#celebrateTheCycle: in viaggio nel deserto del Rajasthan, fra interior gardening, permacultura interna, e ciclo mestruale

Silvana Rigobon ci accompagna in una esplorazione fra permacultura e ciclo mestruale, visto come strumento di empowerment per le donne di tutte le età.

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Permacultura interna ciclo mestruale

Arrivo all’aeroporto di Amhedabad, nel Nord Ovest dell’India, alle 3 del pomeriggio. Ad aspettarmi c’è Madhu, un amico indiano che ho conosciuto lo scorso anno a Giftival Italia, il festival dell’economia del dono. È una persona speciale, perennemente sorridente. In auto rallenta e accosta alla rotonda per abbassare il finestrino e offrire una caramella alla donna che spazza la strada.

Madhu mi accompagna a quella che sarà la mia casa per qualche giorno: è un appartamento per “pellegrini della vita”, per gente di passaggio. I miei coinquilini sono tutti direttamente o indirettamente collegati a varie ONG che lavorano con persone svantaggiate che vivono in zona.

La tappa successiva è una visita a Manav Sadhna, parte dell’ Ashram dove Gandhi ha vissuto per 13 anni: uno spazio sobrio, decorato con cura, costruito sui principi di educazione, verità, non violenza, inclusione – soprattutto dei più poveri – e dove si respira bellezza e calma. Belle le ragazzine che mi vengono incontro e mi sorridono, incuriosite dalla mia presenza; belle le foto e le scritte sui muri.

A conclusione della giornata, Madhu mi accompagna alla scuola Vinay Mandir, che fa parte della stessa rete ed è ispirata agli stessi valori, dove vivono 220 ragazze che provengono da villaggi della regione. Le ragazze mi accolgono con una canzone di benvenuto, si avvicinano e mi fanno domande. La responsabile della scuola mi invita a cena.

scuola Vinay MandirIl giorno dopo incontro Neeta Jadav, una bella donna a cui brillano gli occhi quando mi racconta delle donne che frequentano l’ONG dove lavora: Craftsroots offre lavoro a una rete di artigiane del territorio, in cambio di salari dignitosi.

Sarò qui, in Gujarat, ancora per un paio di giorni, per incontrare alcune donne che si occupano di empowerment al femminile. La settimana prossima proseguirò il mio viaggio verso Sardarshahar, nel deserto del Rajasthan. Dal 14 al 19 dicembre parteciperò alla “Learning Societies UnConference”, una “non-conferenza” sulla pedagogia del disimparare.

unlearning conferenceVoglio partecipare a questa “non-conferenza” per dare il mio contributo e invitare un processo di riflessione e di dialogo costruttivo su un tema sul quale lavoro da anni. Sono educatrice mestruale e insegnante di Movement Medicine. Vorrei stimolare un dibattito sul ciclo mestruale come strumento e-ducativo. Mi piace l’etimologia della parola «e-ducare»: viene dal latino «educĕre» e significa «trarre fuori, allevare». E-ducare significa invitare le persone ad accedere ai propri talenti, e tirarli fuori, per condividerli col mondo.

L’obiettivo degli organizzatori dell’UnConference, come si legge nel loro sito web (http://www.shikshantar.org/lsuc) è far convergere persone da tutto il mondo, impegnate nella co-creazione di comunità e spazi di apprendimento alternativo, per affrontare temi legati alla sostenibilità, a processi educativi che si basano sul disimparare, all’esplorazione di nuovi modelli di felicità e benessere. È aperta a tutti gli educatori interessati a modelli pedagogici alternativi, a creativi culturali, artisti, designer, ad agricoltori biologici, eco-architetti, esploratori spirituali, a chi pratica l’economia del dono, a chi sta creando o è interessato a creare esperienze comunitarie, a nonne e nonni, a imprenditori sociali, ecologisti, ecc.

Il mio proposito è stimolare un dibattito sul ciclo mestruale come potente strumento di empowerment per le donne di tutte le età, e invitare a superare i preconcetti a cui viene associato, de-stigmatizzando parole come “mestruale” e “menopausa”.

La UnConference sarà anche l’occasione, per me, per esplorare la relazione fra la mestrualità e permacultura.

La mestrualità, secondo la definizione di Alexandra Pope, è un linguaggio. È il modo in cui le donne si tramandano l’un l’altra la conoscenza del proprio processo di vita, che va dal menarca, al ciclo mestruale, alla menopausa e agli anni della maturità. E’ un modo di essere, condiviso da tutte le donne, a prescindere dalla loro provenienza geografica, dalla loro formazione scolastica o professionale.

La mestrualità è un sistema di evoluzione all’interno del corpo femminile che ha vari livelli: biologico, psicologico e spirituale. È l’esperienza concreta, reale, vissuta di questo processo, la consapevolezza che una donna accumula e nella quale si radica, e il campo di coscienza che questa conoscenza genera.

permacultura ciclo mestruale

Come la permacultura, la mestrualità si basa sull’osservazione della natura e dei suoi cicli.

E’ un processo dinamico, con una struttura definita, che si ripete ogni mese e che ricorda le quattro stagioni dell’anno, ciascuna con caratteristiche specifiche, durante le quali una donna accede a diverse energie e a diversi talenti.

