La Transizione è il cavallo di Troia della Permacultura?

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Permacultura Transizione troia
Modello del cavallo di Troia. Fonte Wikipedia

Rivista permaculturaLa permacultura ci fornisce soluzioni per l’autousufficienza in un’era in cui le risorse diminuiscono e le economie affondano. Ma la Transizione potrebbe essere la chiave per arrivare a un pubblico più ampio e cambiare davvero il mondo?

Lavorare a Permaculture Magazine [che Permacultura & Transizione traduce d’accordo con gli editori NdT] significa che sono immersa in soluzioni e ispirazioni per vivere un’esistenza più salubre e felice mentre proteggiamo il pianeta. Mi sembra del tutto ovvio che coltivare il proprio cibo non solo fa risparmiare cibo, ma mantiene in forma, in salute, permette di sapere esattamente cosa stai mangiando e oltretutto interrompe il flusso di denaro che dalle nostre tasche va in quelle delle grandi compagnie che producono cibo danneggiando l’ambiente e recando altri danni.

Riciclare e riutilizzare scarti per creare vasi, sedie, tavoli o anche edifici è evidentemente la migliore opzione per quanto riguarda la gestione dei rifiuti . E poi usare risorse locali come cibo, materiale da costruzione e lavoro, ti fa risparmiare soldi, protegge l’ambiente riducendo la tua impronta ecologica e aiuta la tua comunità.

Allora perché è così difficile coinvolgere le gente?

Di recente ho visitato Worthing, West Sussex, per ascoltare Rob Hopkins parlare del suo ultimo libro sulla Transizione, The Power of Just Doing Stuff. Per chi non lo sapesse, Rob ha co-fondato Transition Town Totnes e il Transition Movement e prima ancora era un insegnate di permacultura. Rob avviò la Transizione per dare una soluzione al calo della disponibilità dell’energia da fonti fossili a basso costo da cui dipende il mondo attuale.

E la permacultura è la stessa cosa. Affronta come coltivare, costruire e creare comunità, e minimizzare l’impatto ambientale allo stesso tempo. Vogliamo vivere in armonia con il pianeta, pensando attentamente all’uso delle risorse per noi stessi e le generazioni future, diminuendo e infine ponendo fine alla nostra dipendenza dalle fonti fossili.

Le basi della permacultura provengono dal concetto di “agricoltura permanente” – in origine un metodo per progettare coltivazioni a base arboree nelle fattorie per preservare suolo e habitat, ma presto si evolvette in un metodo di progettazione che include le nostre abitazioni, i giardini, le fattorie e le comunità, per aiutarci a camminare con leggerezza sul pianeta e assicurarci che l’attività umana possa essere sostenuta in futuro, in armonia con la natura. Il che è strettamente legato con la Transizione, che usa azioni e soluzioni locali per affrontare le sfide che cambiamento climatico e del disagio economico.

Perchè la Transizione è un cavallo di Troia per la permacultura

Quando Rob parlò a Worthing, disse una cosa che mi colpì profondamente. Spiegò la Transizione dicendo che era un cavallo di Troia per la permacultura. Disse che quando c’è da spiegare che cosa sia la permacultura, non sempre la gente vuole capirlo, ma con la Transizione, essa viene introdotta all’argomento senza nemmeno saperlo.
Conosco personalmente diverse persone che spengono l’interruttore quando parlo di permacultura, o che mi etichettano come hippy perché la soluzione che caldeggio prende in considerazione il rispetto per l’ambiente.

Ovviamente mi piacerebbe che la gente accogliesse la permacultura a braccia aperte, ma se c’è un modo per accrescere la consapevolezza che dobbiamo assolutamente cambiare il modo in cui viviamo, io lo appoggio.

Abbiamo incontrato tanti che dicevano che la permacultura è troppo difficile da capire e mettere in pratica, poi gliel’abbiamo spiegata e sono arrivati alla conclusione che già la facevano. Come dice Aranya in “The Basics of Permaculture Design”: “Sei già un designer. Ogni volta che prepari un pasto o riorganizzi il mobilio, stai facendo design.”

È questo il modo in cui la transizione porta in primo piano la permacultura.

È più facile che la società si azioni contro la disoccupazione e la chiusura dei negozi locali che per la protezione dell’ambiente, così questo forse è il modo migliore di coinvolgere la gente. Inizia a fargli migliorare le loro vite e le loro comunità e in cambio queste azioni possono proteggere il pianeta. Tutti questi atti sono già aspetti di progettazione, o design che dir si voglia, che ne siamo consci oppure no.

Adoro come la Transizione compatta le comunità, creando posti di lavoro e fonti di cibo sul posto posto, e attività economiche locali. Rob ha condiviso qualche esempio che può davvero ispirare e ha mostrato come le comunità possono collaborare.

Ad esempio, a Fujino, Giappone, un gruppo di persone ha creato un compagnia di pannelli solari dopo aver visitato delle comunità locali colpite dallo tsunami, portando loro “luce” sotto forma di pannelli solari per il festival annuale della Luce. Adesso ci sono 40 aziende di elettricità simili in tutto il Paese. In Brasile, la transizione ha procurato corsi di sviluppo personale per donne e giustizia sociale.

A Tooting, Londra Sud, una festa di carnevale è stata quasi cancellata a causa della richiesta del consiglio che all’ultimo minuto esigeva un permesso. Per aggirare il problema, la festa avrebbe potuto essere invece una dimostrazione, ma questo avrebbe comportato il pagamento di una grossa cifra per i servizi di polizia.

La polizia ha invece scelto volontariamente di pagare di tasca sua e la festa ha attirato 8000 persone, con i ristoranti che davano da mangiare a 1000 avventori gratis: uno straordinario sforzo della comunità.

Storie come questa mostrano il potere delle piccole azioni e di come possono tradursi in qualcosa di grande, che cambia la vita delle persone. Questo aspetto riflette il principio permaculturale che insegna a cominciare dal piccolo.

Sentire che i progetti di transizione sono presenti in 43 paesi nel mondo mi ha dato speranza. Spero sia un modo per rendere la permacultura e il nostro messaggio più accessibili.

Rozie Apps è assistant editor per Permaculture magazine – practical solutions for self reliance. Guarda il suo profilo autore

Traduzione: Flavio Troisi
Fonte: https://www.permaculture.co.uk/articles/transition-trojan-horse-permaculture

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