Permacultura, birdgardening e incremento strategico della biodiversità.

Attirare più uccelli nei nostri progetti di permacultura. Un percorso possibile per la promozione di agro-eco-sistemi sani e vitali.

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Birdgardening permacultura e diversità
Birdgardening permacultura e diversità

Da contadina “naturale”, e, dieci anni fa, aspirante tale, ho trovato nella Permacultura un alleato prezioso: finalmente le scienze biologiche ed ecologiche mi sono state proposte come chiavi di lettura ed azione sensata per la gestione di attività agricole sostenibili, oltre chè della mia vita.

La Permacultura mi ha anche invitata a esplorare discipline plurime per articolare in modo sempre più efficace ed efficiente la mia rappresentazione del mondo e dei fenomeni con cui di volta in volta mi confronto, utilizzando i Principi Etici (Cura della Terra, Cura delle Persone, Equità e Ridistribuzione) e i Principi Progettuali quali punti cardinali di riferimento e orientamento.

L’agroecologia mi ha poi fornito esempi e studi specifici di riflessione e spunto, suggerendomi, ad esempio, il termine “agro-eco-sistemi” colturali (e culturali) antropici, cioè agricoli, per leggere la dinamica ricchezza (o povertà) dei sistemi di coltivazione creati e gestiti dagli esseri umani, oltre chè sottolinearne la responsabilità e il coinvolgimento.

Mi spiego.

Ballerina Bianca Birdgardening permacultura
Ballerina Bianca in volo con preda

Nel mio desiderio di riappropriarmi delle capacità di interagire con le risorse primarie da cui dipende la mia sopravvivenza, e di ri-connettermi a quella che definiamo genericamente “natura”, mi sono confrontata in primis con le esigenze di: 1) interagire con un un contesto selvatico e naturale 2) ottenere cibo e materie prime utili 3) salvaguardare la sostenibilità a lungo termine delle risorse su cui fondavo la mia sussistenza.

Per fronteggiare tali esigenze, mi sono adoperata in tutta una serie di esperienze formative ed esistenziali che in qualche modo potessero aiutarmi a capire, decidere, fare.

Pigliamosche uccello permacultura
Pigliamosche con preda

Bhè, nello scibile dell’agronomia comune, pure biologica e biodinamica, ho incontrato molteplici limiti. Non perché fossero approcci inefficaci, ma perché mi lasciavano sempre un senso di “mi manca qualcosa”.

Quando ho frequentato il mio primo PDC, ho capito. Quello che mancava era la “vision”, la visione, lo sguardo di insieme.

Ciò che invece mi proponevano le altre esperienze realizzate, erano “tecniche” e “metodologie”, per lo più elaborate e disegnate per contesti altamente artificializzati, semplificati e standardizzabili.

Una cosa che nessuno mi aveva mai detto, ad esempio, è che l’osservazione e lo studio della Natura può offrirci strumenti e strategie utili per comprendere e facilitare l’evoluzione naturale dei nostri insediamenti umani e dei nostri agro-eco-sistemi.

Cardellino permacultura
Cardellino su cardo selvatico

Molte funzioni possono essere svolte, anziché da noi, dalle macchine o da agenti chimici e industriali, da processi naturali, se ben conosciuti e facilitati (attraverso, appunto, la progettazione).

Quando mi confronto con un evento imprevisto, mi chiedo: “cosa fa la Natura in questa situazione? Con quali effetti?”. Quando desidero che avvenga qualcosa, mi chiedo: “cosa fa la Natura per generare quel qualcosa e per mantenerlo?”, e quindi: “Cosa posso fare io per aiutare la Natura ad esprimere questi processi?”

La Permacultura, le sfide agricole e le porte del Bird Gardening

Di seguito, due slides illustrate da Maria Luisa Bisognin, Architetto Docente e Progettista in Permacultura. Fate un respiro, leggetele con attenzione, senza fretta:

Permacultura biodiversità

Permacultura sistemi naturali

Alla luce di questi concetti, e nell’intento di sviluppare agro-eco-sistemi sani, resilienti e quanto più autosufficienti possibile, gran parte del nostro impegno deve essere volto a comprendere quali creature, dinamiche, fenomeni e processi naturali possono essere di supporto virtuoso ai nostri progetti.

Nella progettazione di qualsiasi sistema antropico, questo si traduce in uno studio accurato dei sistemi naturali collegati o potenzialmente collegabili ai processi di cui abbiamo bisogno.

Nello specifico, e sull’onda di queste riflessioni, mi sono dunque avviata a osservare e studiare tutto quanto fosse collegato/collegabile utilmente al mio insediamento e ai miei agro-eco-sistemi olivicoli, ortivi, fruttiferi e zootecnici, alla ricerca di sinergie (da incrementare il più possibile) e dissonanze (da contenere e limitare).