La Primavera interna è la fase pre-ovulatoria, subito dopo le mestruazioni. È un momento di grande concentrazione, di grande energia e creatività, per una donna, il momento migliore per avviare un progetto creativo.

L’Estate interna corrisponde all’ovulazione. È la fase in cui una donna è centrata, piena di energia, e la sua attenzione è verso l’esterno, verso gli altri. E’ il momento della generosità, quando i propri bisogni sono secondari. Archetipicamente, questo è il momento della Madre che si prende cura degli altri. E’ una fase in cui le donne brillano di qualità magnetiche, di grande attrazione.

L’Autunno interno è la fase pre-mestruale, in cui le energie cambiano, iniziano a ritirarsi, come sotto la marea calante. Le donne tendono a non apprezzare il tipo di potere che hanno in questa stagione e a lottare contro di esso (e contro se stesse), ad essere molto critiche.

L’Inverno interno: le mestruazioni. E’ il momento dell’introspezione, del ritorno a casa, nello spazio della grotta interna. La maggior parte delle donne tendenzialmente combatte questo impulso. Ma per poter prendersi cura degli altri, una donna deve imparare a prendersi cura di sé.

Lavorare consapevolmente sulle proprie stagioni interne, mettendosi in ascolto, permette a una donna di ripristinare l’ecologia del ciclo, e di ri-connettersi alla propria saggezza interna, nonché ai cicli della Luna e della Terra.

Le mestruazioni non sono una debolezza, ma un processo dinamico sano

E quando una donna smette di combattere il suo ciclo e inizia a rispetta le sue energie ha accesso al proprio coach interno, che la guida attraverso un viaggio di auto-conoscenza.

Durante la UnConference presentrerò̀ la mia esperienza indiana dello scorso anno, presso lo Srishti Institute of Art, Design and Technology, di Bangalore. Nel novembre 2015 sono stata invitata come artista in residenza, per sviluppare un progetto creativo su questo argomento, utilizzando le mappe della Movement Medicine e della mestrualità, e l’archetipo della tessitura, con un gruppo di 16 studentesse e con un’insegnante di Industrial Design, Tulip Sinha Neel.

permacultura mestruazioniLa nostra collaborazione, durata quattro settimane (un intero ciclo lunare), è culminata in un’azione urbana, «HeARTh Festival», in un parco pubblico della città. Per una giornata intera abbiamo “occupato” un parco pubblico, invitando la comunità locale a condividere i frutti del nostro lavoro e a fare un viaggio virtuale nel mondo della mestrualità. Al centro del parco c’era un grande albero, che rappresentava l’Albero della Vita, che abbiamo allestito in modo tale da creare quattro aree per ciascuna delle quattro fasi del ciclo mestruale.

Il titolo scelto per l’evento, “heARTh Festival”, indicava chiaramente la nostra intenzione di trovare un territorio comune fra arte, terra e cuore («ART, eARTh, heART»). Il risultato è stato sorprendente: fra il pubblico, curioso e coinvolto, c’erano anche ragazzini di scuole vicine, ragazze adolescenti, adulti e anziani, donne e uomini.

Il ciclo femminile riguarda più di metà della popolazione mondiale, e nonostante questo, è ancora un tabù

E’ circondato da un alone di vergogna, non solo nei paesi in via di sviluppo, ma in tutto il mondo. E’ necessario ed urgente che questo dibattito diventi pubblico, e che si apra anche agli uomini e ai media. La mia partecipazione alla Learning Societies UnConference è un passo verso questa direzione.

Vi aggiornerò al mio rientro.

Ho creato una campagna di raccolta fondi per partecipare all’evento nel deserto del Rajasthan. Grazie a chi vorrà aiutarmi a fare il passaparola: l’obiettivo è anche – e soprattutto – creare consapevolezza su questo tema:
https://www.indiegogo.com/projects/help-silvana-attend-the-unconference-in-rajasthan/x/11174774

LINK DI APPROFONDIMENTO

Learning Societies UnConference 2016
http://www.shikshantar.org/lsuc

Movement Medicine
www.schoolofmovementmedicine.com
FB: Movement Medicine

Red School e mestrualità
www.redschoolonline.net
FB: Red School

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Il mio nome, Silvana, significa “della foresta”. Mi piacciono gli alberi con radici profonde. Sono la prima insegnante italiana di Movement Medicine. Sono educatrice mestruale: mi sono formata in Inghilterra con Alexandra Pope e Sjanie Hugo Wurlitzer, co-fondatrici della Red School, pioniere nel campo della mestrualità. Il mio background è in comunicazione e ho collaborato con istituzioni internazionali nel campo della salute globale per diversi anni. Dal 2012 sto sviluppando un progetto internazionale, «Donne che danzano coi lupi», che combina Movement Medicine e mestrualità, e che intreccia, metaforicamente e letteralmente, le storie e le radici, i sogni e i talenti di donne di tutte le età, provenienti da diversi paesi. E’ un invito ad ascoltare la saggezza del corpo, utilizzando il simbolo della tessitura. Questo filo rosso mi ha portato in Lituania, Francia, Bielorussia, Ungheria, Svizzera, Turchia, India. I miei hashtag favoriti sono #celebrateTheCycle e #DareToDream

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