La fase di rilevamento del territorio

Che si tratti di un appezzamento di terreno, il giardino di un ufficio o di un'impresa sociale, Aranya descrive il processo critico di indagine per la produzione di un design efficace a partire dal processo di rilevamento e mappatura di un territorio.

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Processo di design comincia col rilevamente di un territorio
Modello PASTE per rilevamento di un sito - Foto di Aranya

Rivista permaculturaDopo aver valutato quanto sia importante un chiaro processo di design, puntiamo l’attenzione sulle procedure di rilevamento di un sito o un piccolo appezzamento di terra.

Naturalmente, ci sono molte cose che potremmo progettare utilizzando la Permacultura, che si tratti in pezzo di terra o di un’area circostante un ufficio. In entrambi i casi, andremo essenzialmente ad analizzare le relazioni tra gli elementi e il loro attuale livello di efficacia, al fine di capire come migliorarli.

La più grande sfida, per la maggior parte di noi, è dedicare abbastanza tempo a questa fase di analisi. Viviamo in una società che ci spinge ad avere tutto e subito, per cui ci viene difficile trovare la pazienza per dedicarci al semplice osservare e prendere nota senza avere subito un “sacco di idee per migliorare le cose”. Alcune idee potrebbero essere ottime, ma spesso trascuriamo i dettagli o le idee che potrebbero venirci strada facendo.

Quindi una delle cose più importanti che voglio fare adesso è aiutare le persone a rallentare …

Se dedichiamo più tempo alla fase di osservazione, cominciamo a notare cose che non erano immediatamente evidenti. Queste sono spesso la chiave per tappare le perdite di energia e di risorse che altri avevano trascurato. E queste nuove osservazioni incideranno sul nostro processo di design.

Diversi livelli della mappa design permacultura
Una mappa è semplicemente una rappresentazione delle relazioni tra le cose. Foto di Aranya

Rallentare significa che occorre avere un modo per registrare le cose che si osservano e una mappa affidabile. Una mappa è semplicemente una rappresentazione delle relazioni tra le cose. Come le mappe topografiche abbiamo anche mappe mentali, diagrammi di flusso, fotografie, video e così via. Le mappe sono un ottimo strumento per la memorizzazione di informazioni (io le trovo spesso più affidabil della mia memoria), ma sono anche ottime per comunicare idee agli altri. Avere una buona mappa di base ti aiuta a risparmiare un sacco di tempo nella fase iniziale di rilevamento e come tale può valere la pena pagare per avere una, ma essere in grado di fare le proprie mappe è una competenza preziosa da sviluppare.

Sovrapporre le zone a una mappa di base

Molte mappe sono già piene di informazioni, molte delle quali non saranno rilevanti per voi. Io preferisco creare delle mappe di base che abbiano solo gli elementi fissi, quegli elementi che funzionano bene o che sarebbe troppo oneroso rimuovere o spostare. Dopo di che, registro tutte le altre informazioni su fogli di carta da lucido che andrò a sovrapporre alla mappa di base, se lavoro con la carta. Se lavoro con un software, allora posizionerò tutte gli atri elementi su livelli differenti. In questo modo posso estrarre le informazioni di cui ho bisogno in qualsiasi momento e vedere molto più chiaramente che ho posizionato tutti gli elementi nella mappa.

Ricorda inoltre che le mappe che trovi in commercio possono essere datate o semplicemente contenere errori, ma cosa più importante, la mappa non è il territorio, quindi, anche se si costruisce una mappa fedele, è ancora necessario andare sul luogo di rilevazione e utilizzare i nostri cinque sensi. L’ideale sarebbe fare osservazione per tutto l’anno per avere più dettagli possibili. Quindi, che tipo di elementi abbiamo bisogno di cercare? Prendiamone in considerazione un paio…

Il territorio e il sistema di elementi

Cosa andiamo a trovare sul posto? Un acronimo utile per aiutare a ricordare le cose principali da cercare è PASTE.