Tra gli aspetti esplorati:
1) Cura del suolo, fertilità e auto fertilità
2) Patogeni e patogenesi, di qualsiasi natura
3) Circuitazione virtuosa degli Input e degli Output di ciascun sistema

Il Birdgardening mi ha colpito per le sue potenzialità nel controllo del secondo punto, in particolare per quanto riguarda il controllo degli insetti nel sistema.
Vediamo meglio di cosa si tratta.

Che cos’è il Birdgardening?

– Letteralmente “giardino degli uccelli”, da Bird=uccello; garden=giardino.
Un sistema di conoscenze, strategie e tecniche per creare un habitat accogliente per specifici uccelli
– Nasce in ambito naturalistico, e lo scopo originale è prioritariamente didattico: ricreare, in ambienti altamente antropomorfizzati, dei siti in grado di attirare e far sopravvivere piccoli uccelli, per poterli osservare e sensibilizzare la cittadinanza ad un rapporto più vicino alla natura
Una forma di giardinaggio attenta alla vita degli uccelli
Un modo per osservare e studiare gli uccelli, un hobby gradevole e interessante
– Un modo per incrementare la biodiversità dei giardini e dei parchi

Perchè il Bird Gardening può essere utile a chi crede nella biodiversità, a chi si occupa di produzione di Cibo, e in particolare a chi si occupa di produzione di Cibo con la sensibilità della Permacultura?

I nostri “spazi aerei” sono continuamente solcati da una miriade di creature pennute di cui a malapena ci curiamo. Cambiano per numero e varietà al cambiare delle stagioni e dei paesaggi, delle pressioni antropiche per loro dannose o utili, dei cambiamenti climatici, delle rotte migratorie, dei corridoi ecologici.

Ognuna di queste creature esprime comportamenti e abitudini che possono integrarsi costruttivamente o distruttivamente con i nostri sistemi colturali: conoscerli ci permette di capire come progettare in modo sempre più integrato, efficiente, efficace.

Reciprocamente, anche le nostre scelte e il nostro agire possono essere più o meno integrati/integrabili con tale ricchezza di biodiversità; prenderne coscienza e decidere di conseguenza è un passo importante per il nostro percorso di Progettisti in Permacultura.

Uno sguardo anche al mondo dell’avifauna e del Bird Gardening può offrirci molte opportunità in più di utilità, bellezza e piacere, e regalare alla Terra, nostro primo committente, un ulteriore attenzione.

Nell’ambito, ad esempio, del controllo della mosca olearia, su cui sto lavorando da 4 anni, credo davvero che escludere questa strada sia un peccato e una gran perdita di aiuto gratuito.

Ad oggi non si reperiscono facilmente informazioni utili alla fruizione progettuale (ad esempio l’incrocio tra informazioni quali: tipo di uccello/stazionamento stagionale/abitudini ed esigenze alimentari, ecc.) di tale pratica, e ogni progettista dovrà provvedere a reperirle di sua iniziativa.

Il Bird Gardening:

Aiuta a conoscere meglio e in modo mirato parte dell’avifauna che abita i nostri luoghi e i processi ecosistemici ad essa connessi
– Se ben gestito, può contribuire al controllo degli insetti e all’adozione di strategie mirate di difesa
Sviluppa la conoscenza e le capacità di interagire non solo con il “coltivato”, “domestico”, ma con le energie, le creature e la forza del “selvatico”
Promuove biodiversità
Scoraggia l’uso di fitofarmaci e pesticidi, cercando invece strategie “vive e vivifiche” di interazione con le sfide della coltivazione

In pratica, in cosa consiste il Bird Gardening?

– Allestire spazi in grado di soddisfare le esigenze di Cibo, Acqua, Ripari e Nidi degli uccelli che si vogliono “invitare” a frequentare i nostri luoghi.
– Metter in opera strategia di dissuasione per uccelli “molesti”
– Ogni specie ha le sue preferenze, esigenze e abitudini; ogni luogo ha le sue predisposizioni e necessità. In base all’analisi di questi due aspetti, si definiscono gli interventi.

Possiamo sintetizzare così le connessioni tra Agricoltura e Bird Gardening:

– Ovviare alla perdita di biodiversità
– Alimentare sistemi e agro-eco-sistemi sani e salubri
Il clima sta cambiando, le strade sono essenzialmente due: accanimento farmacologico o integrazione e adattamento eco-sistemico, attraverso una progettazione consapevole e una conduzione flessibile

Qualche esempio

Di seguito alcune varietà di uccelli comuni che possono essere di interesse, e da cui si può partire per iniziare un proprio percorso di Bird Gardening.

