Intervista a Giuseppe Birardi

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Giuseppe Birardi Permacultura manuale
Giuseppe Birardi, MEDIPERlab – Laboratorio di Permacultura Mediterranea

Buona resilienza!

E si continua con “priscio” la presentazione di un altro amico della meravigliosa famiglia “MEDIPERlab”, e cioè uno dei ragazzi del team di traduzione in italiano de: “Permacultura: Manuale di Progettazione” scritto da Bill Mollison.

Si dice che tra l’uomo e la natura ci sia una forte connessione, che li rende simili tra loro come “esseri” viventi, poiché entrambi soggetti alle leggi della Natura. E quando si tratta di un uomo, che della natura ne fa il suo cammino di vita, allora quella forte connessione mista a similitudine puoi sentirla anche tu, semplicemente standogli di fronte.

… come le radici di un albero, è così lui. Radicato nella postura, pacato, calmo e cadenzato nel suono della voce e nelle parole. Potremmo dire, uno yogi della permacultura! E sarà coincidenza, segno o caso lui è il coordinatore del gruppo di traduzione ed anche portavoce con Ignazio Schettini del progetto, perciò una sorta di braccio destro, ma a volte anche sinistro considerando il tutto. Si, credetemi!

Quando sei di fronte a lui, è piacevole fermarsi ad ascoltarlo. Come piacevole è stata la nostra chiacchierata al telefono, per questa simpatica intervista. E sì, perché ad uno yogi, non si può dire di no!

Ascoltate le sue parole. Avrete anche voi, la sensazione di essere seduti ai piedi di un albero con le sue radici…

Chi sei, quanti anni hai, dove sei nato, dove vivi, interessi e passioni?

Sono Giuseppe Birardi, sono nato a Bari e con mia moglie Mariachiara viviamo a Palo. Ho 29 anni, appena compiti! Ho tanti interessi, soprattutto con tutto ciò che luccica e vive: natura o musica. Mi affascinano le invenzioni. Mi piace lavorare insieme, che sia qualcuno o qualcosa!

Ti piace viaggiare? Cosa porti sempre dai tuoi viaggi?

Mi piace ogni dimensione del viaggio. Soprattutto quel viaggio dove tu sei fermo e tutti il mondo si muove. Dai miei viaggi porto sempre ricordi, sensazioni che ritornano e restano nel tempo.

Che lavoro desideravi fare da bambino?

Tanti! Cambiavo spesso, ma il più ricorrente era ingegnere aeronautico militare. Più che altro, per l’avventura, l’inventiva e la spericolatezza.

E ora che lavoro fai?

Traduttore per il Manuale! Tutto ciò, richiede tempo, ovviamente per rileggere, riguardare, revisionare, relazionare. E’ tutto un ri, ri, ri e re, re, re…..

Quando ha fatto capolino nella tua vita la Permacultura?

Più o meno tre anni fa, un giorno un nel mio orto è venuto a trovarmi un mio amico, in compagnia di un suo amico francese. Ed è stato proprio lui a parlarmi della permacultura.

Com’è nata l’avventura del sogno di traduzione: “Permacultura: Manuale di Progettazione” di Bill Mollison?

E’ nato semplicemente, mentre frequentavo il corso PDC. Quel libro tra le mani, mi ha fatto ritornare indietro, a pensieri da bambino. Un brivido! Nei vari momenti di pausa, poco per volta ho iniziato a tradurre frasi e pensieri contenuti nel testo. Poi, parlando con Ignazio, ci siamo ritrovati a voler realizzare lo stesso sogno. Potrei dire, che nell’aprire il libro è partito il sogno!

Cosa ti ha spinto ad essere parte di tale sogno?

La libertà! Credo fortemente nella libertà, come forza che rende liberi altri esseri.

Un momento o un aneddoto di questi mesi di lavoro con i tuoi amici d’avventura?

Più che un momento o un aneddoto sono proprio i miei amici che porto in me. Se penso a loro, penso ai loro sguardi, alla luce dei loro occhi.

Se tu fossi una persona qualunque, che sente parlare per la prima volta di permacultura, quale sarebbe la scintilla che ti porterebbe a contribuire e a dire: “Si, anch’io voglio essere parte di tale sogno!”?

