe lamentarti e accettare che i problemi esistono e non possono essere risolti? Allora che cosa diresti se ti sfidassi a trasformare quei problemi in soluzioni? Come si comincia a pensare in modo costruttivo di trasformare i problemi in soluzioni?
Col farsi della domande.

Ciò che conta delle domande non è solo nelle risposte che emergeranno, ma nel fatto che è il modo di pensare di chi i problemi li risolve davvero. Quando genitori, educatori e discenti, a loro volta concentrati nell’aiutare se stessi e i propri figli, trovano e seguono le loro passioni, imparare a porsi domande è un fattore critico, nonché una delle mie più grandi preoccupazioni sul modo in cui l’istruzione, l’educazione e l’essere educato vengono percepiti. la cosa più importante non è arrivare a una soluzione, ma farsi domande.

apprendimento permacultura bambini

E’ stata una domanda che mi ha spinto a seguire le mie passioni e crearmi un nuovo percorso da educatrice-mentore specializzata nell’apprendimento. Più di 15 anni fa, mentre prestavo servizio come ufficiale nella Air Force, mi sono trovata casualmente a lavorare come educatrice per dei giovani adulti che erano passati attraverso il sistema educativo tradizionale. Giovani che non avevano la capacità di pensare per se stessi, di analizzare, valutare e sintetizzare le informazioni, o anche di comprendere chi fossero.

Al termine del mio servizio militare, mi sono chiesta, ” Che cosa voglio fare?” Ho riflettuto sulle cose che avevo compiuto fino a quel momento nella mia vita e che mi avevano portato più gioia, e ho scoperto una comune denominatore. Ero stata più spesso felice quando apprendimento, coaching e mentoring, avevano intersecato l’educazione. Questa fase del mio viaggio è stata molto tempo prima che decidessi di rivolgere la mia attenzione agli studenti in età primaria, che hanno ancora una naturale curiosità e amore per l’esplorazione e l’apprendimento, piuttosto che cercare di “rieducare dei selvaggi ” giovani adulti. Il risultato di quella domanda è stato che ho deciso di seguire un percorso di formazione esperienziale e ho conseguito un Master in Formazione Internazionale e seguito un Programma di Studi Internazionali sull’Infanzia per laureati.
Tutto questo quasi sette anni fa.

Osservazione permaculturaPer molti anni, ho avuto la fortuna di lavorare in alcuni sorprendenti ambienti di approccio alternativo al pensiero educativo, nonostante fossero inquadrati nella categoria “sistema di istruzione standard.” Mi sono trovata ad inoltrarmi sempre più dentro la tana del coniglio della formazione esperienziale, il che che ha reso davvero dannatamente fantastico lavorare nel campo dell’educazione. Un giorno mi sono seduta con carta e penna e ho scritto una nuova domanda: “Che cosa amo e come posso vivere una vita piena di quell’amore?” È stato ed è ancora un percorso in divenire, ma ho scoperto che la mia risposta andava trovata nel problema stesso. Non dalla ridefinizione del problema, ma nel porsi altre domande.

Il problema è stato duplice. In primo luogo, il sistema di istruzione considera l’educazione un diritto. Non credo che l’educazione sia un diritto che può o dovrebbe essere elemosinato da alcuni e conferito ad altri. Io credo che ognuno di noi abbia un valore intrinseco dal quale deriva il diritto naturale di imparare e seguire una formazione che sia definita e apprezzata da quell’individuo e dalle comunità in cui lui/lei vive. Come (e se) una persona procede nell’apprendimento, che cosa viene appreso (e cosa non lo è), e ciò che va fatto (o non fatto) rispetto a conoscenze, competenze ed esperienze dovrebbero essere tutte decisioni nelle mani dello studenteapprendimento radici permaculturaOgni persona ha il diritto di perseguire un apprendimento continuo.

In secondo luogo, la maggior parte delle persone tratta il sistema dell’istruzione come qualcosa creato per essere separato e distinto. Credo che apprendimento, educazione e vita siano indissolubilmente legati. Io non esisto separata dalle altre persone e le altre cose e ho la responsabilità di prendermi cura di loro come di me stessa. Ognuno quotidianamente è circondato da un surplus di educatori e di opportunità di apprendimento, se solo decide di riconoscere queste risorse. Inoltre, non si “crea” qualcosa che già esiste. Piuttosto, io ho capito che avrei potuto utilizzare tutte le risorse intorno a me per la progettazione di me stessa, dei miei rapporti, e della mia vita. Avrei potuto usare valore e fatti, ed essere ciò che amo e nel processo prendermi cura di me stesso, degli altri e della terra. Questo viaggio è iniziato con una domanda e le domande continuano ad essere le mie risorse più preziose.

