John D. Liu. Con la permacultura e la restaurazione ecologica possiamo curare la Terra e salvare l’umanità

L'Uomo è la creatura peggiore per la biosfera, ma può diventare anche la migliore. Intervista inedita a John Dennis Liu, film maker, ricercatore e divulgatore di restaurazione ecologica su vasta scala: l'umanità può essere la cura.

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John Dennis Liu permacultura
John Dennis Liu, film maker ed ecologista.

Pubblichiamo in contemporanea con Permaculturenews.org un’intervista esclusiva a un ambasciatore della restaurazione ecologica e della permacultura nel mondo. 

John Dennis Liu (nato nel 1953 a Nashville, Tennessee) è un film maker cino-americano e un ecologista. È inoltre ricercatore presso diverse istituzioni. Nel gennaio 2015 è stato nominato Visiting Fellow nell’Istituto Olandese di Ecologia della Royal Netherlands Academy of Arts and Sciences. È inoltre Ecosystem Ambassador per la Fondazione Commonland di Amsterdam.
La visita in Italia di John D. Liu, organizzata dalla World Permaculture Association, è stata un’opportunità di scambio su alcune importanti realtà / compagnie che stanno promuovendo il lavoro di restaurazione ecologica e di permacultura. Riflettiamo su questi temi con John. L’agronomo italiano Riccardo Tucci e l’ingegnere Rhamis Kent, Executive Directors della WPA, lo hanno intervistato.

È stato un grande piacere averti in Italia, John. Pensi che questo paese, particolarmente soggetto a rischi idrogeologici, possa rappresentare un banco di prova per le attività di restaurazione ecologica che tu mostri così spesso nei tuoi lavori? Quali sono realtà che ti hanno impressionato maggiormente?

Jonh D liu corso permacultura
Giuseppe Tallarico, Rhamis Kent, John D.Liu al Permaculture Design Certificate Course condotto fra Maggio e Giugno dalla World Permaculture Association

Grazie, è stato un enorme piacere tornare in Toscana e comunicare con persone tanto impegnate nella comprensione dei sistemi naturali da cui dipende la vita sulla Terra. Penso che ci siano ampie possibilità di ripristinare il ciclo dell’acqua in Italia. Di base non c’è niente che non vada nella Terra, il problema sono gli esseri umani che non capiscono come funzionano i sistemi ecologici terrestri e che agiscono con ignoranza ed egoismo.

Quella italiana è una cultura antica ed è importante notare che alcune delle cose fatte in passato sono stati errori. È necessario vederli e correggerli. L’Italia potrebbe essere leader se diventasse uno dei primi a seguire quelle che sappiamo essere le verità fondamentali della natura. Siamo costretti a distinguere fra ciò che abbiamo fatto in passato e che ha danneggiato il ciclo dell’acqua e ciò che dobbiamo fare adesso per riparare i danni.

Oggi nella comunità scientifica molti continuano a confondere la gente parlando di “servizi ecosistemici”, che di fatto non esistono [Secondo la definizione data dalla Valutazione degli ecosistemi del millennio (Millennium Ecosystem Assessment (MA), 2005), sono “i benefici multipli forniti dagli ecosistemi al genere umano” Fonte:Wikipedia ]. Esistono solo ecosistemi funzionali e disfunzionali e i cosiddetti “servizi ecosistemici” non sono che benefit che derivano dagli ecosistemi funzionali. Possiamo VOLERE servizi, ma ABBIAMO BISOGNO di funzioni. Pensare alla fonte della vita come a un prodotto non è una buona idea. Capire la differenza fra ciò che si vuole e ciò di cui si ha bisogno è indice di maturità. Conoscere la differenza fra la funzione di un ecosistema e i servizi ecosistemici vuol semplicemente dire essere istruiti sul piano ecologico.

Sei un fervente promotore della restaurazione ecologica. Per coloro che ancora non ti conoscono, puoi spiegare in poche parole quali attività stai conducendo da decenni?

