Breve e incompleta storia della permacultura

Nel 2007, la rivista New Internationalist chiese all'editor di un'altra rivista, ABC Organic, Steve Payne, e a Russ Grayson di scrivere una breve storia del sistema di design noto come permacultura, con particolare riferimento ai primi anni. Una sintesi del loro scritto apparve sulla rivista. Quello che segue è il testo completo tradotto per la prima volta in italiano.

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Storia Permacultura Bill Mollison
Convergenza Internazionale di Permacultura 2015, 10-16 September 2015, Gilwell Park, Essex UK

1972-1976 — Gli anni della formazione

La storia della permacultura comincia nei primi anni ’70 in Tasmania, Australia.
Comicia con due uomini – un insegnante e uno studente. Ma prima di tutto andiamo indietro al tempo in cui non si conoscevano ancora, ai loro anni di formazione, perché è qui che troviamo le influenze che misero questi due uomini su rotte destinate a incrociarsi… rotte che avrebbero creato qualcosa di nuovo in un decennio turbolento sia socialmente che politicamente.

Origini – Bill Mollison

Bill Mollison Permacultura
Bill Mollison co-fondatore della Permacultura. Foto del 2008.

Bill Mollison nasce nel 1928 nel villaggio di pescatori di Stanley, nella costa del Bass Strait, nella Tasmania temperata. Abbandonò la scuola a 15 anni per aiutare i genitori nel panificio di famiglia. In seguito svolse svariati lavori: lavorò in un mulino, fece il marinaio, il cacciatore con le trappole e il pescatore di squali. Non male per uno che poi sarebbe diventato un ambientalista. In seguito Mollison restò nove anni nella Sezione Wildlife Survey del CSIRO (Organizzazione Governativa Australiana per la Ricerca Scientifica) e quindi trascorse diverso tempo nella Commissione per la Pesca nell’Entroterra della Tasmania (Inland Fisheries Commission of Tasmania). Gli ultimi due impieghi gli procurarono lunghi incarichi nelle foreste e sulle coste della Tasmania, dove monitorò personalmente la vita di questi ecosistemi.

Furono questi periodi di immersione nella natura a forgiare le idee di Mollison sull’ecologia e su come le pratiche nate per soddisfare i bisogni umani, come l’agricoltura, potessero beneficiare delle strutture e dei processi che aveva osservato.

Nel 1968 Mollison divenne docente all’Università della Tasmania, a Hobart, e in seguito docente senior in Psicologia Ambientale. Fu in quel ruolo che si unì a uno studente del College of Advanced Education della Tasmania, David Holmgrem, gettando i primi semi della permacultura.

Origini – David Holmgrem

David Holmgrem nasce nel 1955, e cresce al capo opposto del continente, a Freemantle, Australia occidentale, da una coppia di attivisti politici.

David Holgrem Permacultura
David Holgrem co-fondatore della Permacultura, durante un discorso,

Dopo il diploma alla John Curtin Senior High School nel 1972 passò l’anno viaggiando in autostop per l’Australia prima di trasferirsi in Tasmania nel 1974 per studiare design ambientale (ma gravitando intorno a design del paesaggio, ecologia e agricoltura). Fu durante il breve ma intenso sodalizio fra Mollison e Holmgrem, partorendo idee a flusso continuo nella sala di Mollison ai piedi di Monte Wellington – che divenne noto come la “Repubblica di Strickland Avenue”- che fu forgiata la spina dorsale del concetto di permacultura.

Non molto tempo dopo aver formulato il concetto originale del sistema di design della permacultura, David cominciò a creare la sua piccola fattoria – Melliodora – a Hepburn, una cittadina nello stato australiano Victoria.

Niente di buono davanti a noi

Mollison scrisse di quel periodo: “A molti di noi che vissero il fermento dei tardi anni ’60, sembrava non ci fosse nessuna direzione da intraprendere, sebbene quasi tutti potessero definire quali aspetti della società globalizzata rifiutassero. Fra questi l’avventurismo militare, le bomba [nucleare], lo sfruttamento indiscriminato del suolo, l’arroganza degli inquinatori e l’insensibilità generale nei confronti dei bisogni umani. Un mondo immorale, che spendeva di più per uccidere che per prendersi cura delle persone e della terra.

“Dal 1972 al 1974 passai del tempo con David Holmgrem a sviluppare una scienza della terra interdisciplinare – la Permacultura – con un potenziale di ramificazioni positivistiche, integrate e globali.”

Un esercito di permacultori attivi sul campo che andassero là fuori a insegnare a produrre cibo in modo sostenibile.

Mollison ha dichiarato di recente che nei tardi anni ’70 e dopo il rapporto del Club di Roma I limiti della crescita, negli ambienti governativi e bancari vigeva una crescente preoccupazione riguardo all’esaurimento delle risorse naturali. “Ma nessuno aveva idee a lungo termine, e per me era ovvio che cosa occorreva fare. Bisognava creare un esercito di permacultori attivi sul campo che andassero là fuori a insegnare a produrre cibo in modo sostenibile.”

Natura e intelletto

Quanto a lui, Holmgrem era attratto dall’ambiente naturale e intellettuale della Tasmania. A catturarlo era anche la Scuola di Design Ambientale condotta dall’architetto ed educatore di Hobart Barry Mc Neil. Holmgrem dice che all’epoca era “l’esperimento più radicale nell’educazione terziara in Australia”, capace di attrarre studenti di design da tutta l’Australia e dal resto del mondo.