Un po’ di sana follia. La grande puntata sul numero sconosciuto!

Ben saprai, che il Manuale di Progettazione in Permacultura di Bill Mollison è considerato “La Bibbia dei Permacultori”, perciò qual è la parola o la frase che è stata una scoperta per te e che senti particolarmente tua?

La parola più importante, per me è pattern (…con voce squillante! Immagino anche, con occhi sgranati al solo pronunciarla!) Lo so, poco emozionante, è solo tecnica. Però è questa parola, che sento in modo particolare e che mi ha spinto a fare tutto ciò.

Cosa vorresti fare da grande?

Iiihhh, che domanda! Cosa vorrei fare da grande? Dedicare del tempo ad accarezzare i miei nipoti.

Ora, sei in un orto di permacultura e hai nelle tue mani un seme, chiamato sogno da realizzare. Quale sarebbe il tuo?

Ho un grande problema. Non sogno con le parole!

Quale capitolo del manuale hai tradotto con cura?

Ho tradotto il capitolo 1, altro non è che “un’introduzione alla permacultura”. Ovviamente, il capitolo 4, che riguarda “la comprensione dei pattern” ed infine il capitolo 8, che riguarda il “suolo”. E poi coordinare tutto e tutti!

Cosa diresti a te stesso in questo preciso momento?

Stai tranquillo!

Ed io* posso dire qualcosa a te?

Certo!

*Grazie “guardiano pattern”.
La tua cura è radice di un nuovo Pianeta!

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Il mio nome è Sterpeta. Nome che deriva dagli sterpi: arbusti o rami di piante stentate o secche, solitamente utilizzate per accendere il fuoco. Il mio cognome è Fiore. Beh, qualsiasi fiore possiamo immaginare, sappiamo bene cos’è avendo tenuto tutti per piacere o anche per distrazione un fiore tra le dita. E sarà uno scherzo o un segno del destino, già nel mio nome e cognome c’è sempre stato un seme di Permacultura. Ma prima che potesse germogliare, altro ha preso vita ed è cresciuto sempre più in me ed intorno a me. Ma andiamo con ordine… Sono laureata in Pittura, presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia. Nel corso degli anni ho esposto in diverse collettive, e concorsi artistici in Italia. E tra forme e colori ho dato libertà espressiva anche alla scrittura. Infatti, scrivo recensioni d’arte per diversi artisti ed in passato anche per la rivista “L’Altro” a cura della Fondazione Marina Sinigaglia di Melfi. Da anni sono socia e Referente in Puglia dell’A.I.M. Rare onlus, partecipe nell’intero territorio nazionale e talvolta anche internazionale. Ciò che ho acquisito grazie a tale associazione, mi ha vista in passato, parte attiva in altre associazioni impegnate nel sociale e nella cultura. Al di là dei vari eventi e dei tanti posti vissuti e visitati, ciò che mi ha dato tanto sono le relazioni umane, poiché attraverso lo scambio di vite e vissuti c’è vera condivisione, conoscenza e crescita. Ed io posso dire di aver imparato tanto grazie a tali incontri e da ogni persona conosciuta. Nel 2012 presso il Museo Statale Tattile di Ancona, ho partecipato a corsi formativi, dove il tatto permette di regalare un nuovo modo di sentire l’arte. Infatti, tale museo è modello di eccellenza nello scenario delle opportunità culturali per non vedenti e ipovedenti. Esperienza visibilmente toccante, potrei dire! Realizzo laboratori d’arte, tattili, sensoriali ed esperenziali per bambini, ragazzi e adulti. Laboratori tenuti nella natura. Poiché essa ci permette di ricollegarci alla parte creativa, che è presente in ognuno di noi, alimentando anche la nostra libertà d’essere. Il mio cammino nella Permacultura è iniziato nel 2015 con un PDC tenuto da Salah Hammad e Ignazio Schettini. E grazie all’intensità di tale esperienza, ho trovato una nuova dimensione d’essere. L’essenza del mio mondo, che piacevolmente incontra altri mondi. Ed ora anch’io faccio parte della bellissima famiglia “MEDIPERlab”.

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