Intervista a Robin Clayfield in dodici domande

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Robin Clayfield Francesca Simonetti
Robin Clayfield. Credits: https://youtu.be/6J8IL-oLYYE

1. Che cosa significa per te la Permacultura?

La Permacultura per me significa speranza e positività per la vita di ogni persona, le nostre comunità e il nostro mondo. Significa progettare e usare una serie di principi di buon senso basati su come la natura fa le cose, ovvero ispirandosi ai modelli naturali. La Permacultura ci sostiene nel progettare differenti ambienti viventi quali orti, sistemi agricoli e urbani, edifici ma anche ambienti sociali, quali luoghi per incontri, gruppi e organizzazioni.

2. Quando hai incontrato la Permacultura per la prima volta, e in quali circostanze ?

Ho fatto il mio primo PDC (Corso di progettazione in permacultura) nel 1983, allora avevo circa 25 anni.

In quel periodo mi ero ritirata dal “mainstream” della società poiché ero piuttosto depressa di come stava andando il mondo e non sentivo proprio di appartenerci. Vivevo ai margini della foresta pluviale nel nord del Nuovo Galles del Sud (NSW) in Australia e cercavo di coltivare il mio cibo.

Scovai una pubblicità di un corso di permacultura per sole donne, il corso era stato “pensato” per equilibrare i generi in Permacultura, poiché la maggior parte dei partecipanti dei primi tre corsi svolti in Australia, erano uomini. Questo era il quarto corso di progettazione.

E’ stato un corso fantastico che mi ha aiutata ad trovare una prospettiva positiva nei confronti della vita e del futuro.
Sono stata una delle prime donne che si è dedicata all’insegnamento della Permacultura e sono molto felice di avere portato in questo ambito la presenza femminile, che allora è pressoché inesistente.

3. Cosa ti piace di più della Permacultura ? Riguardo la tua professione?

La permacultura mi aiuta a trasformare i problemi in soluzioni. Vedere le cose che succedono nel mondo, nella mia comunità, nella città locale, nel giardino che necessitano aiuto, una ventata di cambiamento, qualcosa da fare. Amo la Permacultura perchè emula la natura e i sistemi naturali, perché considera e progetta per i bisogni delle persone, dell’ambiente e per un mondo positivo.

4. In quale campo specifico della Permacultura stai lavorando principalmente?

Insegno Permacultura sin dalla fine degli anni ’80, mentre dal 1992 formo insegnanti, facilitatori e leaders di gruppi nel campo dell’apprendimento creativo e interattivo e nei lavori di gruppo, con dei metodi che fanno funzionare meglio e con maggiore armonia e vitalità i gruppi stessi.

Mi capita ancora di partecipare ai PDC, soprattutto come invitata speciale, ma ora la mia passione va soprattutto verso quella che oggi viene definita: Permacultura sociale.
Oltre ad insegnare agli insegnanti metodi educativi non formali, a svolgere corsi di Permacultura sociale e altri corsi brevi, svolgo consulenze per gruppi, organizzazioni e comunità intenzionali che sostengo nei processi di governo/gestionali, decisionali, di team building così come nella creazione di scenari e visioni future e positive, progettazione partecipata e risoluzione dei problemi.

5. Per favore ci puoi illustrare alcuni esempi di progetti in cui sei stata coinvolta?

Sono stata una parte fondamentale di alcuni dei progetti partecipati della comunità intenzionale in cui vivo “Crystal Waters Permaculture Village”, un ecovillage nel sud est del Queensland.
Uno di questi è stato quello di progettare come comunità il nostro primo edificio utilizzando i soldi rimasti nel nostro fondo di sviluppo comunitario.
Ho anche partecipato al processo progettuale del centro commerciale che doveva essere costruito nel villaggio vicino al nostro ecovillaggio.
Probabilmente i miei progetti più grandi sono stati quelli svolti nell’ambito della mia impresa sociale, grazie cui organizzo, pianifico e agevolo da oltre 28 anni, centinaia di corsi, laboratori, eventi, tour, bancarelle e attività varie. Ho anche prodotto e pubblicato libri, manuali formativi e risorse in oltre 70 paesi in tutto il mondo.
Mio figlio, ora adolescente, è stato da me istruito a casa durante i 5 anni delle superiori, coinvolgendo anche Permacultura e tante altre attività di educazione alla vita. Eravamo una grande squadra.

6. Hai scritto dei libri sulla Permacultura?

Si e anche auto-pubblicati. Un grande progetto che mi ha preso molta energia. Ognuno è stato come un nuovo nato.