La Tasmania… è un posto dove modernità e natura si scontrano sia creativamente che distruttivamente.

“Incontrai Bill Mollison nella sua “serra intellettuale”. La sua vita rappresenta un ponte fra natura e civiltà e fra tradizione e modernità”, scrisse Holmgrem.
Holmgrem dice che talvolta gli chiedono perché la permacultura emerse in un luogo come la Tasmania. Lui risponde: “E’ un posto dove modernità e natura si scontrano sia creativamente che distruttivamente.”

Lo si può notare lungo il margine, la zona in cui la città di Hobart si scontra con la foresta di alti eucalipti che rivestono le pendici del Monte Wellington. La montagna, con i suoi dirupi di dolerite conosciuti come Canne d’Organo, in inverno occasionalmente è incappucciata di neve e cattura gli umidi, freddi venti noti come i Ruggenti Quaranta. Domina la città, è una presenza sia fisica che mentale per i residenti, che guardano istintivamente in alto per avere indicazioni sul tempo atmosferico o, forse, per ricordare a se stessi che vivono in una delle città australiane dalla posizione geografica più incredibile. Nei pendii più bassi, sotto il verde oliva di quei boschi di eucalipti, sorge la proprietà in cui è nato il concetto di permacultura. A pochi chilometri c’è il centro della città. Nella direzione opposta, oltre l’orizzonte, si estende la natura selvaggia del Sud Ovest della Tasmania temperata.

Monte Wellington Hobart Permacultura
Luoghi della nascita della Permacultura. Monte Wellington in Tasmania. Sullo sfondo la città di Hobart. Crediti Frugal Frolicker.

Per quanto selvaggio fosse il Sud Ovest della Tasmania, non era inviolabile e nel periodo in cui la permacultura veniva tratteggiata, la potente Commissione Idroelettrica stava guardando con avidità ai suoi fiumi e pensando di costruirci delle dighe. Aveva già inondato il Lago Pedder sotto la superficie grigia e battuta dal vento della diga, un’azione che diede il via alla politica green in Australia, anche se oggi nessuno lo ricorda.

L’evento fece emergere una crescente coscienza ambientale che si sviluppò in Tasmania in quel periodo, ma senza entrare in contatto con le idee della permacultura, bensì concentrandosi sulla salvaguardia delle foreste e la conservazione delle aree naturali. Quando quella coscienza ambientalista crebbe e formò il primo movimento ambientalista tasmaniano, si spostò verso l’opposizione politica, dato che le minacce all’ambiente erano considerate molto gravi. Fu l’inizio di un movimento di massa che culminò nella vittoria della battaglia per salvare il Parco del Fiume Franklin dalle dighe della Hydro Tasmania.

Non si sa quanto il primo movimento ambientale alimentò l’emergente concetto di permacultura, ma sicuramente preparò il terreno su un piano concettuale e ideologico. Alle pendici del Monte Wellington, Bill Mollison era di certo consapevole di quanto si stesse irrobustendo il movimento.

Holmgrem lo riconosce quando dice che “l’ambiente fisico e culturale che fece sorgere la permacultura produsse anche il primo partito politico verde.” Nel 1972 lo United Tasmania Group (UTG), che si sarebbe evoluto in“Tasmania Greens”, era già formato. L’UTG fu il primo vero partito politico green, dato che poneva al suo centro le politiche per l’ambiente. Ma rimane ancora in discussione se debba essere considerato il primo partito politico con un’agenda relativa all’ambiente.

“All’epoca vivevo in Tasmania” dice l’educatore in permacultura e scrittore Russ Grayson “e tra i miei amici e associati c’era qualcuno che poi si sarebbe distinto nelle politiche statali per l’ambiente.

“Ricordo diverse conversazioni con un membro dell’UTG, Des Shield, originario del Queensland, che mi disse dei primi lavori del New Zealand Values che, anche se non era un partito verde, aveva elementi ambientalisti nella sua piattaforma. Penso che Des considerasse quel partito come il primo green della storia.”

Secondo Holmgrem anche il movimento dell’agricoltura biologica germogliò in Tasmania, parte di “un fiotto di azioni intellettuali e creative ai margini della civiltà.” Di fatto Mollison fu uno dei fondatori della Tasmanianan Organic Gardening and Farming Society, la stessa organizzazione da cui emerse Peter Cundall, che decenni dopo condusse il programma della ABC Gardening Australia.
Sembra che lo stato insulare della Tasmania abbia partorito più di un movimento sociale innovativo.

1976 – 1981 – Spargere la voce

La permacultura fece il suo debutto ufficiale nel 1976 in un articolo del bollettino Tasmania’s Organic Farmer and Gardener pubblicato dalla Tasmanian Organic Gardening and Farming Society. Si intitolava “Un Sistema di Permacultura per le Condizioni dell’Australia Meridionale – Parte Uno” ed era scritto da Bill Mollison e David Holmgrem.

Max lindegger permacultura
Max Lindegger nel 2008. Max faceva parte del gruppo che ha fondato Crystal Waters Permacultura Village a SE Queensland ed è stato determinante per la diffusione della permacultura in Australia nei suoi primi anni.