Quando avevo 27 anni cominciai a lavorare per CBS News come producer a cameraman per le notizie televisive internazionali. Trattai storie di portata geopolitica molto vasta come l’uscita della Cina dalla povertà, la tragedia di Tian An Men, il collasso dell’Unione Sovietica e il terrorismo internazionale. Quindici anni dopo, quando ne avevo 42, ottenni dalla Banca Mondiale l’incarico di fare un filmato sul Progetto di Restaurazione dell’Altopiano del Loess, Loess Plateau Watershed Rehabilitation Project. In questo progetto, il governo e il popolo cinese, con il supporto della Banca Mondiale, stavano cercando di riportare la vegetazione in un paesaggio degradato delle dimensioni del Belgio.

Quando vidi l’altopiano del Loess compresi che ciò che stava succedendo lì era più importante di qualsiasi evento geopolitico. La politica e l’economia sembrano importanti ma sono essenzialmente fenomeni egoistici che importano solo a chi ci si ritrova in mezzo. In termini storici i fugaci drammi politici ed economici che riguardano gli individui sono di poco conto quando vengono paragonati alle conseguenze ecologiche planetarie o al destino finale della civiltà umana.

Sull’altopiano del Loess ho visto che è possibile restaurare paesaggi compromessi su grande scala e ha cominciato a ossessionarmi l’idea di capire come potessi farlo anche io. Ho compreso che bisognava studiare per far sopravvivere la civiltà umana. Tutto il resto divenne meno importante ai miei occhi e fui fortunato ad avere l’opportunità di continuare a studiare questi temi e di lavorare in questo campo in ogni continente. Questa conoscenza è una responsabilità perché determinerà la qualità della vita per tutti sulla Terra, oggi e domani. Se queste cose le sanno poche persone, non serve a niente. Deve diventare la conoscenza di base di tutti quanti, esattamente come sapere che la terra è sferica. Più imparavo in merito e più volevo condividere questa conoscenza con tutti.

Nel mondo multidisciplinare della restaurazione ecologica, che ruolo attribuisci alla permacultura?

La permacultura è un movimento che ha preso il via quando alcuni individui hanno imparato le stesse cose che ho appreso io studiando gli ecosistemi. Videro che l’acqua, le comunità di microbi e la biodiversità erano tutte interconnesse e parte di sistemi perfettamente funzionanti. Videro inoltre che l’agricoltura moderna era sbagliata, semplicemente era l’agricoltura del neolitico con i trattori e i prodotti chimici. Si accorsero che era possibile collaborare con la natura piuttosto che semplicemente minare il suolo estraendone ciò che volevano e lasciando gli scarti alla Terra.

È questa la conoscenza che deve essere compresa da tutti sulla Terra e il più in fretta possibile. Una volta che capisci che l’acqua si infiltra nel suolo in misura proporzionale alla quantità globale di materiale organico presente, non puoi più credere che arare sia una buona idea. L’infelicità che la civiltà umana sta sperimentando nel profondo del cuore, dipende dal fatto che sappiamo che il consumo eccessivo e l’inquinamento sono sbagliati. Nondimeno la società attuale e l’economia ci dicono che abbiamo bisogno di più crescita, anche se ci ammazza.

Stiamo vivendo la fine di un’era

Non possiamo bruciare il petrolio ancora presente sulla Terra, né il carbone. Non possiamo fare produzione di massa di ogni cosa per arricchire pochi e lasciare che miliardi di persone muoiano di fame o che siano servi della gleba al servizio dei ricchi. Abbiamo bisogno di capire che tutte le creature viventi hanno diritti inalienabili, non solo gli esseri umani. Dobbiamo vivere più semplicemente. Dobbiamo imparare come prenderci cura del suolo, dell’acqua, delle piante e degli animali sulla Terra. Abbiamo bisogno di usare le nostre vite per assicurarci che l’umanità sopravviva. La permacultura è un modo per aiutare le persone a capire e condividere tutto questo con chi sta cercando di comprendere.