  • Piante (funghi e alberi)
  • Animali (e insetti, uccelli etc.)
  • Strutture (qualsiasi cosa costruita, ad esempio stagni, sentieri, edifici, canali ecc)
  • Tools (qualsiasi strumento per fare un lavoro, il pannello solare ad esempio, pompa dell’acqua, ecc)
  • Eventi (attività umana sociale, ma può anche includere eventi naturali)

Naturalmente, la flora presente durante una stagione può essere molto diversa in un’altra stagione. Lo stesso dicasi per la fauna. Un semplice modo per registrare le piante è il sistema di classificazione DAFOR. Invece di dover contare ogni pianta, possiamo semplicemente decidere se consideriamo che sia Dominante, Abbondante, Frequente, Occasionale, o Rara.

Per quanto riguarda gli animali, è molto più facile vedere le prove del loro passaggio che le creature stesse e anche questo potrebbe richiedere un po’ di pazienza. Mentre molte di queste cose possono essere facilmente mappate così come le troviamo in un luogo particolare, altre cose possono andare e venire a seconda della stagione, quindi sarebbe meglio utilizzare un calendario.

Desire lines

Le desire lines (percorsi tracciati da umani e animali che passano regolarmente lungo gli stessi tratti) ci dicono quali sono i passaggi preferenziali di un sito. Noi esseri umani tendiamo a creare porte e ingressi, mentre gli animali cercheranno il percorso di minor resistenza attraverso le siepi e i corsi d’acqua. Sia gli esseri umani che gli animali creeranno linee di passaggio per una ragione – possiamo dedurle e capire come queste informazioni ci aiuteranno in seguito?

Zone

Le zone sono un concetto familiare a chiunque abbia un po’ di dimestichezza con la permacultura. Qual è l’uso che si fa del sito in quel momento? I sentieri possono essere considerati zona 1 in modo da comprendere le desire lines nel processo di design. In seguito metteremo a confronto ciò che vediamo adesso con il nostro progetto, ma per il momento siamo ancora in fase di osservazione.

Settori

Settore sole rilevamento design permacultura
Mappa del settore sole con angolatura annuale. Foto di Aranya

I settori riguardano tutte le energie ‘naturali’ che entrano in un sito, come ad esempio il sole, il vento, o l’acqua o perfino una legge statale. Generalmente, vanno al di là della capacità di di influenza di coloro che vivono nel sito. Sono energie che in alcuni punti potrebbero essere raccolte e da cui in altri punti occorre ripararsi. Quali sono i settori significativi del nostro sito?

Quando facciamo design dobbiamo tenere conto di tre tipi principali di settore: quelli direzionali, quelli di natura topografica e quelli che derivano da una combinazione dei due.

I primi sono energie che provengono da una direzione specifica, come il sole o il vento. Indipendentemente da dove ti trovi su un sito, questi sono essenzialmente gli stessi, quindi possiamo creare un livello sulla nostra mappa usando una bussola solare e una volta che l’abbiamo allineata al nord, capire quali sono gli effetti in ogni punto della mappa.

I settori topografici sono invece quelli che vengono creati dal paesaggio stesso. Gelo e inondazioni possono essere due esempi principali. Ovunque ti trovi sul sito, l’effetto di queste energie rimangono nello stesso posto. Sia il flusso d’aria fredda che l’acqua in discesa che il gelo e le inondazioni sono causate dove l’afflusso è temporaneamente superiore al deflusso. Dove la topografia interagisce in combinazione con l’influenza dei settori direzionali come vento e sole abbiamo l’ombra, ombra pluviometrica, le gallerie del vento e così via. Questi sono tutti microclimi con cui lavoriamo come designer.

Settori topografici e direzionali design permacultura
Combinazione dei settori topografici e direzionali. Foto di Aranya

Poiché sia i settori topografici che quelli combinati sono saldamente legati al paesaggio, sui livelli superiori che si sovrappongono alla mappa occorre fissare dei punti di riferimento come un paio di angoli degli edifici esistenti, confini o la freccia che indica a il nord, la scala di grandezza…
Quindi, per risparmiare carta da lucido è meglio combinare queste informazioni riguardo diversi settori. Io di solito metto tutti i settori direzionali su un foglio e e quelli topografici più quelli combinati su un altro.

