Affinchè in permacultura noi siamo uno, siamo uno, siamo uno…

Siobhan Macmahon, scrittice, poetessa, facilitatrice di Permacultura ci conduce lungo le rime della poesia della della Conferenza Internazionale di Permacultura 2015.

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IPCUK2015 pesia permacultura

Durante la IPCUK 2015, la conferenza internazionale di permacultura a Londra nel settembre 2015, mi ha colpito il fatto che abbiamo terminato i lavori con un esperimento singolare: una performance collettiva di permapoesia.

poesia permaculturaChi ha lanciato l’iniziativa è stata Siobhan Macmahon, scrittice, poetessa, facilitatrice “con una particolare passione per la letteratura, la vita e la parola parlata”.

Siobah ha raccolto le parole di tutti i partecipanti alla Conferenza. Chiunque poteva scrivere delle parole liberamente sui fogli di carta e di cartoncino. Le parole venivano esposte nel pianerottolo del primo piano dell’edificio della Conferenza come una galleria di parole, le parole di speranza e di dolore dei partecipanti.

Alla fine della Conferenza Siobhan e il suo gruppo di lavoro hanno assemblato quelle parole, ne hanno fatto una poesia, la poesia della Conferenza Internazionale di Permacultura 2015.

Tutti abbiamo avuto il piacere non solo di ascoltare quelle parole dalla bocca di Siobhan ma anche di recitare la permapoesia in 10 lingue differenti.

Per sapere cosa sia realmente successo vi consiglio di mettervi comodi, aprire i vostri cuori e godervi il video sotto. Se poi siete in momento fenologico di particolare germinazione, guardate il video fino alla fine e ripetete le parole della Poesia della Conferenza Internazionale di Permacultura 2015 in tutte le lingue che conoscete.

Come ha detto lei stessa durante il suo intervento finale alla conferenza: “Sono stata allo stand della poesia che si trova al primo piano, ho incontrato alcune persone straordinarie che sono venute per condividere le loro parole di dolore e di speranza e a quanto pare le parole di speranza sono in numero maggiore di quelle di dolore. Così ho creato una poesia mettendo insieme le parole dei partecipanti alla Conferenza Internazionale di Permacultura 2015.

IPCUK2015 pesia permacultura

Queste non sono le mie parole, queste sono le parole che avete scritto e messo al muro e le parole che ho sentito in varie sessioni differenti.”

La poesia quindi è stata trascritta su dei fogli grandi, e ha accompagnato la Convergenza Internazionale di Permacultura 2015 durante i giorni successivi.

Ecco sotto la traduzione in Italiano.

We cannot unknow what we know to be the truth. The fear we hold. This sweet life poisoned at the well.

Mother earth cries out in grief, our tears water the ground. Creation denied.

The hungry and the starving and the locked in mind sets the tree-less spaces and the swirling of the plastic waste, no more, no more, no more.

We are breaking all the rules. There is a revolution going on. There is a revolution going on.

Empower the women, educate the youth. For this is the time of the great Remembering.

Return again to the land of your soul and you can tell the riders from the apocalypse they can piss off home.

We are changing the story, hearts beating in rhythm of the earth, she is showing us her ways earth is mirth, earth is lover, hear me she cries as I sing and laugh, rising and falling in rhapsody, who will hold my heart?

For we are one, we are one, we are one.

We’re breaking all the rules. There’s a revolution going on there’s a revolution going on. Empower the women, educate the youth.
For this is the time of the great Remembering.
Return again to the land of your soul, and you can tell the riders from the apocalypse they can piss off home.

Oh this sweet life, in the quiet hinterland of the spirit, a small light is shining, getting brighter.

Gaia’s abundance is feeding us all, the heritage of Africa has been restored.
The rights of (inaudible) for youth.
At last a consciousness of stones.
Oh this sweet life, four and a half billion years of it.

The great awakening starts with small steps. The circles we walk leave a gentle footprint to follow, and the circles we walk leave a gentle footprint to follow.

 

 

Non possiamo sapere se conosciamo la verità. La paura che abbiamo. Questa vita dolce avvelenata alla sorgente.

Madre Terra nel dolore, le nostre lacrime irrigano il terreno. Creazione negata.

La fame nel mondo è bloccata dalla mente che impone spazi senza alberi e uragani di rifiuti di plastica, mai più, mai più, mai più.

Stiamo rompendo tutte le regole. C’è una rivoluzione in corso. C’è una rivoluzione in corso.

Più potere alle donne, educare i giovani. Per questo sarà il periodo della grande Memoria.

Torna di nuovo nella terra della tua anima e puoi dire ai cavalieri dell’apocalisse di sloggiare a casa.

Stiamo cambiando la storia, i cuori battono al ritmo della terra, Lei ci sta mostrando i suoi metodi per far fiorire l’allegria, la Terra è la madre, la Terra è l’amante, mi fa sentire che piange se canto e rido, che sale e scende come una rapsodia, a chi apparterrà il mio cuore?

Affinchè noi siamo uno, siamo uno, siamo uno.

Stiamo rompendo tutte le regole. C’è una rivoluzione in corso. C’è una rivoluzione in corso. Più potere alle donne, educare i giovani.
Per questo sarà il periodo della grande Memoria.
Torna di nuovo nella terra della tua anima e puoi dire ai cavalieri dell’apocalisse di sloggiare a casa.

Oh, che dolce vita, nella quiete dell’entroterra dello spirito, una piccola luce splende, sempre più luminosa.
L’abbondanza di Gaia ci sta alimentando tutti, il patrimonio dell’Africa è stato ripristinato.
Più diritti per i giovani non ascoltati. Finalmente una coscienza fatta di pietre.
Oh, questa dolce vita, fatta di quattro miliardi e mezzo di anni.

Il grande risveglio comincia a piccoli passi. I cerchi sui quali camminiamo lasciano una leggera impronta da seguire, ed i cerchi sui quali camminiamo lasciano una leggera impronta da seguire.

Grazie Valentina!

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Nel bel mezzo della sua sfavillante carriera manageriale all'estero, fatta di viaggi in business class e meeting internazionali per conto di una delle peggiori multinazionali che l'umanità abbia mai potuto produrre, Marco scopre la Permacultura, se ne innamora, lascia il suo lavoro e decide cominciare la sua transizione interiore. Nel suo nuovo viaggio incontra tante persone stupende fra le quali Aranya, che gli insegna la Permacultura e gli dà una bella certificazione, poi Dave col quale impara la Permacultura urbana in una città dedita all'alienazione e al consumismo sfrenato, poi Naresh col quale intrattiene delle lunghe conversazioni sulla Transizione e dulcis in fundo Flavio col quale ride tanto e si inventa un modo sostenibile di fare impresa. Il suo sogno è quello di diventare un insegnante di Permacultura e di trasformare il suo Paese d'origine in un paradiso tanto da riguadagnarsi l'appellativo di Bel...Paese! Che cosa gli succederà in futuro nessuno lo sa, chissà quante altre meravigliose creature incontrerà. Frattanto lasciatelo sognare e progettare. E di tanto in tanto date un'occhiata agli articoli che pubblicherà!

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