Creare paradisi con la permacultura

La permacultura riguarda soluzioni pratiche per un vivere sostenibile. Essa si interroga su: come potremmo vivere più sostenibilmente incrementando al tempo stesso la nostra qualità di vita? In questo articolo, un progettista e docente di permacultura, Rob Hopkins risponde alla domanda più frequente “che cos’è la permacultura?”.

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Creare paradisi con la permacultura
Landmatters - un progetto di Permacultura in South Devon, UK

L’articolo originale è stato pubblicato sulla Rivista del Convergence Festival in Dublin del 2000

Fai un giro nel tuo supermercato e controlla la parte delle etichette che riporta il “paese di origine”. Kenya, Olanda, Francia, Nuova Zelanda. La follia del nostro sistema di approvvigionamento alimentare odierno diventa lampante.

Piedi di lattuga dall’aria sfatta, che spuntano dopo mesi da celle frigorifero, siedono comodamente in un piatto di plastica ricoperto con ancora più plastica. Arance, a volte trattate con pesticidi vietati nell’UE, giacciono al fianco di mele, che di solito vengono da ogni dove, fuorché il nostro paese. Anche il tanto annunciato “trionfo“ del biologico, il suo prendere posto nelle corsie dei supermercati, è ingannevole.

Un sacchetto di carote, cresciuto in Turchia, volato da noi, avvolto in plastica e poi venduto come prodotto biologico, è davvero meglio per l’ambiente di uno coltivato localmente con l’aiuto della chimica?

È un punto da prendere in considerazione. Stiamo creando un sistema alimentare in cui i consumatori hanno un rapporto più attivo con gli agricoltori di Turchia e Olanda che con i loro coltivatori locali. La permacultura è stata originariamente concepita nel 1970 dagli australiani David Holmgren e Bill Mollison come un’ “agricoltura permanente”. Ogni società – hanno ragionato i due- che non ha come base un sistema agricolo sostenibile, è  condannata al disastro. La storia è piena di civiltà che pensano di saperne di più della Natura.

Rob Hopkins all'International Permaculture Day 2012

I problemi creati da un sistema agricolo moderno, che devasta l’eredità delle generazioni future, stanno rapidamente diventando fin troppo chiari. Ciò che differenzia la permacultura da altri settori correlati come il giardinaggio biologico e la biodinamica, è che si tratta di progettazione, piuttosto che di un insieme di tecniche. Essa è l’integrazione consapevole delle nostre case, di giardini, boschi, comunità e mezzi di sussistenza in modo più efficiente dal punto di vista energetico, più abbondante e sostenibile. I concetti di Holmgren e Mollison traggono origine dai molti anni passati a studiare l’ecologia della foresta pluviale in Tasmania.

Queste antiche foreste, ragionano i due studiosi, sono estremamente produttive in termini di biomassa e hanno una grande diversità di specie. Sono i sistemi di riciclaggio più efficienti del pianeta, non vi è un rifiuto sprecato, tutto viene restituito al terreno. Le foreste pluviali non hanno bisogno di essere diserbate, nessuno le deve annaffiare, non si vede alcun sacco di fertilizzante NPK [Azoto, Fosforo, Potassio NdT] in giro. La ragione per cui la foresta pluviale è così efficiente, hanno concluso i due, deriva dalla enorme quantità di relazioni benefiche tra le diverse parti.

Una società sostenibile ha bisogno di una agricoltura sostenibile

Si tratta di ecosistemi autosufficienti con una resilienza che è evidente nel fatto che sono durati per molte migliaia di anni e dureranno un tempo indefinito nel futuro. Quanto più a lungo hanno esaminato le foreste pluviali, tanto più hanno cominciato a dirsi: “Potremmo fare uno di questi ecosistemi”! Che cosa accadrebbe – hanno pensato – se prendessimo la foresta pluviale come un modello per la nostra agricoltura, invece di monocolture, che semplicemente non esistono in natura.

Essi hanno cominciato la progettazione di sistemi agricoli basati su queste idee, passando da singole colture verso sistemi molto più arborei, con una grande diversità di specie e basati su un’osservazione dettagliata del sito. Mentre il concetto è cresciuto, è diventato chiaro che proprio come una società sostenibile ha bisogno di una agricoltura sostenibile, ha anche bisogno di una economia sostenibile, comunità sostenibili e così via. Il termine “permacultura” ha cominciato ad allontanarsi dall’essere contrazione di “agricoltura permanente” per diventare una contrazione di “cultura permanente”, che significa creare una cultura della permanenza.

La permacultura, come si è evoluta e come è ora praticata in tutto il mondo, è un approccio alla progettazione di habitat umani sostenibili in base a principi osservati dall’ecologia. Essa combina molte delle migliori pratiche tradizionali con molta tecnologia sostenibile all’avanguardia.

Essa fornisce un insieme di strumenti per la riparazione del pianeta e delle nostre comunità. Tornando al supermercato con cui abbiamo iniziato questo articolo, non vi è alcun motivo per cui la lattuga o la mela non dovrebbero essere state coltivate nel nostro paese, o ancora meglio vicino a dove si vive , o meglio ancora nel proprio giardino, o anche in vaso sul proprio balcone.

Le arance potrebbero essere un po’ più complicate, ma ci sono altri frutti, con livelli simili di vitamina C, che possono essere coltivati [si riferisce all’Irlanda NdT]: mirtilli, ribes e altri frutti più insoliti. Riportando a casa il nostro cibo, siamo in grado di creare paesi e città più belle, aumentare la quantità di sano cibo fresco nella nostra dieta e ricollegarci con le stagioni e la nostra ecologia locale. Questo sta già accadendo in tutto il mondo, ed è solo un esempio pratico di permacultura.

Che il nostro sistema di approvvigionamento alimentare sia gravemente carente è chiaro, ma c’è una soluzione. Tale soluzione comporta che persone come noi, nelle nostre comunità , si assumano la responsabilità della produzione alimentare, del compostaggio dei rifiuti, della creazione di mezzi di sussistenza sostenibili. Non stiamo parlando di autosufficienza in termini solo fisici, ma anche mentali,  della costruzione di una economia locale, e al tempo stesso della protezione ed del miglioramento dell’ecologia locale. Funziona, si può fare, e se vogliamo sopravvivere nel futuro, come le foreste pluviali, ciò deve essere fatto. Per citare Bill Mollison , “Ogni tecnica per la conservazione e il ripristino della terra è già nota, ciò che non è evidente è che qualsiasi nazione o gruppo di persone sia disposto a compiere il cambiamento. Tuttavia, milioni di persone comuni stanno iniziando a fare da sé senza l’aiuto delle autorità politiche”.

Traduzione di Simona Caracciolo
Fonte: http://www.terrapsych.com/Creating%20Paradise_%20%20what%20is%20permaculture_.pdf

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