Salvare il pianeta nel bagno di casa

Pietro Zucchetti ci descrive come sia possibile risparmiare acqua potabile con una corretta gestione delle feci umane. Le compost toilets o toilette compostanti possono essere una valida soluzione per la rigenerazione del nostra pianeta.

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Compost toilet toilette
Compost toilet di Rob Greenfield

Ogni giorno, sprechiamo 22 litri di acqua potabile nello scarico dello sciacquone. Secondo le statistiche una persona tira l’acqua in media 2500 volte l’anno. Questo comportamento collettivo da un parte riduce la disponibilità di acqua potabile, dall’altra inquina sia i corsi d’acqua dolce che i mari e gli oceani. Ci sono diversi sistemi per conservare l’acqua potabile, ad esempio la gestione di toilette a secco (cioè senza l’uso dell’acqua) comunemente note come compost toilets. Se evitiamo che le acque di scarico siano rilasciate nei sistemi di acqua dolce come torrenti, fiumi e laghi, potremo migliorare la salute dei corsi d’acqua, riducendo l’impatto dei nostri rifiuti umani sul ciclo idrogeologico e, di conseguenza,  aumentando la disponibilità di acqua potabile in tutto il mondo.

I fatti

Con un allarmante aumento della popolazione è drammaticamente aumentato lo scarico di acque reflue nei corsi d’acqua dolce. Abbiamo un disperato bisogno di ripensare la nostra cultura sulla gestione dei nostri servizi igienici e le nostre relazioni con le feci che produciamo.

Alcune cifre

Le persone che non hanno accesso ad acqua potabile sono 1,2 miliardi. La percentuale di famiglie al mondo che sono costrette a uscire di casa per prendere l’acqua è del 67%. L’aumento delle forniture di acqua potabile del mondo entro la metà del 21° secolo è dello 0%. La quantità di acqua che gli americani usano tutti i giorni è di 340 miliardi di galloni (1545 miliardi di litri). Nel 1997 negli Stati Uniti, l’inquinamento ha provocato almeno 4.153 chiusure di accesso alle spiagge, il 69% delle quali sono state causate da un elevato inquinamento batterico in acqua. L’UNEP (United Nations Environment Program) cioè il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente mostra che oltre 800 milioni di persone che vivono lungo la zone costiere dell’Asia meridionale non hanno servizi igienici di base, esponendo le persone ad alto rischio di malattie e morte per via delle acque reflue. 25 milioni di persone muoiono ogni anno per malattie legate all’acqua inquinata, il 60% di loro sono bambini.

Fonte: (Der Spiegel,May 25,1992. Annals of Earth,Vol.8,N.2,1990.US EPA (1996) Waste water Treatment: Alternatives to Septic Systems, US Environmental protection agency, Region 9, Drinking Water Program.)

Nel mondo occidentale, noi defechiamo sull’acqua potabile purificata, la inquiniamo, tiriamo l’acqua senza sapere dove vada, non ci interessa. Questa è la nostra cultura e il rapporto con i nostri escrementi. Il problema è che anche dopo che l’acqua contaminata viene trattata negli impianti di purificazione delle acque reflue, resta inquinata con alti livelli di cloro, nitrati, farmaci, prodotti chimici ecc.

Quindi, l’acqua “depurata” viene rilasciata nell’ambiente.

Le soluzioni

Ci sono diversi modi per una corretta gestione delle feci umane:

• Smaltire le feci come materiale di scarto.
• Usarle “fresche” come fertilizzante su un terreno agricolo.
• Farle compostare lentamente per un lungo periodo di tempo
• Usarle per il cosiddetto compostaggio termofilo, che prevede la produzione di microrganismi termofili durante il processo di compostaggio. Tali batteri e funghi distruggono gli agenti patogeni, trasformando le nostre feci in humus utilizzabile in agricoltura.

Gli ultimi due modi sono utilizzati nei servizi igienici senz’acqua o compost toilets.
Secondo J.I. Rodale: “Il compost è più di un fertilizzante o di un agente di guarigione delle ferite del suolo. Si tratta di un simbolo di vita continua […] Il compostaggio è per il giardiniere biologico ciò che la macchina da scrivere è per lo scrittore, la pala per il bracciante, e ciò che il camion è per il camionista. ”
(Rodale J.I. (1960),The complete book of composting,Rodale Books inc.,Emmaus,PA.)

compost toilet autcostruito
Compost toilet autocostruita preso Landamatters, South Devon UK

I vantaggi del compostaggio:

1. Arricchisce il suolo (la fertilità e la produttività migliorano, aumenta la ritenzione idrica)
2. Riduce l’inquinamento (riduce la produzione di metano nelle discariche, riduce la produzione di acque reflue)
3. Combatte l’inquinamento esistente (degrada sostanze chimiche tossiche, si lega i metalli pesanti)
4. Rigenera il suolo (aiuta la riforestazione, ripristina le zone umide danneggiate)
5. Distrugge gli agenti patogeni (distrugge i patogeni umani, vegetali e riduce le malattie del bestiame)
6. Fa risparmiare denaro (utilizzato per la produzione di cibo, elimina i costi di smaltimento dei rifiuti, può essere venduto)

(U.S. EPA (October 1997). Compost new applications for an age old technology.)

