Matriarché, il principio materno per una società egualitaria e solidale

Esistono società organizzate in modo diverso rispetto alla nostra? È possibile un diverso modello di relazione tra i generi e tra le generazioni fondato sui principi della cura e della nonviolenza?

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Dettaglio della copertina di Matriarché, Il principio materno per una società egualitaria e solidale
Matriarché, il principio materno per una società egualitaria e solidale Book Cover Matriarché, il principio materno per una società egualitaria e solidale
AA.VV.
Exorma Edizioni
2013
243
A cura di Francesca Colombini e Monica Di Bernardo
Perimetrie


Si può leggere di permacultura in libri che non sono scritti da permacultori o permacultrici?

Crediamo di sì, specie se si guarda alla vasta bibliografia delle donne: storiche e antropologhe, ecofemministe e studiose di spiritualità, scienziate, negli ultimi 50 anni, hanno avviato una rilettura critica della nostra società ed uno studio rinnovato delle culture extra – capitaliste, del passato e del presente; il risultato è un grande studio del vivente, posto al centro di una visione rinnovatrice del nostro modo di stare al mondo; una lectio che oggi chiede di essere ascoltata da tutti, uomini e donne, e che può fornire chiavi di approfondimento a chi fa permacultura.

“Qual è la relazione tra i temi della “sostenibilità” e i valori delle società matrilineari e matrifocali antiche e moderne?” E’ la domanda che le curatrici di Matriarché rivolgono a 20 ricercatori e ricercatrici di vari ambiti: dall’attivista e ambientalista Vandana Shiva, alla storica Riane Eisler, dal facilitatore e formatore Roberto Tecchio al sociologo Marco Deriu, da Daniela Degan, attivista per la decrescita a Domenico Matarozzo dell’ Associazione Maschile Plurale , da Francesca Rosati Freeman, studiosa della cultura Moso a Luciana Percovich, studiosa di mitoarchelogia.

La premessa prende le mosse dal poderoso studio svolto da Heide Goettner-Abendroth sulle società matriarcali, e dalla sua ridefinizione della parola matriarcato non come contrario di patriarcato (e dunque non come potere delle donne sugli uomini); si delinea una diversa interpretazione della radice etimologica dal greco antico: matri come ‘madre’ e arché come ‘inizio’ (e non come ‘dominio’): ‘origine dalle madri’.

Quelle matriarcali, antiche e attuali, sono società “centrate intorno alle madri e caratterizzate dalla matrilinearità e dal potere di distribuzione economica concentrato nelle mani delle madri e delle donne.”

L’intento delle curatrici di questa raccolta di interviste è quello di invitare lettrici e lettori ad “indossare le lenti matriarcali e mettere in discussione molti principi su cui la nostra attuale società si fonda”, ascoltando una pluralità di voci per il cambiamento.

Così Genevieve Vaughan, semiotica e studiosa dell’Economia del Dono, riconosce “nell’atto materno del donare … il modo di distribuzione originario”, garante di un benessere diffuso. Quello dello scambio, il Do Ut Des di matrice capitalistica, prende il posto del dono unilaterale, e ne annulla il valore di “legame sociale”.

In merito al rapporto con la Natura, risponde alle curatrici Bruna Bianchi, docente di storia delle donne: l’ecofemminismo fin dagli anni Settanta ha indagato “l’intreccio dei rapporti di dominio (di genere, di classe, di razza, di specie)” e le “connessioni di tutte le forme di vita”.

E ancora: “non si possono comprendere le cause del degrado ecologico senza tenere in considerazione le disuguaglianze di genere e se non si indaga la natura complessa del dominio”.

Per agire una società nuova, diventa prioritario decostruire la cultura patriarcale, perché “il quadro concettuale patriarcale afferma, giustifica e riproduce il dominio: sulle donne, sulla natura, sugli animali, sui poveri, sui colonizzati”.

L’ecofemminismo “pone un’enfasi particolare sull’interconnessione di tutte le forme di vita ed offre una teoria etica basata non già sulla separazione o sull’individualismo …. ma sulla valorizzazione della conservazione della vita… un’etica fondata sull’empatia.” (non dominanza ma rispetto e cura, conoscenza delle ciclicità).

Le persone intervistate in Matriarché colgono nelle pratiche e nell’etica costitutive delle società matriarcali, ingredienti e modalità che nutrono ed ispirano la spinta ad una rivoluzione senza spargimento di sangue; si parla di relazioni interpersonali, da rivedere alla luce della comunicazione non violenta e della gestione pacifica del conflitto, del principio di cura e nutrimento. L’organizzazione sociale viene affrontata in termini di circolarità del potere, metodo del consenso e condivisione, responsabilità e creatività.

La dimensione della spiritualità e dell’arte, nell’esperienza dell’artista e attivista Morena Luciani, si fondono nello spazio creativo: “all’interno del sistema patriarcale, il marchio della trascendenza è stato imposto sia sugli aspetti spirituali che su quelli artistici, mentre entrambi in origine si fondavano su una visione sciamanica della realtà, che di trascendente non ha nulla, anzi… era ben collegata al corpo delle donne e al corpo della Terra”.

Monica Di Bernardo e Francesca Colombini hanno realizzato anche un docu film, per la regia di Aldo Silvestri, oggi disponibile sul web. Il libro è nato da un progetto in crowdfunding tramite la piattaforma Produzionidalbasso.

Caro permacultore, cara permacultrice, questi sono solo alcuni spunti fra i tanti che la lettura di Matriarché potrà offrirti, qualora tu decidessi di affrontarla per intero, una lettura che peraltro è agevole e stimolante, parola di libraia!

Katia Maurelli, Libreria Le Sorgenti Bolsena (VT)

Per acquistare il libro

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Nata in Italia da madre bretone, ho difficoltà ad ammettere frontiere che non siano d’ordine geofisico. Laureata in Lingua e letteratura russa, con la passione per il birdwatching, coltivo orti dai miei 20 anni, insieme allo studio delle arti marziali. Nel 1998 lascio l’amata Bretagna per aprire sul Lago di Bolsena la Libreria Sala da Te’ Le Sorgenti (che dal 2013 accoglie anche un’osteria). Tante collaborazioni ed iniziative tra libri, musica, promozione delle discipline olistiche e politica delle donne, passando per il teatro, e l’iniziazione alla spiritualità nei cerchi di donne. Nel 2002 arrivano una figlia di nome Delphine e la Permacultura. Gli anni successivi sono segnati dalla ricerca di un’integrazione creativa delle pratiche e delle conoscenze per vivere un nuovo paradigma. Nel 2014 seguo il Corso 72 ore in Progettazione in Permacultura; collaboro all’organizzazione del Festival di Permacultura di Bolsena, e nel 2016 ho partecipato alla realizzazione dell’Eupc che si è svolta Bolsena.

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