Nel continente australiano [la Tasmania è un’isola separata dal resto dell’Australia NdT], Mollison fu intervistato alla radio nazionale da Terry Lane. Ciò che seguì fu una valanga di interesse e controversie.
Un pioniere chiave della permacultura in Australia, Max Lindegger, che progettò il primo eco-villaggio in permacultura, Crystal Waters, descrive quei tempi come elettrizzanti. Max, che viveva a migliaia di chilometri a nord nel Queensland, lesse quel primo articolo e capì che “… era esattamente quello che sentivo ma non ero riuscito a esprimere a parole” – una sensazione che molti provano oggi come allora. Max invitò Mollison a tenere una tour di discorsi nel Nord.

Nel 1976 formò quello che può essere considerato il secondo gruppo di permacultura in vita, Permaculture Nambour. Gli incontri si svolgevano a casa sua e ancora oggi Max riceve le lettere destinate all’organizzazione.

Il concetto di permacultura ha catturato l’immaginazione di centinaia di persone in Australia… Poteva sicuramente avere un impatto ancora maggiore.

Permacultura one
Copertina originale del Permaculture One – A Perennial Agriculture for Human Settlements 1978

La Permacultura stava cominciando ad attirare l’attenzione, ma ci vollero altri due anni perché da tutto questo fermento nascesse il primo libro sul tema, Permaculture One – A Perennial Agriculture for Human Settlements. Fu pubblicato nel 1978 dalla Transworld, e firmato da Mollison e Holmgrem.

Nell’introduzione, gli autori commentano: “Il concetto di permacultura ha catturato l’immaginazione di centinaia di persone in Australia, dove abbiamo descritto il sistema. Può sicuramente avere un impatto ancora maggiore, visto che i tempi sembrano maturi in un mondo di carestie, veleni, erosione e fonti energetiche in rapido esaurimento.”

Copertina della rivista Permaculture primavera 1978
Copertina della rivista Permaculture primavera 1978

Il 1978 è un anno importante per il sistema di design permacultura. Oltre a Permaculture One, quell’anno apparve anche la prima rivista di permacultura, che all’inizio si chiamava semplicemente Permaculture. Se ne occupava Therry White, residente in una città nello stato Victoria, Maryborough.

A proposito dell’intervista Mollison-Lane, White dice: “Fu galvanizzante per me. L’intervista di Bill infiammò la mia immaginazione in modo profondo.” Così tanto che White invitò Bill a visitare Maryborough per una conferenza.

“All’epoca,” dice Terry, “c’era molta preoccupazione intorno alla disoccupazione giovanile. Cercando di risolvere la questione, Maryborough aveva avviato due cooperative, una faceva vestiti e l’altra rimorchi per biciclette. Una fondazione per la tecnologia alternativa stava pianificando di creare un centro dimostrativo e c’era molta preoccupazione riguardo alla salinità della terraferma, che veniva attribuita alla rimozione degli alberi e al consecutivo aumento della salinità delle falde acquifere nell’area.”

Maryborough… uno snodo importante per il movimento della permacultura nei suoi primi dieci anni.

Fu questo contesto di preoccupazione per la disoccupazione giovanile e il degrado del suolo che fornì la base per discutere della “cultura permanente” – la permacultura – e diede enfasi alle soluzioni positive, pratiche e onnicomprensive.

“Permaculture One fu stampato a Maryborough” disse Terry White, “… e Maryborough rimase uno snodo importante per il movimento nei suoi primi dieci anni. La città ospitò due conferenze di permacultura e due dei primi corsi di consulenza in permacultura di 10 giorni.” Il primo corso di permacultura fu tenuto in Tasmania nel 1978.

Oltre Maryborough

Stando a David Holmgrem, Maryborough non era la sola città pronta ad accogliere il messaggio della permacultura.

Dichiara: “All’epoca si cercavano disperatamente nuove soluzioni positive in risposta al senso di crisi imperante, in particolare alla crisi energetica.” La preoccupazione sulle scorte energetiche nasceva dalla riduzione dei rifornimenti operata dall’OPEC, che aveva innescato la crisi del petrolio del 1973 e che portò al razionamento in diverse nazioni occidentali.

Terry White Magazine Permacultura
Il lavoro di Terry White è stato fondamentale per lo sviluppo della permacultura dei primi tempi.

White afferma che la gente ascoltava Mollison perché “… si batteva per qualcosa piuttosto che contro qualcosa. Bill aveva soluzioni positive e e pratiche… a problemi reali. Venne fuori come uno che faceva, non uno che parlava. Proponeva di alzarsi e fare qualsiasi cosa fosse necessaria invece di aspettare il governo o i finanziamenti pubblici. La gente trovava potenziante il suo approccio, energetico. La permacultura poteva anche essere considerata un po’ marginale, ma era coinvolgente.

Mentre era a Maryborough, Bill veniva invitato a visitare la discarica e il bacino di decantazione delle acque reflue. I suoi suggerimenti per un uso produttivo dei rifiuti di questi due siti venivano presi seriamente dal consiglio comunale e un piano per l’utilizzo produttivo degli scarichi fognari fu pubblicato nella prima edizione di Permaculture quarterly, il giornale della associazione nazionale di permacultura.