Cosa è una compost toilet

Una compost toilet è una toilette dove ha luogo il compostaggio. La camera di compostaggio si trova sotto la toilette. Ci sono altri servizi igienici che hanno dispositivi di raccolta in cui le feci umane sono temporaneamente depositate e in seguito rimosse in un luogo diverso per il compostaggio. Questo tipo di servizi igienici sono componenti differenti di una gestione delle feci senza l’uso di acqua, ma possono essere chiamati a loro volta compost toilet.

I sistemi di toilette compostante possono essere suddivisi in due gruppi, a seconda della temperatura che si sviluppa durante la fase di compostaggio.

Il primo gruppo è rappresentato dalle toelette di compostaggio di tipo termofilo o hot compost toilets dove il compost arriva a raggiungere una temperatura di 60-70 gradi centigradi.

Il secondo gruppo racchiude tutti compost toilets che producono compost a bassa temperatura per un lungo periodo di tempo. Di solito questi modelli commerciali e in alcuni casi autocostruiti, possono essere chiamati “mouldering toilets“.

multrum compost toilet
Multrum Toilet. Fonte http://www.weblife.org

I compost toilets sono molto popolari in Scandinavia a partire dagli anni Sessanta e in Norvegia solo nel 1975 si sono avuti ventuno diversi modelli. Poiché non utilizza l’acqua, la compost toilet non ha bisogno di essere allacciata alla rete idrica.

Una sola persona che utilizza una compost toilet chiamato Clivus multrum produrrà 40 kg di compost e un risparmio di 25.000 litri di acqua in un anno. La gestione delle toilette a secco (dry toilette) può ridurre il consumo di acqua per uso domestico di circa 151.423 litri l’anno, questo è molto significativo se si considera che solo il 3% dell’acqua totale della Terra è formata da acqua dolce e il 66% di essa è si trova nelle calotte di ghiaccio.

Se per assurdo le calotte polari si dovessero sciogliere, tutta l’acqua dolce contenuta verrà persa in mare per diventare acqua salata.

Rybczynski,W. Et al. (1982),Appropriate technology for water supply and sanitation-Low cost technology options for sanitation. A sate of the art review and annotated bibliography,World bank,Transportation and Water Department.)

Riferimenti sito-bibliografici

Urban agriculture notes.
http://www.cityfarmer.org/CFcomposttoilet.html#toilet:

Eco-flo
http://www.ecoflo.net.au/

Wikipedia-composting toilets
http://en.wikipedia.org/wiki/Composting_toilet

EXUP inc.
http://www.exupinc.com/pages/solutions/water-management/composting-toilets.htm

Nature loo
http://www.nature-loo.com.au/

Envirolet composting toilets
http://www.compostingtoilet.org/news/

Water.org
http://water.org/learn-about-the-water-crisis/facts/

Chemicallygreen.com
http://chemicallygreen.com/world-toilet-day/

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Pietro Zucchetti è il fondatore e coordinatore dell'Istituto Italiano di Permacultura. Ha esperienza nella progettazione di sistemi di permacultura urbana e, nel suo podere in Italia, "The Rainbow Tree" progetta e vive applicando i principi di progettazione. Pietro vanta un ventaglio di corsi di formazione in diverse discipline legate alla permacultura come: agricoltura rigenerativa, forest garden, gestione forestale sostenibile, ceduazione, potatura alberi da frutto antichi, l'apicoltura e l'arboricoltura. Ha conseguito una laurea in Scienze Ambientali e il Diploma in Design di Permacultura Applicata. Inoltre è annoverato nella rosa del docenti del Permaculture Research Institute of Australia. Pietro si dedica alla progettazione e la gestione di piccole aziende agricole di permacultura e alla ricerca di come una famiglia possa diventare autosufficiente avendo a disposizione spazi ridotti. Utilizza un approccio di agricoltura rigenerativa coniugato con l'agricoltura naturale. Vive con la sua famiglia in Italia, nella sua proprietà totalmente permaculturale.

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