L’elenco è brevissimo, e vuole servire esclusivamente da primo spunto, facendo riferimento a specie comuni proprio perché è da quelle che è più facile partire iniziando ad approfondirne la conoscenza.

Lo Scricciolo

scricciolo permacultura
Lo scricciolo

Dimensioni e peso: 10cmx12gr.
Prevalentemente stanziale. Curiosissimo e vorace, vive prevalentemente in località umide e abbondanti di cespugli e alberi.
In generale, ama le zone fresche e ombrose, in collina o in montagna, vicino a corsi d’acqua con cespugli, alberi e massi sparsi. Si nutre di insetti, bruchi, vermi e piccoli ragni che trova sulle foglie; in inverno non disdegna qualche bacca.

La Ballerina Bianca

ballerina bianca permacultura
La ballerina bianca

Dimensioni e peso: 20cmx35gr
Parzialmente stanziale. Predilige i luoghi aperti e in cui siano presenti specchi d’acqua, poiché è qui che la Ballerina bianca va a caccia di insetti. Si nutre prevalentemente di insetti, ragni e piccoli molluschi e si avvicina spesso alle case.

L’accoppiamento avviene tra aprile e agosto. Il nido – una coppa di erbe rifinita con lana, peli e piume – viene accuratamente nascosto in anfratti naturali e artificiali: ripe, scarpate, argini, edifici, fori nei muri o nei tronchi, ma anche al suolo.

L’Upupa

Upupa permacultura
L’upupa

L’upupa è lunga tra i 25 e i 29 centimetri e ha un’apertura alare che sfiora il mezzo metro (44 – 48 cm).
Il piumaggio è inconfondibile, marrone molto chiaro nella parte superiore e a strisce orizzontali bianco-nere nella parte inferiore. È amante dei luoghi secchi, semi-alberati caldi e assolati: la si può incontrare presso boschetti o frutteti o lungo strade sterrate dove spesso si concede bagni di polvere. Il tradizionale paesaggio agricolo dei versanti vallivi esposti a sud, con un mosaico di filari d’alberi, campi terrazzati, prati e vigneti, è ideale per l’Upupa. È presente anche nelle zone verdi delle città. Si nutre di larve di invertebrati, grossi insetti, molluschi e ragni. Nidifica nelle cavità degli alberi, negli anfratti di rocce o di manufatti quali muri a secco o edifici rurali. Il nido emanerà inoltre un gran fetore in quanto non viene mai pulito dai rifiuti e dal liquido maleodorante emesso dall’uropigio di madre e piccoli. Questo fetore serve per tener lontano i predatori e per attirare contemporaneamente gli insetti di cui l’upupa si nutre. La nidificazione avviene generalmente in ambienti alberati ma non umidi e le uova bianche e grigie, da quattro a sette, vengono deposte alla fine di aprile o ai primi di maggio.

La Cinciallegra

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La cinciallegra

Dimensioni: 15cmx21gr
Vorace e adattabile, preda ragni, larve, api e mosche, e non disdegna semi, frutta e bacche. Prioritariamente stanziale. Nidifica nelle cavità protette degli alberi, dei muri e nei nidi artificiali, costruendo il nido con muschi, peli e piume e si riproduce tra aprile e maggio; frequenta ambienti semi-alberati quali margini di boschi, frutteti, campi con filari d’alberi, giardini e parchi urbani. Predilige le basse altitudini, come le zone collinari e pianeggianti.

L’Assiolo

Assiolo permacultura
L’assiolo

L’Assiolo è lungo appena 18-21 centimetri. E’ un piccolo rapace notturno migratore. In Europa, la specie mostra un areale limitato essenzialmente alle regioni circummediterranee, dalla Spagna alla Grecia, fino alla Russia centro-meridionale e all’Africa settentrionale. Nei sei mesi dell’inverno europeo, l’Assiolo si trattiene nelle savane africane, ad eccezione delle popolazioni dell’Europa meridionale che mostrano un comportamento in gran parte stanziale. Di giorno, l’Assiolo si rifugia su grandi alberi. Di notte va a caccia, cibandosi soprattutto di insetti: cicale, cavallette e maggiolini sono fra le sue prede prevalenti, ma si nutre anche di lombrichi e – se pure solo occasionalmente – di piccoli uccelli, rospi, topi o altri piccoli mammiferi.