“Ero attratto dall’idea di Bill di vedere i problemi come soluzioni, di inquadrare le questioni come soluzioni. C’era anche l’approccio sistemico della permacultura – il suo modo olistico di vedere le cose. La Permacultura per me è una modello di sviluppo comunitario, un approccio dalla base.”

Il meeting di Maryborough diede la spinta ad altri gruppi di permacultura in Australia che ne organizzarono un altro, e quindi alla creazione dell’Associazione Nazionale di Permacultura.

“Prima di allora”, dice Robyn Francis, che fu una delle prime persone ad adottare la permacultura, e oggi è un educatore in questa pratica, “Billl Mollison passò il 1976 e il 1977 oltreoceano, raccogliendo idee che avrebbero trovato posto nella idea ancora in evoluzione della permacultura.”

Arguzia, provocazione e carisma

Mollison è noto per la sua arguzia, lo stile provocatorio e il carisma, che allora erano a pieno regime. Lindegger ricorda il primo corso di design in permacultura, condotto da Mollison in tre settimane nel 1979, con 18 partecipanti “invitati” da ogni parte del paese. L’ubicazione era un vecchio hotel a Stanley.

Egli afferma che l’impatto per i partecipanti fu di quelli che cambiano la vita e molti di loro divennero forze trainanti del movimento. Decine di migliaia di persone da allora hanno seguito i corsi introduttivi e di design, e sono andati a lavorare su propri progetti o in comunità in tutto il mondo.

Corso di progettazione di permacultura Victoria 1978
Il secondo corso in design di permacultura Victoria, Australia. Terry White il Fondatore ed editore della prima rivista Permacultura è raffigurato al centro con una canottiera arcobaleno. Foto di Max Lindegger

Nel 1979, Mollison pubblicò Permaculture Two, in cui si concentrava sul design. Nel 1981, ancora nel primo periodo di vita della permacultura, ricevette il riconoscimento internazionale Right Livelihood Award, chiamato da alcuni il Nobel alternativo, Nel suo discorso di accettazione egli disse: “Abbiamo combattuto contro la natura per tutta la nostra vita. Prego soltanto che perdiamo questa guerra. Non ci sono vincitori in questo conflitto.” Clicca qui per leggere il discorso integrale in Italiano.

Gli anni ’80 – la costruzione di una rete più vasta

La pubblicazione della rivista Permaculture fu cruciale nella storia e nella diffusione del sistema di design. Come il suo successore, il Permaculture International Journal (PIJ), essa finì per collegare una rete geograficamente dispersa di persone che praticavano la permacultura. Permaculture fu la prima pubblicazione a sottolineare il ruolo centrale dei media nella diffusione del sistema di design.

Nei 15 anni seguenti questo fu più che ampiamente dimostrato con la messa in onda della serie TV Global Gardener. Quando White cedette Permaculture a Robyn Francis nel 1987, il magazine si trasferì a Sidney. Nel Permaculture Epicentre (oggi Alfalfa House Food Coop), in un edificio condiviso con un piccolo negozio di permacultura e con la prima compagnia di investimento etico in Australia, la August Investments di Damien Lynch, un team di volontari scrisse, tagliò e incollò articoli e immagini nella pagine di ciò che presto divenne l’International Permaculture Journal.

Robyn Francis Permacultura Sociale
Robyn Francis uno dei pionieri dei sistemi di progettazione in Permacultura, ha insegnato Permacultura per molto tempo.

Di lì a poco apparve Permaculture Edge, realizzata da Permaculture Nambour, nel sud-est del Queensland. Dopo pochi anni di pubblicazioni sempre più sporadiche, Permaculture Edge scomparve dopo la sua ultima uscita alla Convergenza Internazionale di Permacultura nell’Australia occidentale.

Il Permaculture International Journal (PIJ), come fu conosciuto dopo che Robyn Francis ne divenne editor, cedendo più tardi il ruolo a Steve Payne – oggi editor di ABC Organic Gardener – rimase il portavoce del sistema di design, benché, nel 1990 salsse alla ribalta Green Connections, che si occupava a sua volta di permacultura. Quella rivista cessò le pubblicazioni nel Dicembre 2000, sei mesi dopo PIJ.

PIJ fu la prima pubblicazione di permacultura a diventare mainstream, un bel po’ prima di Green Connections. “Fu allora che divenne disponibile nelle edicole”, dice Robyn Francis.

Con la fine del decennio, le notizie sul sistema di design della permacultura si stavano propagando e, stando a White, alla metà degli anni ’80 dai dieci gruppi di permacultura iniziali in Australia si era passati a una ottantina in tutto il mondo. Nel 1987, con un input importante da parte di Robyn Francis, fu costituita la società Permaculture LTD International, allo scopo di espandere la distribuzione del Permaculture International Journal e per sostenere la crescita del network globale.

permaculture design manual
Copertina oroginale del Permaculture – A designer’s Manual di Bill Mollison

La permacultura inoltre continuò a progredire tramite nuovi libri, in particolare Permaculture – A designer’s Manuale di Bill Mollison, una cornucopia di idee di 576 pagine, autopubblicato dalla sua stessa compagnia, la Tagari nel 1988.

