PERMACULTURA – MANUALE DI PROGETTAZIONE Capitolo 2

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Ecco un estratto della traduzione italiana del secondo capitolo di Permaculture. A Designers’ Manual di Bill Mollison.

Ringraziamo Giuseppe Birardi e i ragazzi del MEDIPERlab per averci dato la possibilità di convidere questa preziosa risorsa.

Il progetto di traduzione del Manuale e questa campagna di crowdfunding sono rivolti a tutta la comunità italiana che, per passione o missione, si occupa di Permacultura.

Per contribuire alla campagna di crowfunding basta cliccare al link 

http://buonacausa.org/cause/manuale

NB. Il testo qui presentato non è la versione definitiva, il libro è in corso di revisione.
Buona lettura

CAPITOLO 2: CONCETTI E TEMI DELLA PROGETTAZIONE

Introduzione

È allarmante il fatto che nella società occidentale non sia nata nessuna direttiva comune che prendesse il posto dei precetti contenuti nei miti e nei tabù tribali. Quando abbiamo lasciato la vita tribale, abbiamo abbandonato anche tutti quei punti di riferimento che permettevano un comportamento ragionevole nel mondo naturale, di cui facciamo parte, e in cui viviamo e moriamo. Più precisamente, non avendo mai avuto il tempo, o il buonsenso, di sviluppare delle direttive guida nuove, o più attuali, abbiamo dimenticato l’arte di sviluppare dei sistemi autoregolanti. Da qui nasce l’appello per una società in cui tutti possiamo progettare, basandoci su una formazione etica ed applicata, con un’idea chiara dei principi etici che regolano la vita.

L’ipotesi di Gaia, nel modo in cui è stata formulata da James Lovelock, è quella di una terra che si comporta sempre meno come un semplice assemblaggio di materiali, e sempre più come un processo pensante. Anche nel mondo inanimato, abbiamo a che fare con una forza vitale, in cui ogni nostra azione ha grandi conseguenze. La reazione della terra è sempre quella di ristabilire l’equilibrio, di bilanciare le parti. Se maltrattiamo, sfruttiamo, deformiamo o deviamo i sistemi naturali e i loro processi, allora provochiamo una reazione, e questa può avere conseguenze anche a lungo termine.

Un consiglio: non fate nulla, se prima non avete pensato attentamente a tutte le conseguenze ed i vantaggi che ne conseguono.

Le culture aborigene hanno utilizzato il mito per mostrare come gli atti non necessari, e la distruzione sconsiderata degli elementi, portino a catastrofi e sofferenze. La tipica struttura di questo genere di miti si articola in alcune sequenze:

  1. L’atto intenzionale di un individuo o di un gruppo.
  2. Una metamorfosi (da animato ad inanimato o viceversa, per es.: la moglie di Lot si trasforma in una statua di sale) che assume il significato di un avvertimento.
  3. Il manifestarsi di una forza elementare ( incendio, tempesta, terremoto, inondazione, maremoto,pestilenza) come risultato del ripetersi dello stesso atto.
  4. La compensazione necessaria attraverso sofferenze, isolamento, migrazione o morte.

Così, all’atto di un bambino o di un individuo adulto, viene dato un significato che si relaziona con la natura nella sua interezza, e si estende alla società. Educati da miti come questi, ci muoviamo con prudenza nel mondo, consapevoli che ogni azione sconsiderata può avere terribili conseguenze.

Sostituendo i miti basati sulla natura con una serie fissa di divieti – spesso riferiti solo ad altre persone, e quasi mai relazionati con la natura stessa- abbiamo sviluppato civiltà e religioni distruttive e antropocentriche.

Nella vita, come nella progettazione, dobbiamo accettare che non si possono applicare regole immutabili: dobbiamo essere pronti, nella nostra continua ricerca, ad essere guidati da direttive e principi flessibili.

Per tale motivo, questo libro sottolinea l’autonomia, la responsabilità e le funzioni degli esseri viventi. All’interno di un sistema autoregolato, l’energia proveniente dal sole può essere “intrappolata” ed accumulata in molti modi differenti. Finchè il sole continua a bruciare, ci troviamo in un sistema aperto. Se non distruggiamo prima la terra, l’efficienza energetica dei sistemi aperti ci permetterà di diventare esseri consapevoli in un universo consapevole.

Una Politica di Responsabilità (per abbandonare il concetto di potere)

Il compito di un’autorità benefica è quello di restituire funzione e responsabilità alla vita e alle persone; una volta raggiunto questo obiettivo, nessuna autorità è più necessaria. Il ruolo di una progettazione di successo è quello di creare un sistema capace di autogestirsi.


 

manuale progettazione mollison
Due modi per produrre un uovo (pag. 22). Permacultura – Manuale di progettazione, Bill Mollison

Assicurarsi un raccolto, su una base sostenibile, ha molti vantaggi rispetto al caro prezzo richiesto dagli attuali regimi di “abbondanza o carestia”. Per la diversità connaturata al suo sistema, l’orto domestico è un esempio di approccio sicuro, dove è quasi impossibile che tutte le specie coltivate falliscano insieme. Chi ha un orto, sebbene veda quasi in ogni stagione una pianta o alcune varietà non produrre frutti, sa bene che ci sono sempre altre specie o varietà disponibili, e questo minimizza la proporzione dei danni. Ciò di cui abbiamo realmente bisogno, quindi, è la diversità, sia di specie che di varietà. La legislazione dei diritti sulle varietà vegetali, i “brevetti” sulle piante, ed il controllo esercitato dalle multinazionali sulle risorse di semi, hanno avuto un effetto disastroso sulla diffusione di varietà locali più rustiche ed adattate. In Europa, circa l’85% di colture da seme adattate a livello locale sono diventate “illegali” o sono sparite dai cataloghi delle compagnie sementiere.

Tra i diversi percorsi che possiamo realizzare in una progettazione, dobbiamo cercare ed applicare quello che richiede minor energia. Ad esempio, mostriamo due modi per produrre un uovo: il primo è diventato il metodo normale nel mondo occidentale (Figura 2.3), il secondo è quello proposto dai sistemi di permacultura (Figura 2.4).

Sono stati sviluppati sistemi ridicoli in cui persone, macchine, tempo ed energie vengono spesi in enormi quantità per delle galline; forse con l’idea di raggiungere una massima resa produttiva, ma senza tener conto dei costi reali. Possiamo fare a meno di questi sistemi, con grandi vantaggi per la nostra salute e per quella del pianeta, mettendo a disposizione delle ecologie locali una varietà di risorse aggiuntive. Le due illustrazioni servono a far comprendere anche il buon senso alla base dei sistemi auto-regolati.

Bill Mollison Permacultura, Manuale di Progettazione
(Capitolo 2, pagina 10, pagina 22, figure 2.3-4)

Prendi in considerazione l’idea di donare 5, 20, 50 euro o quello che puoi, per proteggere e sostenere la diffusione della permacultura in Italia, per la nostra e le future generazioni.

 

http://buonacausa.org/cause/manuale

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