7. Se si, quando hai scritto il tuo primo libro? Cosa ti ha ispirata a scriverlo?

Il primo l’ho scritto nel 1995 con Skye (il mio partner di allora). L’abbiamo intitolato: “Il manuale per insegnare creativamente la Permacultura”. In questo libro proponevamo, per la prima volta, un nuovo modo di insegnare la Permacultura, secondo metodi educativi pionieristici, cosa che non era mai avvenuto prima del 1990, anno in cui abbiamo iniziato ad insegnare con metodi non formali. Fino ad allora, la Permacultura era sempre stata insegnata con modalità standard di tipo cattedratico. Abbiamo scritto questo perché molte persone che avevano fatto i nostri PDC o che avevano sentito parlare di ciò che stavamo facendo volevano formarsi con noi, farci scrivere alcuni dei processi che abbiamo usato e le nostre idee.

Ho scritto il mio primo libro da sola nel 1996, dal titolo “You Can Have Your Permaculture and Eat It Too” a seguito delle richieste di persone che volevano le mie ricette.

Il pretesto è stato anche quello di trascrivere tutti i miei appunti per fare un libro finalizzato ad insegnare come creare un giardino per i cuochi, un libro di ricette per giardinieri e un libro di Permacultura per tutti.

Nel 1993 abbiamo sviluppato il primo “Permaculture Principles Card Game” (carte da gioco con i principi di Permacultura), un ‘Soil Roleplay Kit‘ e altre risorse per gli insegnanti di Permacultura, seguito da un ‘Patterns in Nature Card Game‘ (Carte da gioco con modelli di natura).

Più recentemente ho creato i seguenti prodotti: “Creative Community Governance and Decision Making Resource Kit” (con tutta una serie di proposte creative per gestire creativamente comunità e gruppi e per prendere decisioni insieme), “Seeds for Change” CD (un CD con proposte per attivare e sostenere processi di cambiamento), Group Agreements Kit” contente strategie varie su come prendere accordi, un nuovo gioco “Permaculture Principles Card Game” e le carte “Creative Process Wild Card“.
Sento di avere molto da condividere, tutto quello che ho imparato e sperimentato nella mia vita, un grosso tesoro da ridistribuire, proprio come contemplato da una delle etiche della Permacultura: “ridistribuzione equa“.
Attualmente sto scrivendo la mia metodologia di apprendimento e lavoro di gruppo sviluppate nel corso degli anni, in una serie di libri che includeranno centinaia di processi, attività, materiali e informazioni.

8. Cosa sono I “Gruppi dinamici/Dynamic groups”?

Dynamic groups” è il nome che coniai qualche anno fa per dare il titolo ai miei corsi che in genere chiamavo “Corso avanzato di Permacultura per insegnanti e facilitatori creativi”. A questo corso, erano interessate anche persone al di fuori della Permacultura, che volevano apprendere gli strumenti, i processi e la mia esperienza in questo settore.
Gruppi Dinamici” mi è sembrato essere un nome breve che avrebbe attirato le persone. E’ come se parlasse da sé ed inoltre è uno cambio rispetto a “Dynamics Group” che il termine comunemente usato.
Quindi, i gruppi dinamici trattano soprattutto le dinamiche di gruppo, il come creare gruppi vitali in cui tutti i membri si sentono inclusi, coinvolti, potenziati e autorizzati a fare il meglio per se stessi, il gruppo e il processo di apprendimento.

9. Che cosa porta di nuovo questo corso alle comunità, gruppi ed individui?

Ci sono molti validi metodi di apprendimento e processi di lavoro in gruppo nel mondo.
E’ stato osservato da diverse persone, che la mia metodologia “Dynamic Groups, Dynamic Learning” combina insieme il meglio di tutto ciò ed in più, aggiunge ed integra l’etica e i principi della Permacultura, utilizzati per progettare intenzionalmente il gruppo e l’ambiente di apprendimento.

Questa metodologia enfatizza “l’empowerment“ personale e del gruppo, i metodi interattivi e collaborativi oltre ad un immaginabile creatività.