Presto i primi che avevano adottato la permacultura stavano cominciando a insegnare il sistema di design. C’erano Max Lindegger e Robyn Francis, che oggi ha la sua base operative nel centro di formazione di Djanbung Gardens nel Nord dello stato australiano del New South Wales , e che impartì il suo primo corso di Design a Sydney. Robyn fu fondamentale nel far accettare la permacultura nel corso di orticoltura del TAFE [Technical and Further Education] al Ryde College.

Arriva Rosemary

“Janice Haworth disse che ci sarebbe stato un corso di permacultura con Robyn Frances a Newtown e che mi sarebbe potuto piacere. Io ero sospettosa all’inizio, ma presto realizzai che era l’approccio a incantarmi… era interattivo e incrociava molte discipline.”

I diversi corsi di permaculture design erano spesso abbastanza irregolari.

Le Blue Mountains si trovano a meno di due ore di treno da Sydney ma potrebbero benissimo trovarsi al capo opposto del continente, tanto sono differenti. Erte sui bassopiani da est a ovest, le montagne sono antichi plateau di arenaria segnati da valli scavate da profondi fiumi e rivestite di foreste di eucalipti color verde oliva. Nei cupi e umidi dirupi alberga la foresta pluviale. Qui è ben diverso dal caldo clima temperato della pianura costiera, l’altitudine vi crea un microclima più simile al fresco temperato degli stati meridionali.

Rosemary Morrow Insegnare Permacultura
Rosemary Morrow Insegnante di Permacultura

La città di Katoomba è la più grande delle piccole città e dei villaggi infilati lungo la Great Western Highway, dove incrocia le Blue Mountains. Qui, in una modesta abitazione di mattoni a vista che sta riadattando per una maggiore efficienza energetica e idrica e per produrre cibo, vive una donna che ha fatto molto nella permacultura, Rosemary Morrow.

Rosemary dice che divenne una quacchera nel 1978, l’anno in cui fu pubblicato Permaculture One. Descrive la sua scoperta della permacultura.

E ne ricorda i primi giorni: “Erano davvero caotici. Le informazioni erano tutte a portata di mano e alcune erano rilevanti allora ma obsolete oggi. Alcune delle affermazioni erano stravaganti e non realistiche, suonava tutto troppo semplice.”

“Mi ci vollero anni per capire che il design era l’argomento principale e che la chiave di tutto era una “Scienza delle connessioni”. Il mio retroterra agricolo e nelle scienze ambientali e nell’orticoltura mi aiutarono a comprendere tutto a un livello più profondo. La permacultura era molto attraente perché metteva tutto all’interno della stessa cornice.”

La permacultura divenne la mia vocazione.

Rosemary cercò di mettere ordine nella confusione imperante e spiega che la formazione alla permacultura è cambiata dai primi tempi.

“I diversi Corsi di Design in Permacultura [PDC] erano spesso stravaganti e nessuno aveva le idee chiare su quali competenze e conoscenze fosse necessario trasferire ai partecipanti. Erano tenuti fa persone con tanto entusiasmo e poche competenze come insegnanti. Copiare Bill Mollison significava inscenare una festa di parole di 72 ore che pochi potevano permettersi di emulare. Ora le cose sono molto diverse.”

“A intrigarmi era anche il fatto che il corso cominciasse parlando di etiche… nessuno dei miei altri studi aveva mai nemmeno menzionato questa parola. C’era una certa corrispondenza fra essere una quacchera e la permacultura. Avevano in comune cose come la cura delle persone, la semplicità, la comunità, l’uso etico del denaro e il giusto modo di guadagnarsi da vivere. Ero a casa mia.”

“La permacultura divenne la mia vocazione e più lavoravo con i suoi contenuti, più diventavano profondi e interessanti. Cominciavano ad apparire delle connessioni in particolare speciali snodi riguardanti l’acqua, le piante e il suolo. Cominciai a vedere il design come l’unione di filosofia e pratica e il vero oggetto del corso.”

Eart user's guide to Permaculture di Rowe Morrow
Eart user’s guide to Permaculture di Rowe Morrow

Dopo aver scoperto la permacultura, Rosemary andò a portare i suoi concetti in Vietnam e Cambogia e altrove. Oggi insegna il sistema di design nelle Blue Mountains, dove vive, e promuove le virtù del localismo. Rosemary ha costruito un network di permacultori locali.
È diventata inoltre un autrice di libri di permacultura. Prima, a metà dei ’90, scrisse Earth Keepers Guide to Permaculture, quindi un manuale per insegnanti basato su quel libro. Più tardi scrisse un manuale su come conservare i semi per utilizzarli nel paesi in via di sviluppo. In un assolato giorno di tardo autunno del 2006, avvenne il lancio della nuova edizione aggiornata di Earth Keepers Guide nella dolce fioritura della collezione di meli nel Blue Mountains Community Garden.

La crescita continua

Gli anni ’80 furono un periodo di crescita per la permacultura”, dice Francis. “Il decennio cominciò con l’Alternative Economic Summit nel 1984 – che presentò la permacultura all’economia – e nel 1987 partì la August Investment.

“Avevamo la Earthbank Conference – era il risultato dell’incontro di Bill con la Schumacher Society. C’era la nascita della Maleny Community Credit Union, la prima e la seconda convergenza internazionale di permacultura, il primo corso di design in Nepal, India e Zimbabwe e quindi la terza conferenza internazionale in Nuova Zelanda.

