PERMACULTURA – MANUALE DI PROGETTAZIONE Capitolo 3

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Ancora un estratto della traduzione italiana del terzo capitolo di Permaculture. A Designers’ Manual di Bill Mollison.

Ringraziamo Giuseppe Birardi e i ragazzi del MEDIPERlab per averci dato la possibilità di convidere questa preziosa risorsa.

Il progetto di traduzione del Manuale e questa campagna di crowdfunding sono rivolti a tutta la comunità italiana che, per passione o missione, si occupa di Permacultura.

Per contribuire alla campagna di crowfunding basta cliccare al link

http://buonacausa.org/cause/manuale

NB. Il testo qui presentato non è la versione definitiva, il libro è in corso di revisione.
Buona lettura

CAPITOLO 3: METODI DI PROGETTAZIONE

Ogni progetto è composto da concetti, materiali, tecniche e strategie, proprio come i nostri corpi sono composti da cervello, ossa, sangue, muscoli ed organi: quando sono completi, funzionano insieme, con un unico scopo. Come in un corpo, le parti di un progetto funzionano in relazione tra di loro.

La Permacultura, come sistema di progettazione, cerca di integrare tra loro le parti o componenti (naturali, artificiali, spaziali, temporali, sociali ed etiche) per ricreare un tutto. Per far ciò, non si concentra sui componenti in sé, ma sulle relazioni tra di essi, e su come possono funzionare per aiutarsi a vicenda. Ad esempio, qualsiasi insieme di elementi può essere organizzato in modo da creare un sistema che risulti auto-distruttivo, o che abbia bisogno di un supporto energetico esterno. Ma, usando gli stessi elementi in un modo differente, possiamo allo stesso modo creare un sistema armonioso che sia di nutrimento alla vita. È nell’organizzazione delle parti che la progettazione trova il suo ruolo e la sua funzione, ed è la scelta di un obiettivo a decidere la direzione della progettazione stessa.

Definizione di Progettazione in Permacultura

La progettazione in Permacultura è un sistema per assemblare elementi concettuali, materiali e strategici all’interno di un pattern che funzioni a beneficio della vita in tutte le sue forme. Il suo obiettivo è quello di creare un posto sicuro e sostenibile per gli esseri viventi su questa terra.

La progettazione funzionale serve a raggiungere degli scopi specifici e, per quanto riguarda le funzioni, la direttiva principale è:

Ogni componente di un progetto dovrebbe svolgere molteplici funzioni. Ogni funzione essenziale dovrebbe essere supportata da più componenti.

Un progetto flessibile, ma concettualmente solido, può accogliere progressivamente nuovi contributi da ogni direzione, ed essere modificato alla luce dell’esperienza. La progettazione è un processo continuo, guidato nella sua evoluzione dalle informazioni e dalle capacità maturate attraverso le precedenti osservazioni del processo stesso. Tutti i progetti che contengono o coinvolgono forme di vita sono sottoposti ad un processo di trasformazione a lungo termine.

Per comprendere il concetto di progetto, dobbiamo differenziarlo dalle parti che lo compongono: tecniche, strategie, materiali, ed assemblaggi.

LA TECNICA è un tipo di concetto “unidimensionale”, ed indica come noi facciamo qualcosa. Quasi tutti i libri di giardinaggio e orticoltura, almeno fino al 1950, erano libri solamente di tecnica; la progettazione era ampiamente trascurata.
LE STRATEGIE, aggiungono alla tecnica la dimensione temporale, quindi ne espandono il concetto. Ogni calendario delle semine è una guida “strategica”. La strategia è l’utilizzo della tecnica al fine di raggiungere un obiettivo futuro, ed è quindi più orientata direttamente al valore delle cose.
I MATERIALI sono, per esempio, il vetro, il fango e il legno. Gli ASSEMBLAGGI sono le combinazioni di tecnologie, costruzioni, piante ed animali.

progetto permacultura


Ogni progettazione è un assemblaggio di componenti

La prima priorità è quella di localizzare e valutare i costi di questi componenti. Se le nostre risorse sono scarse, guardiamo più da vicino il sito di progettazione, pensando a qualsiasi cosa come una potenziale risorsa (argilla, roccia, erbe invasive, animali, insetti). Possiamo pensare al lavoro, alle nostre competenze, al tempo, ai soldi, ed alle risorse del sito come le nostre energie intercambiabili: ciò che manca in una, possiamo ottenerlo tramite lo scambio con un’altra (per. es. cucire dei vestiti a mano in cambio di tegole per il tetto). Le migliori fonti di semi e piante si trovano sempre nel nostro vicinato, nei vivai pubblici, od i dipartimenti forestali. A partire dalle prime fasi della pianificazione, vale sempre la pena raccogliere semi, vasi, e talee di piante rustiche da utilizzare nel sito, come vale la pena creare una scorta di mattoni di seconda mano, legno e materiale per i tetti.

