Francesca soffia ai sogni delle speranze attuabili

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Francesca Aparo fondatrice di SoffiaSogno presso la Biblioteca di Ragusa. Foto di Edite, Il giro del cappero

Quando a Francesca è venuta in mente la sua idea, ha pensato che da sola non poteva farcela. Doveva cercare alleati di cuore, come lei li definisce.

Dedicarsi ai bambini è stato il primo desiderio forte della sua vita. Ha partecipato, allora, ad un concorso per educatrice in un nido comunale della sua città, a Ragusa, e lo ha vinto, ma è stato subito difficoltoso.

La sua visione dello stare insieme ai piccoli non era, sempre, quella degli altri. Lei voleva andare oltre alcuni modi stereotipati di fare insegnamento.

Le colleghe, nonostante negli anni capissero il valore del suo lavoro, facevano fatica a seguire il suo percorso di attività. Su tutte, il racconto di storie di emozioni, ogni giorno, ai bambini di nido anche di un anno e mezzo. Questo è quello che voleva fare.

Ha iniziato, allora, ad acquistare per lei dei libri per bambini. ”Non sapevo perché li acquistavo” ammette Francesca, ricordando l’incredulità dei suoi familiari.

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Foto di Edite, il giro del cappero

Così sono passati tanti anni di lavoro al nido sino a quando non ha cominciato a pensare che quello non era uno spazio che le bastava. Non era, forse, lo spazio per lei.

Ha cominciato a sentire sofferenza e ha immaginato, allora, di potere cambiare lavoro.
In una notte, ha pensato che la cosa che le piaceva fare di più nella vita era raccontare storie.

Piano piano ha messo insieme i pezzi di questo desiderio. Si è guardata intorno e ha capito che l’unica alleata di cuore che poteva avere accanto in questo sogno era Roberta.

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Francesca e Roberta di SoffiaSogno a Ragusa. Foto di Edite, il giro del cappero

Con lei inizia a immaginare uno spazio di narrazione morbido, accogliente e colorato dove i bambini, entrando, possano rimanere ad occhi aperti soltanto a vederlo.

Sognano un luogo, che possa essere essere fruibile a costo zero da tutti i bambini della città, che fuori sono lasciati a se stessi come un’isola, incapaci di gestire le loro emozioni e senza mai sapere cosa farne.

Dentro il loro spazio, invece, ci sarebbe stato il posto del racconto dove sentire e potere raccontare in libertà l’ingiustizia per qualcosa, perché non è stato visto o non e’ stato amato o, ancora, non ha avuto un nome e nessuno glielo ha dato.

Un luogo dove non ci sarebbe stata alcuna valutazione finale o l’importanza di un lavoro da mostrare e dove si sarebbe potuto provare gusto a disegnare solo per il piacere di vedere l’effetto del colore sul foglio.

Un pennello può essere per un bambino un modo per recuperare la serenità d’animo, secondo Francesca e Roberta, senza necessariamente produrre qualcosa o avere qualcuno che gli debba dire che sia bravo o meno.

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Foto di Edite, il giro del cappero

Questo luogo di sogno lo avrebbe permesso, rilassando finalmente un bimbo e concedendogli questo tempo che a volte è così affrettato nelle nostre giornate, perché tutto deve seguire un percorso veloce.

Rallentare attraverso un foglio da colorare significa dare ai bambini un nuovo senso di libertà.
Si chiama SoffiaSogno il loro sogno realizzato. L’hanno aperto da appena tre mesi, all’interno della biblioteca comunale, ma il loro calendario di appuntamenti coi bambini delle scuole e della città è pieno sino a Giugno.

I mezzi sono semplicissimi. Francesca e Roberta vanno in giro nelle tipografie, facendosi dare materiale di recupero, cartoncini, pezzi di carta e strisce colorate.

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Foto di Edite, Il giro del cappero

Non interessa spendere troppo e produrre cose incredibili da mostrare o far vedere. Conta per loro due avere un’espressione dei bambini.

Hanno atteso tredici anni prima che questo sogno potesse realizzarsi. Ogni anno, per tredici lunghissimi anni, le amministrazioni comunali di turno hanno detto no al loro progetto.

Non c’erano soldi, non c’era tempo, non c’era spazio. Cosa c’entravano i bambini in biblioteca?

Senza sperarci tanto sono tornate a chiederlo e l’attuale sindaco ha detto si, a sorpresa. Le segue in silenzio. Oggi ha fatto arrivare un grande schermo, in cui Francesca e Roberta potranno proiettare le immagini dei racconti ai loro piccoli ospiti.

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Foto di Edite, Il giro de cappero

Ci sono stati due giovani architetti, Enrica e Raffaele, che in maniera volontaria e sotto voce hanno realizzato il murale e il progetto dello spazio. Non hanno mai avuto un riconoscimento, ma la loro sa d’impresa.

A tanti bambini e a tante mamme di quella città è stata regalata una possibilità con un luogo in cui la narrazione può accendere il sogno di tante persone.

La cosa che manca a tutti è la possibilità di sperare” dice Francesca. Non ci speriamo più che le cose cambino e realizziamo i sogni.

SoffiaSogno è un luogo che parla di speranze attuabili.

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Foto di Edite, Il giro del cappero

Roberta e Francesca lo dicono ogni giorno ai bambini, forse di tutte le età:
Avete dei sogni? Se ce li avete contate fino a tre e soffiate, perché questi sogni si avverano.
Dovete solo crederci.

Per ulteriori info su SoffiaSogno
https://www.facebook.com/SoffiasognoRagusa/

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Da un anno Alessandro ed Edite vanno in giro con la loro Fiat 500 del '71. Lui è siciliano, lei lettone. Si sono sposati durante una tappa di questo viaggio, che li ha portati dall'isola di Linosa a Milano e, poi, di nuovo in Sicilia. Sono alla ricerca dei costruttori di desideri, che stanno rendendo migliore questa bellissima regione italiana. Raccontano le loro esperienze a modo loro, lui con le parole e lei con le sue foto. Sono interessati a storie di eroica normalità, ma anche a produzioni etiche, sostenibili e salutari per l’ambiente e le persone. A voi chiediamo di segnalarcele, scrivendo a info@ilgirodelcappero.it oppure inviando un messaggio alla pagina facebook il giro del cappero.

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