“Ci fu l’apertura del Villaggio permaculturale di Crystal Waters, il primo ecovillaggio australiano, un progetto condotto da Max Lindegger (adesso con il Global Ecovillage Network e il suo team).

Declan e Margrit Kennedy, in Germania, condussero il primo corso di permacultura urbana, portando la permacultura per la prima volta fuori dal mondo rurale. Il Canadese Michael Linton introdusse il LETS (Local Exchange e Trading System) all’Australia). Nel 1988 Bill tenne il primo corso a una comunità aborigena a Alice Springs e il decennio culminò con la pubblicazione del suo Permaculture – A Designer’s Manual – il più sostanziale testo di permacultura, ancora costantemente ristampato.”

Fu alla fne del decennio che il sistema di design apparve in TV davanti a una audience di massa, grazie alla ABC (Australian Broadcasting Corporation), un evento che accese un più vasto interesse sulla permacultura. Due programmi iniziali parlavano di Bill e della permacultura, uno intitolato In grave pericolo di crollo alimentare, e un altro, il rifacimento di un giardino con la permacultura, trasmesso nel programma Extra Dimension.

introduzione permacultura bill mollison
Introduzione alla Permacultura – Libro di Bill Mollison in Italiano

Il Manuale insieme a una versione ridotta, Introduzione alla permacultura (1991), vende ancora bene. Fra gli altri libri di Mollison, che in tutto hanno venduto circa 100.000 copie in tutto il mondo, ci sono The Permaculture Book of Ferment and Human Nutrition (1993) e la sua autobiografia Travels in Dreams (1996). Si dice che Mollison abbia lavorato a diversi altri libri in questi anni, ma non ne è stato pubblicato nessuno.

Gli anni ’90 – Consolidamento… ed espansione

Il decennio cominciò bene per la permacultura che continuava a propagare la sua influenza oltremare sia nei paesi sviluppati che nel terzo mondo. In Australia, il PIJ tenne insieme il movimento, rifornendolo di notizie e formazioni che ne preservarono la coerenza.

La permacultura era ancora lontana dall’essere mainstream ma stava guadagno credibilità e rispettabilità.

“Gli anni ’90 portarono una crescita ulteriore” continua Robyn Francis. “Il mio progetto, l’ecovillaggio Jalanbah, cominciò a Nimbim, così come il mio centro dimostrativo e sede di insegnamento, i Djanbung Gardens.

Il Network Australian City Farms & Community Gardens, era operativo dalla metà del decennio e promuoveva l’agricoltura urbana comunitaria come luogo designato per la permacultura e le idee connesse. Era notevole anche un altro programma televisivo, la serie in quattro parti Global Gardener, della ABC, che accrebbe l’attenzione sui corsi di permacultura.

Fiona Campbell Training Permacultura
Fiona Campbell ha guidato un gruppo di docenti di permacultura che ha sviluppato un Corso di Design Permacultura urbana a Sydney nel 1990 e ha lavorato con l’associazione Permacultura di Sydney.

“A Sydney, la programmazione di Global Gardener, fece esplodere la partecipazione al corso introduttivo e ai corsi di design, un fatto che altri educatori confermarono,” disse Fiona Campbell, che condusse un team educativo sulla permacultura che sviluppò un corso di Design di Permacultura urbana di 110 ore part-time. “Global Gardener portò la permacultura davanti a un’audience mainstream in modo molto più potente dei programmi precedenti.”

Per allora Mollison si era costruito la reputazione di visionario comunicatore della permacultura. Fomentava la sua audience ed era la schietta voce pubblica del sistema di design.

Il ritorno di Holmgrem

Mentre Mollison accresceva la sua presenza pubblica, Holmgrem rimase fuori dall’attenzione pubblica, impegnato a mettere alla prova i principi della permacultura nella sua proprietà a Hepburn Springs, un paio di ore da Melbourne.

Nel 1995 pubblicò una documentazione di quegli anni sul campo sotto forma di libro di grande formato, Ten Years of Sustainable Living at Melliodora. Il volume mostrava in dettaglio la creazione della sua piccola fattoria e del sito dimostrativo che includeva una casa passiva-solare, piante su curve di livello e colture arboree.

permacultura david holgrem
Permacultura –
Come proteggere e realizzare modi di vivere sostenibili e integrati con la natura. David Holmgren

Seguirono altri casi di studio e altri scritti, inclusi i casi relativi ai design di abitazioni integrate e paesaggi nel sud est dell’Australia. Più recentemente, apparve la pietra miliare del 2002, Permaculture – Principles and Pathways Beyond, tradotto in Italia come Permacultura – Come proteggere e realizzare modi di vivere sostenibili e integrati con la natura.

Promosso attraverso un tour di conferenze, esso catturò rapidamente l’immaginazione della comunità di permaculturi. Il libro offrì una reinterpretazione dei principi della permacultura, tanto che quelli di Holmgrem sono oggi più citati del set di principi precedenti, anche se non li contraddicono affatto.

Permaculture – Principles and pathways e il tour internazionale di Holmgrem ottennero di ricordare alla rete della permacultura che David c’era ancora, intento ad applicare il sistema di design nella sua proprietà, per quanto oscurato dalla figura pubblica di Bill.