10. Cosa viene insegnato? E a chi si rivolge?

Il corso, molto completo, copre i vari metodi di apprendimento e la teoria che ci sta dietro, approfondisce la metodologia proposta da “Dynamic Groups, Dynamic Learning” che utilizza molte attività e applicazioni pratiche – esperienziali.
Gli argomenti includono, temi riguardanti le modalità e gli stili di apprendimento, la creazione di una dinamica di gruppo, il creare fiducia, l’utilizzo e la progettazione di processi creativi, il come accelerare l’apprendimento, il rompere il ghiaccio, l’energizzare, la scatola degli attrezzi, la pianificazione di una sessione, il tempo necessario per un corso o un evento, le risorse necessarie, il creare fiducia in se stessi, la risoluzione di problemi, la trasformazione dei conflitti, la valutazione, la revisione e molto di più.

Questo corso ispira e potenzia positivamente le persone, aumenta le abilità personali, la fiducia a condurre e facilitare gruppi, ad insegnare in qualsiasi contesto ci si trovi in modo creativo ed interattivo.

E’ un corso rivolto a: facilitatori, insegnanti, formatori, leaders, agenti del cambiamento, a coloro che lavorano nella e per la cooperazione, che vivono e che lavorano in/con ecovillaggi e comunità, che operano nel settore della cura delle persone, sostenibilità, nel movimento delle città di transizione, chi lavora in progetti sociali, chi vuole apprendere la facilitazione per sentirsi più confortevole ed efficace nel condurre i gruppi, chi si occupa e studia le tematiche di genere, agli uomini e donne di affari interessati/e ai processi di community e team building.

11. In che modo questo corso può aiutare le comunità i gruppi in genere e gli individui

Questo corso ispira e potenzia positivamente le persone, aumentando le abilità e la fiducia a condurre e facilitare gruppi, ad insegnare in qualsiasi contesto ci si trovi in modo creativo ed interattivo.

12. Come potrebbe questo corso aiutare le comunità, i gruppi in generale e gli individui?

Questo corso inspira e consente ai partecipanti di aumentare la loro capacità e fiducia nel guidare e facilitare gruppi, presentare corsi e workshop e insegnare in qualsiasi contesto in modo più creativo e interattivo. Aggiunge molti altri strumenti, attività e idee alla casella degli attrezzi del buon facilitatori in modo da supportare con successo un gruppo in apprendimento. Attraverso la facilitazione i gruppi prosperano in maniera più dinamica, lavorano meglio insieme, raggiungono ciò che si erano prefissati in tempi più rapidi, hanno risultati più coinvolgenti. Durante questo corso le persone tendono a divertirsi e ad avere un miglior rapporto con sè stessi durante tutto il processo che li aiuta a rimanere coinvolti e motivati. In generale c’è più positività e meno conflitti.

Per il prossimo corso Dynamic Group and Dynamic Learning in Italia
https://www.facebook.com/events/189634614859691/

https://naturedesignsjohnfranci.com/corsi/

Leggi l’Intervista alla pioniera della permacultura Robin Clayfield di Richard Telford

Leggi l’articolo Chi è Robin Clayfield? di John Button

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Francesca Simonetti, Agronoma, Counselour e progettista in Permacultura. Incontra la Permacultura nel 2007, al ritorno da Auroville, Tamil Nadu, India, dopo un’esperienza di tre mesi trascorsi in questa comunità. L’incontro con la Permacultura, che coincide con la conoscenza di John Button, diventato suo partner professionale e di vita, è, per Francesca, fonte di gioia e ricchezza. “La possibilità di integrare i tanti interessi sentendosi bene in questa diversità, un grande contenitore olistico”, Francesca considera l’incontro con la Permacultura. Francesca, è anima ecclettica, infatti, oltre ad essere interessata all’agricoltura e a metodi costruttivi più sostenibili, è appassionata anche agli aspetti sociali (Permacultura sociale), alla gestione creativa dei gruppi e all’integrazione della diversità. La sua esperienza in campo professionale inizia nel periodo universitario (circa 30 anni fa) con enti pubblici e soggetti privati, nell’ambito della gestione e progettazione del verde ornamentale, la difesa fitosanitaria, il monitoraggio di malattie in campo agrario e forestale, l’educazione ambientale, laboratori creativi con e per bambini e dal 2008 si arricchisce con la Permacultura. Dal dicembre 2016 è iscritta al 1° anno della scuola Arte del Processo e Democrazia Profonda. In Australia li aspetta il progetto Sundari, una proprietà condivisa di 33 ettari, trasformata da prato pascolo in una ricca e resiliente foresta sub-tropicale, dove nel 2018 inizieranno a costruire la loro casa. NatureDesigns, di John e Francesca, nome dato alla loro attività professionale, Francesca e John collaborano insieme nell’insegnamento e nello svolgimento di progetti.

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