Recentemente, mi sono confrontata con una domanda simile a quella con cui ho iniziato questo articolo, e che è stata posta da Diego Footer, l’ospite del Permaculture Voices podcast. Diego ha chiesto alla sua comunità, “Qual è a vostra più grande lamentela sulla permacultura?” Molte persone nella comunità dell’Educazione alternativa hanno familiarità con la permacultura in termini di paesaggistica rigenerativa e commestibile e di pratiche di produzione di alimenti biologici. Tuttavia, per me, questa metodologia etico-scientifica di progettazione ha molto più potenziale rispetto al modo in cui viene utilizzata attualmente. Nella realtà, ho integrato la metodologia scientifica di progettazione della permacultura con il mio amore per l’istruzione, allo scopo di progettare e personalizzare opportunità di istruzione per i miei figli. Ora aiuto a potenziare altri genitori-educatori affinché facciano lo stesso con i loro figli.

Jen Mendez figli permacultura
Jen Mendez con sua figlia

Integrando giocosamente e naturalmente i principi di progettazione di permacultura e le passioni dell’alunno, chiunque a qualsiasi età è in grado di progettare un servizio personalizzato di educazione olistica che è superiore a uno semplicemente e “accademicamente rigoroso.” L’uso dei principi di progettazione dà non solo agli studenti, ma anche a coloro che li amano, un modello di struttura flessibile per capire e aiutare i bambini ad acquisire le abilità di vita cruciali. Come tale modello di struttura venga costruito ed in quale forma serva esattamente è nelle mani di ogni studente. Ora i giovani studenti come pure gli educatori-mentori hanno allo stesso modo il quadro di riferimento per auto-valorizzarsi laddove prima il sistema educativo tradizionale svaluta il progettista che è dentro di noi dettando quello che occorre imparare, quando, dove, chi lo insegnerà, e spesso anche limitando le possibilità di come imparare. Ad esempio, indipendentemente dall’attività, questi principi di progettazione aiutano gli studenti a scoprire come imparare, come trovare ciò che amano, e come renderlo focale per capire chi sono, che cosa fanno, e che cosa possono fare per gli altri e per la terra. La cosa più importante è incoraggiare i bambini a diventare curiosi risolutori di problemi.

I risolutori di problemi non si limitano a identificare i problemi. Questa è solo una parte del processo dell’essere un pensatore orientato alla soluzione. Una parte più vitale del processo è la capacità di porsi domande circa il problema. Individuare le soluzioni possibili, le variabili in gioco, gli obiettivi, agire, e soprattutto – osservare con responsabilità e rispondere per continuare il processo di apprendimento. È questo processo di riflessione, non la “soluzione” finale che potenzia. Farsi più domande circa i risultati, le idee e le azioni sperimentate, e agire di più se necessario.

problema soluzione permaculturaÈ con questa mentalità che ho riflettuto sulla domanda di Diego a proposito delle più grandi “lamentele” sulla permacultura e ben presto mi sono ritrovata a farmi domande sull’istruzione. Sapete, non vedo queste due cose come separate. La mia più grande “lagnanza” sulla permacultura è che sembra che molte persone nella comunità di permacultura diano ottimisticamente per scontato che ciò che progettano e iniziano nel paesaggio sia qualcosa di duraturo. Non sanno riconoscere pienamente che non è solo il paesaggio che deve essere progettato. Si tratta di una mentalità (individuale e sociale) che ha bisogno di essere volutamente, consapevolmente progettata e praticata da ogni individuo, a modo proprio. Per fare questo, le persone che sostengono la permacultura (o l’istruzione alternativa, credo) devono veramente dare valore alla diversità.

Ciò che funziona per uno non è la scelta di un altro e questo è OK. La diversità è necessaria per rendere la permacultura (o l’educazione alternativa) un movimento duraturo e sostenibile. Non si tratta di trovare il modo “giusto”, ma di consentire alle persone di forgiare il proprio percorso con una metodologia di progettazione etica come quadro guida.

Questo percorso inizia innanzitutto col chiedersi, “Che cosa mi piace e come faccio a vivere una vita piena di amore?” Perché non dovrebbero chiederselo anche i nostri figli, quando sono piccoli, e iniziare a esplorare una questione del genere?

Traduzione di Simona Caracciolo
Fonte: http://permacultureprinciples.com/post/asking-questions-about-education/

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