Questo segnò il ritorno di Holmgrem, che fu riconosciuto come la più importante autorità in materia di permacultura del paese, una reputazione accresciuta in seguito dal suo tour di conferenze con lo scrittore specializzato sul tema del picco petrolifero Richard Heinberg.

La popolarità di Permaculture – Principles and pathways poggia sulla reputazione di pioniere della permacultura di Holmgrem e sul suo serio approccio ai concetti del design. E questo nonostante l’apparizione di altri libri di permacultura nel periodo tra la pubblicazione del libro di Mollison Designer’s Manual e il libro di Holmgrem.

The Eart Care Manual Patrick Whitefield
The Eart Care Manual Patrick Whitefield

C’erano il testo introduttivo del formatore dell’Australia occidentale Ross Mars e i libri di Patrick Withefield in Gran Bretagna. Significativamente in Australia, Earth Users Guide to Permaculture di Rosemary Morrow fu pubblicato a metà degli anni’ 90, un libro che raggiunse lo status di testo consigliato per una quantità di corsi di design in permacultura, grazie al suo stile accessibile.

In anni recenti Holmgrem è uscito dal suo guscio, tenendo discorsi e lezioni intorno al mondo sulla permacultura e il picco del petrolio e condividendo il palcoscenico con importanti attivisti per l’ambiente come Richard Heinberg. Continua a vivere con la sua famiglia a Melliodora.

Ritorno a casa

La zona di Tweed Range è come una scarpata rivestita di foresta subtropicale che si prolunga fino a un bastione di colline più dolci, ma pur sempre ripide. Per generazioni gli agricoltori hanno aperto il paesaggio, ripulendo le colline per farvi pascolare i loro capi di bestiame. Fu questo paesaggio ondulato ad attirare Bill Mollison e a farvi istituire l’Istituto di Permacultura su un’area di 2 ettari al termine di una stretta strada polverosa non lontana dalla città di Tyalgum.

Qui, Mollison e altri residenti recuperarono la vecchia fattoria con annessa proprietà con alberi e colture orticole per farne un esempio di design rurale di permacultura. In pochi anni la fattoria adiacente fu messa in vendita e Mollison la acquistò, instaurandovi il Permaculture Research Institute.

Fu lanciato un esperimento di “commonwork”, uno schema in base al quale veniva dato l’accesso alla terra ai singoli dietro pagamento di una quota, sulla quale potevano creare imprese che dessero reddito.

Un orto apparve giù nelle pianure vicino al torrente: una piantagione di bambù fu avviata per fornire germogli al mercato alimentare e per commercializzare le canne di bambù; fu recintato un grande pollaio di galline in libertà; un lato della collina fu terrazzato e furono piantati alberi da frutta tropicali; in una grande diga furono messi a dimora pesci commestibili. Lo schema parve prosperare per un po’ grazie all’entusiasmo di quanti che vi fondavano le loro imprese. Ma in pochi anni crollò.

Si era ormai nei tardi anni ’90, un periodo di cambiamenti per Mollison. Dopo aver vissuto per molti anni nella proprietà dell’Istituto, tornò in Tasmania per scrivere e insegnare occasionalmente.

Consegnò l’istituto di ricerca, il Permaculture Research Institute al designer di permacultura Geoff Lawton e al suo team. Quando la proprietà fu venduta, Lawton ricostituì il Permaculture Research Institute nel nord del New South Wales, non lontano da dove Mollison lo aveva ubicato in origine.

Mollison adesso vive con sua moglie Lisa a Sisters Creek vicino a Deloraine nella Tasmania settentrionale, la sua terra d’origine, abbastanza vicino alla culla delle sue umili origini a Stanley.

Permacultura – finalmente stabile

La permacultura oggi è un argomento mainstream in Australia, perlomeno nelle cerchie ambientaliste e nel mondo della coltivazione, con permacultori che appaiono alla televisione nazionale e scrivono per le testate più importanti.

Diversi movimenti di rottura, a loro volta oggi mainstream, sono stati ispirati dai permacultori in Australia: dagli investimenti etici alla colltivazione comunitaria fino al Seed Savers Network . Alcuni come, i circoli di coltivazione comunitaria e le fattorie urbane, non cominciarono come progetti di permacultura, ma i permacultori vi trovarono presto terreno fertile per applicare le loro idee. Northey Street City Farm a Brisbane, costituita nel 1994, è forse la fattoria urbana che ha meglio portato avanti la connessione con la permacultura con l’educatore in permacultura Dick Copeman, che offre corsi di certificazione accreditati sul piano nazionale, così come corsi tradizionali di design.

Holmgrem ritiene che la popolarità della permacultura sia almeno in parte dovuta alla sua natura olistica di “sistema di design per una vita sostenibile e per l’uso del territorio a fini di consumo e produzione, fondata su etiche universali e principi di design che possono essere applicati in ogni contesto.”

“È un movimento dal basso di praticanti, designer e organizzazioni – un network” conclude.
Sono stati scritti molti libri da altri insegnanti di permacultura e c’è stato un movimento di unione fra gruppi di coltivatori biologici e permacultori, formando una forza solida e vibrante per il futuro.