I tuoi lavori mostrano casi speciali dal punto di vista ecologico, casi che il pubblico definirebbe irrecuperabili (vallate desertiche, aree aride), ma che sono stati trasformati dall’uomo con progetti specifici per renderli di nuovo fertili e “vivi”. Un grande messaggio di speranza, che ha di fronte a sé una visione globale permeata di catastrofismo. Se tutti potessero vedere il tuo lavoro, la speranza per il futuro sarebbe più grande. Che ne pensi?

La terra è molto vecchia. Gli scienziati dicono che ha 4,5 miliardi di anni. Gli esseri umani hanno la capacità di pensare, la nostra specie è l’Homo Sapiens Sapiens. Questo significa che siamo creature senzienti. I Greci, i Cinesi, gli Indiani molto tempo fa cominciarono a chiedersi che cosa significasse. La storia umana, quando paragonata alla storia della Terra, o al tempo dell’evoluzione, è molto breve e come creature dedite all’agricoltura o capaci di scrivere e leggere, siamo qui da ancora meno tempo, solo poche migliaia di anni. Ciò che ho studiato è come funzionano e si evolvono gli ecosistemi naturali terrestri e come gli umani li influenzano. Ho visto con i miei occhi che in tutte le “culle della civiltà” si sono registrati impatti simili sul ciclo dell’acqua, la fertilità del suolo e la biodiversità e volevo capire perché.

Ciò che ho imparato è che esistono tre tendenze che plasmano la vita sulla Terra

La prima è la colonizzazione totale della vita biologica di tutto il pianeta. In secondo luogo, cominciando con le singole cellule, la vita si è evoluta in una meravigliosa diversità. Terzo, ho visto che ogni generazione di forma di vita muore e rinuncia al suo corpo per nutrire la generazione successiva. Queste tre tendenze, finché gli esseri umani emersero come specie dominante sulla Terra, erano in crescita costante e di conseguenza c’erano sempre più biomassa e materia organica accumulata. Dopo l’emergere della specie umana e l’interruzione da parte sua di questi trend, assistiamo a deforestazione, desertificazione, perdita della fertilità del suolo, crescente povertà e fame.

Ciò di cui sono testimone è che la degradazione è causata dall’ignoranza e dall’avidità e che, se impariamo a vivere con coscienza e generosità, allora possiamo proteggere le rimanenti parti in funzione della Terra e recuperare quelle deteriorate. Questo richiede che tutti capiscano e partecipino. Se continuiamo a credere che le persone siano sempre egoiste e ignoranti, falliremo. Ma se capiamo che il cambiamento è inevitabile e che il futuro non sarà come il passato, allora abbiamo la possibilità di scegliere di fare ciò che è giusto. La cosa giusta da fare oggigiorno è vivere semplicemente e condividere con gli altri in modo equo. Ma, ancora più importante, fare la cosa giusta significa lavorare tutti insieme per ripristinare la funzionalità ecologica naturale della Terra. Devono scegliere di farlo tutti coloro che vivono in quest’epoca.

Come vedi la situazione del ripristino ecologico globale? Punti di forza e di debolezza?

Molti nel mondo stanno appena cominciando a capire di ciò di cui sto parlando. In passato quasi nessuno sapeva nulla di restaurazione ecologica o credeva che fosse possibile. Sempre più persone scelgono di studiare la materia e implementarla attraverso la permacultura o il sistema universitario. Esiste una Società per il Ripristino Ecologico [ Society for Ecological RestorationSER], ci sono politiche su cui quasi tutte le nazioni si sono accordate. È un passo avanti ma la via è ancora lunga.

Un problema molto importante da risolvere è che l’economia genera perversi incentivi al deterioramento del pianeta, premiando il comportamento che accresce il consumo di energia, l’estrazione, la produzione, il consumo, l’inquinamento e la degradazione. Gli economisti neoclassici credono che sia questo il modo giusto di creare ricchezza. La verità è che questa non è nemmeno ricchezza. Tutto quello che sta succedendo è che stiamo esaurendo rapidamente le risorse della terra. Se continuiamo a saccheggiare la Terra, l’ecosistema da cui dipendiamo alla fine collasserà e l’umanità come la conosciamo crollerà. È già successo in passato ad altre civiltà ma ora affrontiamo il problema su scala planetaria.