Vai fuori al vento e al gelo…

Settori gelo aria fredda design permacultura
Brina creata dalla pendenza e dall’ombra degli edifici. Foto di Aranya

Ogni volta che piove o c’è freddo e vento, rientriamo a casa non appena possibile. Tuttavia, è proprio questo tipo di tempo che ci può dare le informazioni più importanti su un sito. Un approccio come quello della permacultura è quello di di fare design in vista di catastrofi, ed è importante per noi prendere coscienza dei picchi metereologici di ogni stagione in modo che possiamo inserirli nel processo di design. Gli eventi meteorologici inusuali possono fornirci approfondimenti su questi potenziali problemi che normalmente non vediamo, come ad esempio:

Pioggia a dirotto

Dove si raccoglie l’acqua? Come scorre in discesa? Ci sono segni di erosione dove l’acqua potrebbe scorrere velocemente? Come scorre la pioggia via dai tetti? Ci sono delle perdite o grondaie mancanti? Potrebbero esserci infiltrazioni? Ci possono essere fognature traboccanti? L’acqua crea delle pozzanghere (questo può anche essere un indizio sulla compattazione del suolo)? Ci sono dei corsi d’acqua di colore marrone che portano via la terra dai campi? Quando avrai trovato tutte le risposte a queste domande è molto probabile che tu sia bagnato fradicio, ma avrai imparato molto circa il luogo sul quale applicherai il design.

Venti forti

Dove sono le aree più ventose? Ci sono luoghi in cui i rifiuti volano via creando delle piccole trombe d’aria? Dove sono i luoghi più riparati? Mettere dei pali con delle semplici bandiere (ad esempio fatte con dei sacchetti della spesa) posti in vari punti di un sito può consentire di osservare la configurazione dei venti in una vasta area.

Gelo

Dove si forma il ghiaccio? Dove viene intrappolata l’aria fredda? Dipende da un pendio, da siepi, muri o edifici? Come possiamo risolvere questa situazione? Ci sono zone al riparo dal gelo intorno agli alberi, sotto le siepi, o intorno agli edifici? Esci fuori la mattina presto per vedere e prendere nota.

Quando nevica possiamo individuare le desire lines più facilmente e vedere dove la neve si scioglie più rapidamente o lentamente. I periodi di siccità sono quelli che ci danno più informazioni sull’acqua nel paesaggio. Dove gli incendi spontanei rappresentano un problema, imparare queste lezioni può essere letteralmente una questione di vita o di morte.

Acqua e Suolo

Analizzare il suolo design permacultura
Test sulla composizione del suolo. Foto di Aranya

Testare il terreno di un sito per determinare cosa sia meglio piantare in quel suolo è una delle migliori strategie necessarie per ridurrne l’erosione. Alcune piante fungono da indicatori sulla composizione chimica del suolo e ci danno indizi sul terreno sottostante, ma fare uno scavo per un test ci dirà molto di più. È possibile fare un test usando la sensibilità delle dita per scoprire i diversi tipi di suolo; i terreni sabbiosi sono abbastanza evidenti, ma a volte è difficile distinguere il limo dalla sabbia. Se diluiamo il campione di suolo in acqua dentro un barattolo di vetro, è possibile fare un semplice test per determinare con maggiore precisione le percentuali di sabbia, limo e argilla (poiché la sabbia è più pesante si deposita in fondo alla boccia, seguita dal limo e alla fine d’argilla).

Come si muove fa l’acqua nel sito? Ci sono corsi di acqua, come stagni o laghi? Eventuali segni di aree che s’inondano temporaneamente che potrebbero diventare depositi d’acqua permanenti? Che dire di opere quali dighe e fossati? C’è un pozzo atificiale o naturale? Come funziona lo scarico dell’acqua degli edifici e quanta acqua viene immagazzinata? Quanto tempo durano i periodi di siccità? Come sono connessi i sistemi di acqua tra loro? L’acqua viene trattata o riutilizzata prima di lasciare il sito?

Ci sono perdite di energia? Se sì, dove sono?

Probabilmente avrai già individuato alcuni dei fattori limitanti del sito: forse ci sono zone d’ombra permanente o paludose, il terreno molto pesante o leggero, o le colture sono regolarmente infestate da insetti o razziati dagli animali selvatici? È possibile modificare alcuni di questi fattori. Con altri fattori, come ad esempio l’altitudine, non possiamo fare nulla e cerchiamo dunque di scoprire quali doni ci offrono. Come designer di permacultura  noi identifichiamo i fattori limitanti, e quindi progettiamo strategie per superarli. A volte, se rimuoviamo un fattore limitante, il paesaggio cambia drasticamente, ad esempio rimuovendo animali da pascolo per permettere la ricrescita del bosco.