La dimensione internazionale

La strada dalle pianure costali è lunga, stretta e polverosa. Verso la fine si innalza attraverso terre occupate da fattorie e finisce bruscamente davanti a un vecchio edificio di legno segnato dalle intemperie in un luogo chiamato Pappinbarra. Qui, nel 1984, nella sua prima convergenza internazionale, la permacultura divenne un movimento internazionale. Erano presenti i primi ad adottarla, coloro che avrebbero portato il sistema di design al resto del mondo.

La storia internazionale della permacultura è così eterogenea e idiosincratica che è impossibile vederla come un solo network. Di sicuro un esercito di coltivatori ha portato in lungo e in largo il sistema di design (come Mollison aveva impostato che si facesse), anche se molti non indossano più il mantello di permacultori, preferendo usare i suoi principi all’interno delle loro occupazioni o comunità – che siano imprenditori agricoli, architetti, planner, semplici appassionati di giardinaggio o attivisti.

Più di recente, la permacultura ha cominciato a infiltrarsi nella nuova area governativa dell’educazione alla sostenibilità, benché ciò stia avvenendo solo in aree limitate come tra alcuni consigli del New South Wales. La ragione per cui lo sviluppo è significativo è che che l’approccio precedente all’educazione nelle comunità a governo locale – educazione ambientale (il significato di questo termine oggi è alquanto mutevole) – si è concentrato principalmente sulla conservazione dell’ambiente naturale, sull’acqua e i rifiuti.

Negli anni ’80, senza l’aiuto di Internet, la parola permacultura si diffuse rapidamente. La prima Conferenza Internazionale di Permacultura si svolse a Pappinbarra, Australia, nel 1984, dando il via alle sue ramificazioni internazionali.

La rivoluzione del filo di-paglia. Masanobu Fukuoka 2011
La rivoluzione del filo di-paglia. Masanobu Fukuoka 2011

La seconda conferenza internazionale si svolse nel College statale The Evergreen, Olympia, Washington (USA) nel 1986 e ospitava non solo Mollison ma anche il famoso pioniere dell’agricoltura naturale Masanobu Fukuoka (autore di La rivoluzione del filo di paglia), e Wes Jackson, che nel 1976 aveva fondato il Land Institute (che svolgeva ricerche sulla agricoltura basata su piante perenni in USA).

Guy Baldwin, editor fondatore di The Permaculture Activist (lanciato nel 1985 a tuttora esistente), afferma che la conferenza fu fondamentale nel portare la permacultura all’audience mainstream negli Stati Uniti, nonostante corsi e conferenze vi fossero già stati condotti e una organizzazione come l’Istituto di Permacultura del Nord America vi fosse stato fondata.

C’è ancora una forte attività nei circoli di permacultura negli Stati Uniti, nonostante Baldwin ritenga che, in qualche modo, “il boom della permacultura nei primi anni ’80 sia stato largamente assorbito dall’attivismo in altri movimenti ‘alternativi’ come il biologico, l’agricoltura sostenibile e l’ecologia profonda.” Nondimeno, egli rammenta il gran parlare che dalla conferenza internazionale portò a molti corsi e ulteriori visite da parte di Mollison.

Al di fuori degli Stati Uniti, ci sono state conferenze e corsi in diverse località, compresa la Nuova Zelanda, il Nepal, lo Zimbabwe e la Danimarca. La conferenza neozelandese incluse il cosmologo Paul Davies e il fondatore della rivista Ecologist Teddy Goldsmith, come conferenziere.

L’ultimo raduno internazionale fu tenuto a San Paolo del Brasile (2007), con pensatori alternativi e innovativi da tutto il mondo. [Aggiornamento: nel 2015 la Convergenza Internazionale ha vuto luogo a Londra NdR]

Molti paesi oggi hanno le loro organizzazioni e pubblicazioni di permacultura, fra cui Permaculture Activist e, in Gran Bretagna Permaculture. Nonostante PIJ non esca più, la Permaculture International sopravvive, con un sito web e una directory internazionale come strumento per fare rete.

Il futuro della permacultura

Rosemary Morrow descrive la sua visione del futuro del sistema di design in un libro di prossima uscita di biografie di persone la cui storia è intrecciata con quella della permacultura.

“Oggi vedo ancora la permacultura come un prototipo. Ha appena 30 anni [Oggi 40 NdR] e continua a crescere e raggiungere la vita delle persone e prendere le forme che vuole, specialmente se pensiamo a come David Holmgrem ne ha ampliato i parametri.”

“Ricordo quando Mollison mi diceva: ‘La permacultura riguarda cose tangibili‘. Oggi vedo il tangibile incorporato nell’intangibile… la conversazione, la solitudine, le intuizioni, le riflessioni e i feedback e nuove scoperte in ogni parte del grande compendio della permacultura.”

Russ Grayson è un giornalista che ha insegnato design di permacultura, ha lavorato su progetti di sviluppo internazionale ed è attivo nel campo della sicurezza alimentare in Australia. Steve Payne è editor della rivista Organic Gardener in Australia ed è stato editor del Permaculture International Journal.

Tradotto con orgoglio da Flavio Troisi e impaginato con passione da Marco Matera

Fonte: http://pacific-edge.info/2007/07/a-short-and-incomplete-history-of-permaculture/

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