Riconoscere che le conseguenze ecologiche non sono inevitabili ma il risultato di errori nel pensiero economico ci suggerisce la soluzione. Fondamentalmente l’economia è invertita. Le cose prodotte dagli esseri umani sono derivati degli ecosistemi terrestri, mentre si dice che la Fonte della Vita non vale niente. Questo è essenzialmente una falsità. Per ottenere un risultato differente, dobbiamo invertire l’economia. Mettere la sorgente della vita a un livello più alto dei suoi derivati. Se invertiamo l’attuale sistema economico in modo che si riconosca il valore della funzionalità degli ecosistemi naturali, l’economia sarà molto più grande di quanto sia oggi. Allora la crescita economica sarà l’incremento della biodiversità, della biomassa e della materia organica accumulata, che è ciò che vuole anche la natura. Sarà impossibile inquinare o deteriorare, visto che questo ridurrebbe la ricchezza.

Come vorresti che fosse la situazione in termini di ripristino ecologico?

Dare più valore all’integrità degli ecosistemi che ai beni materiali è il cambio di paradigma che si determinerà se comprenderemo il significato delle nostre vite e sopravviveremo oppure resteremo ignoranti ed egoisti e distruggeremo il nostro habitat cercando di guadagnare più denaro e potere. Se raggiungiamo questo livello di consapevolezza non solo potremo vivere tutti sulla Terra, ma il sistema naturale del pianeta potrà raggiungere la capacità ottimale di sostegno alla vita.

La Terra deve poter raggiungere un “Equilibrio nel Climax Evolutivo.” Questo vuol dire che il suolo, gli oceani, le piante, gli animali, l’atmosfera, il ciclo dell’acqua e il clima del pianeta possono interagire in modo naturale come farebbero senza interferenza umana. Se ne siamo consapevoli e non interferiamo con il sistema Terra, allora questo è possibile. La conoscenza è responsabilità. Sapere che i sistemi planetari sono sistemi simbiotici, viventi significa capire che è una nostra scelta se rigenerare la Terra o continueremo a fingere che i nostri interessi sono diversi da quelli di tutto ciò che vive.

Nel prossimo futuro, continuerai a realizzare report sulla restaurazione ecologica o hai altri progetti in programma?

Farò tutto ciò che è in mio potere, ma i risultati non dipendono da me. Io devo fare del mio meglio ma la responsabilità è nelle mani di ognuno. Ciascuno deve scegliere quale futuro vuole per l’umanità e il pianeta.

Con quali partner vuoi lavorare?

Con tutti. Dobbiamo agire come una sola specie e su scala planetaria. Vuol dire che tutti dobbiamo partecipare a questo enorme cambio di paradigma. Ricordate, una volta in Europa si credeva che la terra fosse piatta. Tutti quelli che affermavano che la Terra era rotonda venivano perseguitati. Per secoli la schiavitù è stata legale in Europa. Ora è impossibile proclamare pubblicamente che la Terra è piatta e che è accettabile comprare e vendere esseri umani. Il cambiamento di cui parliamo è di questa dimensione e una volta che lo faremo sarà senza ritorno.

Ci sono persone che sono già consapevoli che il futuro dell’umanità e della Terra passa per ecosistemi sani. Tutti coloro che capiscono questo e scelgono di lavorare insieme sono alleati. È un movimento in crescita. Soprattutto i giovani stanno studiando le intenzioni della società e compiendo scelte consapevoli sulla propria vita. È molto dura per loro perché devono scegliere un nuovo stile di vita e costruire un futuro diverso sulle macerie del passato.