La Rondine

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La rondine

E’ lunga circa 18-19 cm, con un’apertura alare di 32-35 cm e un peso variabile tra i 16 e i 25 grammi. Vorace insettivora e instancabile migratrice (può percorrere fino a 11mila km per raggiungere i luoghi di svernamento). Uno dei principali fattori che hanno determinato il declino della specie, a partire dagli anni Settanta, è stata certamente la minore disponibilità di insetti, dovuta al sempre più intensivo uso di pesticidi. Sono stati determinanti anche i cambiamenti nelle strutture agricole, che hanno visto un generale ammodernamento. Le stalle tradizionali infatti stanno scomparendo, sostituite da grandi capannoni che ospitano centinaia di bovini. Al loro interno il clima è secco, non vi sono finestre o passaggi e spesso non vi è nessun appoggio per il nido: tutti fattori che allontano la Rondine e non ne favoriscono la nidificazione. Tra gli elementi indispensabili per la riproduzione della Rondine, oltre a un’abbondante disponibilità di insetti, c’è dunque un generale mantenimento della biodiversità – compreso il bestiame domestico – la cui perdita rappresenta una grave minaccia per una buona conservazione della specie.

Il Pigliamosche

Pigliamosche birdgardening14 cm x 16 gr si riproduce da metà maggio a metà luglio, costruendo un nido a forma di ciotola all’aperto, ma occupando volentieri anche nidi artificiali, purché aperti. Sverna in Africa. Ama le superfici aperte con una discreta quantità di alberi sparsi. Si nutre di insetti volanti che cattura partendo da un opportuno posatoio.

Da dove iniziare?

Certamente il primo passo è l’osservazione dell’esistente. Quali uccelli popolano spontaneamente i nostri luoghi? Iniziamo a conoscerli, studiare le loro abitudini. Tra loro, quali ci sono più preziosi? Sono già in numero e frequentazione abbondante o possiamo fare qualcosa per migliorarne la permanenza?

Cintura Anti Predatori
Cintura Anti Predatori per nidificazioni naturali e artificiali.

Possiamo, ad esempio, moltiplicare la disponibilità di cibo e di riparo (soprattutto attraverso la piantumazione di siepi e/o isole ecologiche “ad hoc”), approntare siti speciali per la nidificazione, o provvedere a proteggere e rendere ancora più “comodi” i siti naturalmente scelti dagli uccelli oggetto della nostra attenzione.

Di seguito, esempi di nidi artificiali; quelli a cassetta aperta sono adatti a Ballerina Bianca, Scricciolo, Merlo, Pigliamosche, Codirosso, Pettirosso, mentre a cassetta chiusa sono colonizzabili da: Cince, passeriformi, Codirossi.

nidi artificiali permacultura
Esempi di nidi artificiali

Lo studio potrà generare molteplici esempi e modelli di nido artificiale più adatto alle specie che si vorrebbero veder aumentare nei nostri luoghi.

ballerina birdgardening permaculturaMolta attenzione dovrà essere data anche alla disponibilità di acqua e alla modalità di accesso (vedi ad esempio abitudini della Ballerina Bianca), oltre chè alle configurazioni vegetazionali in grado di offrire un habitat confortevole.

Il cibo potrà essere fornito/incrementato direttamente e/o indirettamente; nel primo caso predisponendo stazioni di alimentazioni artificiali, nel secondo attraverso la creazione di “isole di biodiversità” specificatamente realizzate, che possano produrre bacche, rifugio per gli uccelli come pure per gli insetti da loro appetiti, ombra, protezione dai venti e dai predatori, eccetera.

Conclusioni

Dopo questa breve digressione sulle potenzialità del Bird Gardening, spero di avervi incuriosito e invitato a osservare più da vicino queste colorate, volteggianti e canore creature.

Esattamente come le piante e gli insetti, anche loro possono esserci utili indicatori biologici del nostro ambiente e preziosi alleati.

Chi volesse approfondire l’argomento, può intanto sfogliare il sito http://www.uccellidaproteggere.it/, uno tra i più completi che mi sia capitato di incontrare. Per ogni specie censita, è disponibile anche il canto, che potrete ascoltare e provare a riconoscere.

Tra le associazioni che si occupano di avifauna, la più importante e attiva è la LIPU, Lega Italiana Protezione Uccelli. E’ presente in tutta Italia e ha al suo attivo una molteplicità di studi e ricerche scientifiche molto interessanti e serie. Tra l’altro, è una delle poche associazioni ambientaliste che si è occupata anche di agricoltura, evidenziando il ruolo cruciale dell’agricoltura nel sostenere od ostacolare equilibri ambientali preziosi per la sopravvivenza della vita e la tutela delle risorse primarie. Potrete cercare le sedi più vicine alle vostre zone e chiedere consulenze e suggerimenti.

Nello specifico e nei limiti della mia esperienza, spero di avervi fornito qualche indicazione utile, piacevole e nuova, per esser sempre più abili alleati di noi stessi, del nostro Pianeta e di tutte le sue creature.

AugurandoVi buon viaggio, buona Vita e buoni sorrisi, a presto,

Primiana

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