La fase di pianificazione è critica

Mentre elaboriamo i piani, dobbiamo scandire l’evoluzione in fasi, suddividere il lavoro in parti facilmente realizzabili, ed includere in queste parti i componenti di cui si avrà bisogno subito, già nella fase iniziale dello sviluppo del progetto (vie d’accesso, riparo, vivaio, fornitura d’acqua e forse una fonte di energia). Quindi, progettiamo, stimiamo le risorse, localizziamo i componenti, decidiamo le priorità, e posizioniamo i sistemi di importanza critica. Dato che i cambiamenti di rotta impulsivi si tramutano solitamente in costi elevati da affrontare, è meglio pianificare interamente il sito ed il suo sviluppo, cambiando i piani e modificando il progetto soltanto se il sito e le nuove informazioni a nostra disposizione ci costringono a farlo.

In un sito rurale (ma a volte anche in quelli urbani), gli elementi propedeutici fondamentali per una piantumazione soddisfacente sono le RECINZIONI (o le siepi), la RIABILITAZIONE DEL TERRENO attraverso la pacciamatura (o il dissodamento), il CONTROLLO DELL’EROSIONE e la FORNITURA D’ACQUA.

Senza questi elementi sprecheremmo solo tempo e denaro, piantando in maniera confusa su terreni compatti, aridi ed impraticabili. Tutti i lavori di movimentazione della terra, incluse strade, invasi, swale, terrazze o sentieri, devono essere terminati prima che la piantumazione abbia inizio.

Per quanto riguarda le priorità delle zone progettate, dobbiamo innanzitutto occuparci della Zona 1 e della Zona 2; queste sono le zone adibite a sostenere la nostra famiglia, e che permettono di risparmiare la maggior parte delle spese. Ciò che forse è di maggiore importanza, non ci stancheremo mai di ribadirlo, è la necessità di sviluppare sistemi di piccole dimensioni. Nelle Filippine, le famiglie vengono incoraggiate a piantare ortaggi in uno spazio di 4 m2 – un lotto minuscolo – e da un orto del genere riescono ad ottenere tra il 40 e il 60% del loro cibo! Tutti possiamo far produrre in modo adeguato un orto di quattro metri quadrati, mentre con 40 metri quadrati potremmo già trovare numerose difficoltà.
In modo analogo, scegliamo di piantare dieci alberi importanti (per la produzione di oli, agrumi, frutta a guscio e frutta adatta alla conservazione), in modo da poter dedicare loro delle cure adeguate. Se piantiamo subito cento o mille alberi, potremmo perderne fino al 60% per mancanza di cure, o di preparazione del sito. Con dieci alberi e quattro metri quadrati di orto ben protetti, concimati ed annaffiati, il sistema della Zona 1 si avvierà in modo corretto.

Iniziare con un nucleo ed espandersi verso l’esterno è il modo di procedere che ha più successo. Rafforza il morale, e rende la realizzazione più semplice. I sistemi su vasta scala generano anche perdite ed inefficienze su vasta scala. Avendo commesso ogni genere di errori nella mia lunga vita, questo è un consiglio basato interamente sull’esperienza. Per riassumere:

  • Progettate accuratamente il sito su carta.
  • Stabilite le priorità basandovi sulla realtà economica.
  • Localizzate e scambiate i componenti nelle vostre vicinanze o a buon prezzo.
  • Sviluppate un nucleo in modo completo.
  • Espandetevi in base al sito ed alle informazioni a vostra disposizione, utilizzando le specie che hanno dimostrato di essere più adatte.

Esattamente lo stesso tipo di pianificazione (sviluppo di un nucleo) si può applicare a qualsiasi sistema di controllo dell’erosione, riabilitazione della fauna selvatica o della vegetazione, scrittura di libri o creazione di nazioni. Suddividete il lavoro in semplici fasi, piccole e facili da realizzare, e poi portatele a termine una alla volta. Non fate mai liste di compiti troppo lunghe, ma concentratevi soltanto sulla prossima fase. Il sistema nella sua interezza viene pianificato solo nella fase di progettazione, in modo che i nostri piani più piccoli riguardanti il nucleo siano sempre in relazione con un progetto più grande.

Bill Mollison Permacultura, Manuale di Progettazione
(Capitolo 3, pag 36 e 65)

pianificazione permacultura

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