Con un rapido sguardo intorno alla maggior parte dei siti identificheremo rapidamente le perdita di energia e di risorse:

  • Perdita di calore dagli edifici.
  • Perdita di fertilità dovuta all’erosione del suolo.
  • Perdita d’acqua prima di essere pienamente utilizzata.
  • Frutta lasciata a marcire (più comunemente sotto gli alberi).
  • Costi di manutenzione alti, con resa molto bassa (ad esempio la maggior parte dei prati).
  • Vandalismo.

Si possono individuare altre opportunità sprecate come una bassa attività umana, o non valorizzata abbastanza. Inoltre ci possono essere altri fattori limitanti “non-fisici” da considerare, come la legislazione, la proprietà o questioni culturali (tra cui le reazioni dei vicini).

Mappature delle utenze e delle risorse

Non dimenticare di mappare le utenze come gas, elettricità, fognature, acqua, telefono, ecc già in dotazione nel sito. Le mappe delle società dei servizi possono aiutare a identificare i percorsi dei tubi e dei cavi interrati per evitare di danneggiarne accidentalmente qualcuno durante gli scavi.

Quali risorse sono disponibili nel sito o nelle vicinanze? Questi potrebbero includere molte cose attualmente considerati rifiuti, come pneumatici, vecchi bagni, bancali, ecc. Quando vai e vieni dal sito, prendi nota di tutti gli esercizi commerciali locali che potrebbero gettare via oggetti utili. Dove possono essere ottenuti per lo sviluppo del sito (ad esempio materiali da costruzione)? Dove sono i negozi più vicini per il cibo? Dove si trova il presidio medico più vicino in una situazione di emergenza?

Osserva per tutto il tempo e annota in un diario

Mappatura zone ombra design permacultura
Mappatura delle zone d’ombra. A sinistra Marzo, a destra Novembre

Dove è possibile, assicurati di registrare le tue osservazioni nel corso del tempo per avere una visione di insieme. Tieni un diario. Non importa come, ma fallo. Avere degli appunti è decisamente meglio che fare affidamento sulla memoria, una cosa che ho sperimentanto quando ho aperto i pacchetti di semi senza etichetta in primavera!
Credimi, ne vale la pena, se documentare un sacco di informazioni ogni giorno non è il tuo forte, prendilo come se fosse un lavoro di normale amministrazione.
Basta registrare ciò che ti interessa (presumibilmente quello stai progettando) e in modo semplice cosí da renderlo piacevole.

Un semplice formato per il tuo diario potrebbe consistere in una griglia di caselle in cui registrare condizioni fisiche come la temperatura, le precipitazioni, forse anche i livelli dei fiumi, ecc – tutti i fattori che si riferiscono a quello che stai progettando per il tuo sito. Io ho creato un semplice registro per le condizioni atmosferiche, dove registro nelle colonne le osservazioni di tre anni. E questo perché è un formato facile da compilare.

Le foto sono ovviamente un ottimo modo per avere delle informazioni visive e ci possono risparmiare un sacco di tempo per registrare il fattore ombra in un giardino durante le diverse stagioni.

Prendi nota sul tuo calendario del momento in cui hai scattato una fotografia e magari ripeti la stessa operazione dalla stessa posizione, a mezzogiorno e alla sera, all’inizio di ogni mese. L’insieme delle varie foto ti darà delle informazioni preziose sui microclimi durante l’anno.

Divertiti con tutti questo strumenti. Spero che imparerai a conoscere il tuo sito man mano che farai le rilevazioni. Nel prossimo articolo parlerò dei fattori che ci aiutano a posizionare i nostri elementi e a integrarli nel processo di design.

Tradotto da Marco Matera
Fonte: http://www.learnpermaculture.com/index.php/publications-1/articles/74-permaculture-design-pm-2
L’articolo originale è stato pubblicato su Permaculture Magazine issue 73 (Autunno 2012)

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