Il mio partner più vicino è la Commonland Foundation, leader mondiale nella costruzione strategica di questo cambiamento. Il direttore del Commonland ha definito 4 ritorni nella restaurazione. Sono Ispirazione, Capitale Sociale, Capitale Naturale e infine, come conseguenza degli altri tre, un rendimento sugli Investimenti Finanziari. È un modo sofisticato di fare in modo che l’economia si concentri sulla restaurazione. È questa la vera crescita, allineata a un futuro sostenibile. Questo il tipo di pensiero che indica come la società possa raggiungere pacificamente l’obiettivo di rigenerare il pianeta.

Sei un Cino-Americano che ha viaggiato in tutto il mondo. In quale zona del pianeta pensi ci sia la più grande sensibilità verso i temi che tratti con tanta passione?

Tutti viviamo sulla Terra e ovunque le persone sono uguali. Bisogna smettere di discutere delle nostre nazionalità, di quali luoghi siano meglio e cominciare a capire che siamo tutti esseri umani e tutti imparentati gli uni con gli altri. La scienza ce lo dice già, la genetica ci informa che tutti abbiamo antenati comuni. L’uguaglianza e il riconoscimento dei diritti intrinseci di ciascuno e di tutto ciò che vive sono la via verso un futuro sostenibile e pacifico, in cui ci siano gioia e abbondanza.

Secondo te, come possiamo avvicinare le persone, le istituzioni pubbliche e private al potenziale della restaurazione ecologica?

Siamo testimoni e protagonisti della fine di un’era. Lo spreco di energia, la produzione di massa per il solo profitto e non perché necessaria, l’obsolescenza programmata che fa sì che un ingegnere o un designer costruiscano qualcosa in modo che si rompa affinché un consumatore debba comprare altro, la grande disparità fra poveri e ricchi, hanno portato ad alterare i sistemi vitali del pianeta.

Il clima sta cambiando. Le temperature stanno salendo. Gli oceani si stanno sollevando e sono a rischio di acidificazione. La meravigliosa biodiversità sta scomparendo non per cause naturali ma per l’avidità degli individui e delle corporazioni. Se tutto questo va avanti fino alle sue logiche conseguenze, allora la nostra civiltà finirà. Per sopravvivere dobbiamo trovare un altro scopo, un’altra intenzione. Il futuro sarà diverso. La vita umana cambierà perché deve. È un processo inevitabile. Pensare, contemplare, meditare e condividere gli uni con gli altri è il modo giusto di andare avanti.

Proteggere l’acqua, il suolo, la vegetazione e gli animali sono il modo giusto di andare avanti. Lavorare con le terre degradate per riportarvi l’acqua, per restaurare suolo fertile, ripristinare la vegetazione e la biodiversità, mangiare cibo sano e delizioso, non contaminato, è molto appagante. Le persone che lavorano insieme per fare tutto questo, provano una grande gioia. Mangiano cibo ottimo, sono in salute. Cominciano a capire che cosa significa vivere e amare incondizionatamente. Questo è il futuro dell’umanità e della Terra, se vogliamo sopravvivere. Ecco come possiamo coinvolgere le persone nella restaurazione, secondo me.

WPA logo_newJohn D. Liu ha partecipato al Permaculture Design Certificate Course condotto fra Maggio e Giugno dalla World Permaculture Association (www.world-permaculture.org) a Pisa con Rhamis Kent come istruttore principale.

L’evento è stato organizzato per implementare e dare il via alla mission della World Permaculture Association: mobilitare e ispirare le persone a conseguire la sicurezza alimentare migliorando la gestione umana dei sistemi naturali viventi tramite l’uso e l’applicazione dei principi di permacultura.

Al momento la World Permaculture Association è concentrata principalmente sulla costruzione di partnership internazionali per accrescere gli sforzi finalizzati al ripristino di ecosistemi danneggiati su vasta scala, come mostrato da John D. Liu nelle sue opere.
La visita in Italia da parte di Liu, organizzata dalla World Permaculture Association, è stata una opportunità per confrontarsi sui temi del ripristino ecologico e del design in permacultura.

Traduzione di Flavio Troisi

John D. Liu presenterà il suo film il 7 Settembre all’EUPC2016 di Bolsena. Introduzione di Riccardo Tucci. Per maggiori informazioni clicca qui
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